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Parlamento / Oggetti / 21.3122

21.3122PostulatoEDAliquidato

Una strategia per la partecipazione delle donne alla cooperazione allo sviluppo e alla promozione della pace

depositato il 10.03.2021 nella Sessione primaverile 2021Prima Camera: Consiglio nazionaleLiquidato (21.09.2026)

Politica internazionalePolitica di sicurezzaQuestioni sociali

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

  1. 18.06.2021Consiglio nazionaleControverso. Discussione rinviata
  2. 10.03.2022Consiglio nazionaleAdozione
  3. 21.09.2026Consiglio degli StatiTolto dal ruolo nel quadro di un altro oggetto 26.006

Il Consiglio federale è invitato a elaborare una strategia di attuazione della cooperazione allo sviluppo e della promozione della pace che garantisca le condizioni socio-economiche di base per la partecipazione attiva delle donne.

È ormai assodato che la partecipazione delle donne alla cooperazione allo sviluppo e alla promozione della pace è centrale per assicurarne la durata e la sostenibilità. Anche la risoluzione 1325 "Donne, pace e sicurezza" del Consiglio di sicurezza dell'ONU persegue questo obiettivo. Perché solo quando viene data voce alle donne diventano visibili le ripercussioni specifiche delle crisi e dei conflitti legate al genere. Eppure in politica estera prevale ancora un'idea unilaterale della sicurezza e della ricostruzione. Si tiene conto solo delle conseguenze immediatamente percepibili del conflitto (distruzione delle infrastrutture e lesioni fisiche degli individui), e in questo modo si trascurano le conseguenze indirette: lo smantellamento radicale e spesso la distruzione completa dei servizi statali e quindi del benessere dell'intera popolazione. L'ultimo rifugio delle persone diventa allora la casa. Questo fa sì che i compiti di cura ricadano ancora di più sulle famiglie e quindi si solito sulle donne, che in questo modo danno un contributo fondamentale alla sicurezza dei loro cari e dei loro concittadini.

La cooperazione allo sviluppo e la promozione della pace devono mettere al centro l'economia di cura investendo prima di tutto nelle infrastrutture sociali, e non solo in quelle fisiche. Si tratta di un prerequisito indispensabile per assicurare l'effettiva partecipazione delle donne ai processi di pace e ai progetti di sviluppo.

Alcuni Paesi, tra cui la Svezia (dal 2014) e il Messico (dal 2020), hanno già optato per una politica estera femminista, con cui cercano di affrontare le cause strutturali dei conflitti e della povertà cambiando le strutture di potere. Parte integrante di questo approccio è un budget specifico di genere all'interno dell'Amministrazione, ma anche nei settori della cooperazione allo sviluppo e della promozione della pace. La Svizzera non è rimasta con le mani in mano. Per procedere oltre è tuttavia necessario fare un'analisi della situazione attuale: che cosa si sta già facendo in termini di budget specifico? In quali ambiti il genere non viene ancora preso in considerazione e quante sono invece le risorse della cooperazione allo sviluppo, dell'aiuto umanitario e della promozione della pace che confluiscono esplicitamente in progetti che incentivano il settore della cura e cercano di alleviare il peso che ricade sulle spalle delle donne? Un'analisi di questo tipo può essere il punto di partenza per sviluppare una strategia di politica estera che garantisca una sicurezza duratura e sostenibile.

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 22.09.2026. Dati grezzi

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