Parlamento / Oggetti / 26.3535
Migliorare le basi per la pianificazione territoriale tramite previsioni aggiornate
depositato il 01.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (12.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre all’Assemblea federale le modifiche necessarie alla legge sulla pianificazione del territorio (LPT) affinché i Cantoni e i Comuni siano tenuti ad aggiornare la propria pianificazione delle zone edificabili ogni cinque anni.
Motivazione
In Svizzera, in molte località si registra attualmente una mancanza di alloggi, spesso addirittura una penuria di alloggi. È quindi necessario migliorare le basi della pianificazione territoriale.
L’articolo 15 LPT incarica i Cantoni e i Comuni di definire le zone edificabili in modo da soddisfare il fabbisogno prevedibile per 15 anni. Affinché ciò avvenga, la pianificazione direttrice e quella dell’utilizzazione devono essere coordinate sia sul piano materiale che formale. Di regola, i piani direttori devono essere riesaminati globalmente ogni dieci anni (art. 9 cpv. 3 LPT), mentre i piani d’utilizzazione prima della scadenza di 15 anni in caso di notevole cambiamento delle circostanze (art. 21 cpv. 2 LPT). L’attuale penuria di alloggi indica che le zone edificabili effettivamente disponibili non corrispondono al fabbisogno. È quindi opportuno aggiornare i dati relativi al fabbisogno e di conseguenza le zone edificabili ogni cinque anni.
Di fatto, l’Ufficio federale di statistica elabora previsioni sull’andamento della popolazione e dei posti di lavoro per tutti i Cantoni. Questi determinano il fabbisogno a livello comunale sulla base, tra l’altro, di tali previsioni e tenendo conto dello sviluppo territoriale auspicato nel Cantone.
L’Ufficio federale di statistica aggiorna le proprie previsioni ogni cinque anni. Come mostra un’analisi, la qualità delle previsioni sull’arco di cinque anni è molto elevata. Considerando la media di tutti i Cantoni e di tutte le previsioni finora formulate, la popolazione effettiva è stata sottostimata solo dello 0,2 per cento. Il divario tra previsioni e realtà aumenta tuttavia notevolmente con il passare degli anni. Dopo 10 anni, nella media cantonale la popolazione risulta già sottostimata del 4,1 per cento; dopo 15 anni, addirittura dell’8,8 per cento.
È quasi impossibile evitare errori di previsione su orizzonti temporali così lunghi, poiché questi sono soggetti a influenze politiche ed economiche non quantificabili. Pertanto è ancora più importante procedere a una correzione periodica delle stime. I Cantoni e i Comuni dovrebbero aggiornare ogni cinque anni la propria pianificazione del fabbisogno e delle zone edificabili, altrimenti rischiano di prevedere migliaia di alloggi in meno. Senza un aggiornamento regolare, in futuro la penuria di alloggi tornerà a farsi sentire.
Parere del Consiglio federale
La mozione parte dal presupposto che sia necessario accertare il fabbisogno di zone edificabili sulla base degli scenari dell’Ufficio federale di statistica (UST) relativi allo sviluppo demografico dei Cantoni. Tuttavia, ciò non è del tutto corretto: sono piuttosto i Cantoni, nell’ambito della pianificazione degli insediamenti nel piano direttore, a dover stabilire la crescita demografica in base allo sviluppo reale. Nonostante la Confederazione raccomandi ai Cantoni di ricorrere allo scenario medio dell’UST, sono ammesse anche ipotesi di crescita superiori allo scenario alto di quest’ultimo, purché comprovate dallo sviluppo reale. Se un Cantone prevede una crescita più marcata, può integrare nel piano direttore uno scenario eventuale in tal senso. Se la crescita si rivela effettivamente più marcata, è possibile delimitare zone edificabili supplementari secondo questo scenario, senza adattare il piano direttore e senza dover richiedere la relativa autorizzazione (cfr. cap. 3.3 e 3.4 delle Direttive tecniche sulle zone edificabili). Anche i piani di utilizzazione, che conformemente all’articolo 15 LPT di regola si basano su un periodo di 15 anni, possono essere adeguati a distanza di pochi anni, se le condizioni cambiano in misura considerevole e le previsioni si rivelano errate.
Una verifica periodica delle pianificazioni ogni cinque anni, come richiesto dalla mozione, causerebbe grandi oneri supplementari per i Comuni e ridurrebbe la sicurezza della pianificazione, soprattutto perché potrebbe rimettere in discussione alcune procedure di pianificazione, che spesso durano diversi anni. Molti Comuni, inoltre, dispongono tuttora di notevoli riserve all’interno delle zone edificabili esistenti. Prima di delimitare nuove zone edificabili, il che spesso è estremamente dispendioso, si dovrebbero utilizzare in modo molto più sistematico le riserve interne. A tal fine occorre in particolare densificare gli insediamenti e adottare misure volte a promuovere la disponibilità delle zone edificabili conformemente all’articolo 15a LPT.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
