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eXit. L'Assemblea federale deve rinunciare a utilizzare la piattaforma social X

depositato il 19.03.2026 nella Sessione primaverile 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLiquidato (19.06.2026)

Politica nazionaleMedia e comunicazione

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

  1. 19.06.2026Consiglio nazionaleReiezione

L’Assemblea federale rinuncia a utilizzare la piattaforma social X.

Da quanto è stata rilevata da Elon Musk la piattaforma social X è profondamente cambiata, per esempio per quanto riguarda la radicalizzazione dei post e delle discussioni. Messaggi di odio, di incitazione all’odio, teorie complottiste e disinformazione possono essere diffusi in modo indisturbato. Con l'introduzione del chatbot basato sull'intelligenza artificiale Grok, che fornisce senza alcuna restrizione contenuti sessisti, violenti, falsi o offensivi, la situazione si è ulteriormente aggravata. In particolare perché, tramite Grok, è possibile spogliare persone – anche minorenni – contro la loro volontà o raffigurarle in pose sessualizzate.

Per questi motivi, negli ultimi mesi diverse istituzioni, testate giornalistiche e personaggi pubblici hanno abbandonato la piattaforma. Sulla piattaforma X sono ancora attivi l'account ufficiale del Consiglio federale (@bundesrat), di diverse Segreterie di Stato e servizi amministrativi nonché dell'Assemblea federale (@parl.ch). Rimanendo sulla piattaforma X, l'Assemblea federale la legittima e contribuisce ad accrescerne l'importanza e a aumentarne la visibilità.

I Servizi del Parlamento sono responsabili per la comunicazione istituzionale dell’Assemblea federale. La principale piattaforma e il punto di riferimento di questa comunicazione ufficiale è il sito Internet parl.ch. Attualmente i Servizi del Parlamento sono responsabili anche della presenza dell’Assemblea federale sulle piattaforme social LinkedIn, YouTube, Instagram, Facebook e X, così come dei relativi contenuti.

I Servizi del Parlamento impiegano X (ex Twitter) dal 2015 per diffondere rapidamente e in modo mirato i comunicati stampa delle Commissioni (272 nel 2025), informazioni sulla diplomazia parlamentare nonché reazioni a caldo dei presidenti delle Camere su eventi importanti. L’obiettivo è quello di raggiungere direttamente e tempestivamente gli ambienti interessati alla politica sia in Svizzera sia all’estero.

X viene usato dal Consiglio federale, da tutti i dipartimenti federali, da numerosi partiti e parlamentari, dai parlamenti nazionali di Francia, Italia o Austria, dal Consiglio d’Europa e dal Parlamento europeo, nonché da organizzazioni multilaterali e operatori dei media. Attualmente non esiste un’alternativa paragonabile che raggiunga un pubblico altrettanto vasto.

L’Ufficio è a conoscenza delle criticità citate nella mozione, che si riscontrano anche su altre piattaforme social. Decidere in solitaria di ritirarsi da X non risolve questi problemi di fondo della comunicazione nello spazio digitale.

Il disegno della nuova legge sulle piattaforme di comunicazione, in consultazione fino a febbraio 2026, mira a rafforzare i diritti degli utenti nello spazio digitale e a sancire un ampio quadro normativo per i servizi come Facebook, X, TikTok oppure Google.

Sulla base di tali considerazioni e sviluppi, l’Ufficio sostiene l’intenzione dei Servizi del Parlamento di continuare a gestire, per il momento, l’account X dell’Assemblea federale. Tuttavia, i Servizi del Parlamento analizzano costantemente gli sviluppi e si riservano la possibilità di reagire anche con breve preavviso.

Proposta dell’Ufficio dell’8 maggio 2026

L’Ufficio propone di respingere la mozione. Una minoranza (Bendahan, Schläfli, Rumy, Gysin Greta) propone di accoglierla.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.