Parlamento / Oggetti / 24.3323
Ripristino degli ecosistemi in Svizzera
depositato il 15.03.2024 nella Sessione primaverile 2024Prima Camera: Consiglio nazionaleLiquidato (20.03.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
- 20.03.2026CommissioneTolto dal ruolo poiché la trattazione nella Camera non si è conclusa entro due anni
Testo depositato
Nel rapporto «Ambiente Svizzera 2022» il Consiglio federale indica che un terzo di tutte le specie e la metà degli habitat della Svizzera sono minacciati. Le cause principali della diminuzione della biodiversità sono la perdita e l’uso intensivo dei suoli, il frazionamento e la frammentazione degli spazi vitali provocata da infrastrutture e insediamenti. La produzione di derrate alimentari dipende da suoli vivi e dalla varietà degli insetti impollinatori. Nelle acque, i microrganismi degradano le sostanze inquinanti. I boschi proteggono dai pericoli naturali e, insieme alle torbiere e ad altri ecosistemi, immagazzinano il carbonio dall’atmosfera, mitigando in tal modo gli effetti del cambiamento climatico. Spazi vitali variegati e diversificati favoriscono in generale il benessere delle persone.
Con il Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021–2030, l’ONU lancia un appello per porre fine al deterioramento e alla distruzione progressivi degli ecosistemi e per ripristinare gli spazi vitali degradati. Secondo l'obiettivo 2 del Quadro globale sulla biodiversità adottato nel dicembre 2022, occorre garantire che entro il 2030 le superfici degli ecosistemi degradati siano in via di ripristino effettivo. La Germania, in particolare, è già molto attiva al riguardo, e i Paesi limitrofi della Svizzera intensificheranno i loro sforzi sulla base della normativa europea sul ripristino della natura. La Svizzera, dal canto suo, dispone soltanto di un programma di rinaturazione delle acque e non sta facendo nulla per il Decennio dell'ONU.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
• Per quale motivo la Svizzera non partecipa al Decennio dell'ONU per il ripristino degli ecosistemi?
• La comunità scientifica ritiene che in Svizzera sia particolarmente necessario ripristinare gli spazi vitali degradati. Qual è la posizione del Consiglio federale al riguardo?
• Il Consiglio federale concorda sull’importanza di preservare e ripristinare gli ecosistemi fondamentali per noi, esseri umani, e per la biodiversità ora, anziché persistere nel degrado e lasciare alle generazioni future un compito quasi impossibile da affrontare che comporterà costi esorbitanti?
• Il Consiglio federale adotterà prontamente misure concrete per scongiurare una situazione simile a quella verificatasi con il cambiamento climatico, in cui gli avvertimenti degli scienziati sono stati a lungo ignorati e ora ci troviamo confrontati a problemi quasi irrisolvibili?
Parere del Consiglio federale
1) Il Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi è coordinato dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) in collaborazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). Il suo obiettivo è arrestare, a livello mondiale, la distruzione e il degrado degli ecosistemi, di prevenirli in futuro e di ripristinare gli ecosistemi già danneggiati. La Svizzera è membro dell'UNEP e della FAO ed è impegnata in vari ambiti, come quelli dei prodotti chimici e dei rifiuti. La Svizzera ritiene che questi obiettivi possano essere raggiunti anche al di fuori di questa iniziativa. La partecipazione è volontaria e non pone requisiti concreti supplementari rispetto agli obiettivi già definiti nella Strategia Biodiversità Svizzera, nella Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 o nei nuovi obiettivi della Convenzione di Kunming-Montreal sulla biodiversità, che la Svizzera ha firmato. A livello nazionale, la Confederazione sostiene da tempo il risanamento di biotopi d'importanza nazionale e la rivitalizzazione dei corsi d'acqua e promuove una gestione seminaturale delle foreste.
2) - 4) Il Consiglio federale è dell'avviso che la biodiversità necessiti di un numero sufficiente di spazi vitali di elevata qualità e interconnessi. Con la Strategia Biodiversità Svizzera del 2012 e il relativo piano d'azione del 2017, il Consiglio federale ha adottato diversi obiettivi e misure in tal senso. Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) sta attualmente preparando le basi necessarie per il proseguimento del piano d'azione Biodiversità a partire dal 2025.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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