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Tasse di bollo. Ridurre le eccezioni e aumentare le entrate federali
depositato il 20.03.2026 nella Sessione primaverile 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (13.05.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di verificare le eccezioni all’obbligo di assoggettamento disciplinati nella legge federale del 27 giugno 1973 sulle tasse di bollo (LTB; RS 641.10) e di sottoporre al Parlamento una revisione di legge che riduca in modo significativo l’elenco delle eccezioni e aumenti in maniera sostanziale le entrate.
Motivazione
La LTB prevede numerose esenzioni dalla tassa d’emissione e dalla tassa di negoziazione. Simili eccezioni incidono notevolmente sul bilancio e in parte sono difficilmente giustificabili. In un periodo in cui il bilancio della Confederazione è sottoposto a forti pressioni, è necessario procedere a una verifica e a una revisione sistematiche di tali eccezioni.
Nella sua risposta alla domanda relativa alle conseguenze dell’esenzione dalle tasse di bollo (26.7287), il Consiglio federale illustra i passi formali necessari per una tale riforma.
Parere del Consiglio federale
La tassa d’emissione e la tassa di negoziazione sono tasse sulle transazioni finanziarie. Il Consiglio federale ha già illustrato le ripercussioni di tali tasse per l’economia nazionale nel rapporto in adempimento del postulato Rieder 21.3440 e nel parere sulle mozioni dello stesso tenore 25.4748 e 25.4913, depositate rispettivamente dal consigliere agli Stati Rieder e dal consigliere nazionale Kaufmann.
Le tasse di bollo gravano sulle ristrutturazioni della sostanza che di per sé non generano alcun reddito aggiuntivo e quindi non creano una maggiore capacità economica. La tassa d’emissione e la tassa di negoziazione producono quindi una sovraimposizione, che non si verifica invece per le fattispecie derogatorie previste dalla normativa che disciplina tali tasse.
Ciononostante, le tasse sulle transazioni finanziarie devono essere pagate. Il loro finanziamento avviene tramite i ricavi dei valori patrimoniali oggetto della rispettiva transazione. La tassa d’emissione e la tassa di negoziazione rendono più costosa l’acquisizione di capitale per le imprese svizzere, motivo per cui gli investimenti vengono ridotti, per la produzione è disponibile meno capitale e l’andamento della produttività ne risente. In ultima analisi, questa situazione esercita una pressione sui salari o ne frena la crescita.
La tassa d’emissione e la tassa di negoziazione compromettono la concorrenzialità della piazza finanziaria svizzera. Poiché i mercati finanziari sono flessibili dal punto di vista geografico, i servizi finanziari potrebbero essere sempre più trasferiti all’estero per evitare le tasse. In tal caso, non soltanto le tasse di bollo non genererebbero alcun gettito fiscale, ma nel nostro Paese verrebbe anche ridotta la creazione di valore aggiunto e quindi le entrate da altre imposte. Per questo motivo, la normativa sulla tassa di negoziazione prevede diverse fattispecie derogatorie finalizzate a contrastare il trasferimento delle transazioni dagli intermediari finanziari nazionali a quelli esteri.
Ulteriori eccezioni sono concesse per motivi legati alla redditività della riscossione nonché per ragioni di politica economica e sociopolitiche (ad es. prevenzione del cumulo della tassa d’emissione e della tassa di negoziazione sulla stessa base imponibile, condono per le società da risanare, eccezioni per società con scopi d’utilità pubblica). La loro rilevanza è limitata, fatta eccezione per l’elevata franchigia prevista per la tassa di emissione.
Infine, va sottolineato che anche nel caso di una significativa riduzione delle eccezioni il potenziale aggiuntivo del gettito sarebbe tutto sommato limitato, poiché tale misura comporterebbe in particolare un trasferimento all’estero della creazione di valore aggiunto del settore finanziario e una conseguente diminuzione delle entrate fiscali. L’obiettivo della mozione, ossia l’aumento significativo delle entrate, secondo tali considerazioni complessive non può quindi essere raggiunto mediante l’abolizione di eccezioni nell’ambito della tassa d’emissione e della tassa di negoziazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
