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Rafforzare la prevenzione degli omicidi con armi da fuoco in ambito domestico
depositato il 20.06.2025 nella Sessione estiva 2025Prima Camera: Consiglio nazionaleLiquidato (16.06.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
- 26.09.2025CommissioneControverso. Discussione rinviata
- 16.06.2026Consiglio nazionaleReiezione
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di introdurre nella legge l’obbligo di confiscare tutte le armi militari privatizzate che da oltre dieci anni non sono state più utilizzate dai loro detentori nel tiro sportivo.
Motivazione
Lo studio «Omicidi con armi da fuoco in ambito domestico», pubblicato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU), giunge alla conclusione che nella maggior parte di tali omicidi sono utilizzate prevalentemente armi corte e armi militari. Secondo lo studio, considerato che nella suddetta tipologia di omicidi gli autori sono in gran parte uomini svizzeri di una certa età, le armi militari costituiscono un fattore di rischio, in particolare nelle situazioni in cui questa categoria di uomini uccide la partner e poi si suicida. L’85,4 per cento di tutti gli omicidi in ambito domestico con armi da fuoco tra il 2015 e il 2022 è stato commesso da cittadini svizzeri con un’età media di 63,2 anni. Le vittime erano perlopiù donne con un’età media di 54,2 anni.
Dietro queste cifre estremamente preoccupanti si celano conseguenze a lungo termine troppo poco considerate quando al momento del proscioglimento dall’obbligo di prestare servizio militare l’esercito cede l’arma personale in proprietà all’interessato.
In questa occasione, l’esercito esamina, oltre al permesso d’acquisto d’armi, soltanto criteri relativi al passato. Chi nei tre anni precedenti ha assolto almeno quattro esercizi federali a 300 metri può conservare il fucile d’assalto. La pistola 12/15 non è ceduta in proprietà, ma «in cambio» la pistola 49 è offerta fino a esaurimento delle scorte anche a coloro che non praticano il tiro sportivo.
Non è compito dell’esercito lasciare agli uomini svizzeri l’arma per commettere omicidi in ambito domestico. La responsabilità dello Stato per la privatizzazione delle armi militari non si estingue perché questo modo di procedere risale a decenni fa. Al contrario, con il passare del tempo viene meno qualsiasi giustificazione per la cessione in proprietà dell’arma di ordinanza. Se questa non è nemmeno più necessaria per il tiro sportivo, deve essere restituita allo Stato. In questo modo, come dimostra lo studio menzionato, si può fornire un importante contributo alla prevenzione degli omicidi con armi da fuoco in ambito domestico.
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Accogliere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 19.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
