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Finanziamento e pianificazione degli armamenti dell'esercito
depositato il 03.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (19.08.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Secondo la documentazione relativa alla consultazione il DDPS prevede a partire dal 2028 ulteriori spese annuali pari a 3,1 miliardi di franchi, che nei primi anni saranno finanziate tramite l’indebitamento del fondo per gli armamenti.
1. Queste ulteriori spese nell’ordine dei miliardi saranno contemplate nella pianificazione finanziaria della Confederazione?
2. A quanto ammonta la «necessità di correzione» massima in caso di rifiuto del progetto?
3. Quali spese sarebbero interessate da questa «correzione»?
4. Interesserebbe anche le uscite in ambiti rilevanti in materia di sicurezza (FedPol, UFCS, SIC, SEPOS, ecc.)?
5. Qual è il rapporto tra l’importo massimo della «necessità di correzione» e quello delle spese che dovrebbero essere ridotte nel breve termine in caso di un rifiuto del progetto? Il Consiglio federale ha calcolato il rischio massimo possibile e si può davvero correre questo rischio?
6. Quali risorse finanziarie possono essere sbloccate per acquisti urgenti negli anni 2027, 2028 e 2029, se i progetti d’acquisto già approvati orientati a minacce con una probabilità d’insorgenza ridotta, avrebbero un impatto finanziario non prima del 2030?
Parere del Consiglio federale
• Dopo la conclusione della consultazione, il Consiglio federale ha adeguato i parametri fondamentali per il finanziamento dell’esercito. Propone ora al Parlamento un aumento dell’IVA di 0,5 punti percentuali per 12 anni che sarà destinato unicamente al finanziamento delle uscite per l’armamento. Le maggiori entrate e le maggiori uscite sono contemplate nel preventivo 2027 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2028-2030.
• Il Consiglio federale intende finanziare tramite il bilancio ordinario della Confederazione il fabbisogno supplementare degli uffici federali civili con compiti rilevanti per la sicurezza e il previsto aumento delle uscite per l’esercito all’1 per cento del PIL. Tra il 2028 e il 2030 le maggiori entrate annuali derivanti dall’aumento dell’IVA ammonteranno ogni anno a poco meno di 1,7 miliardi e comporteranno uscite supplementari della stessa entità per l’esercito.
• Senza maggiori entrate, all’esercito mancherebbero risorse urgentemente necessarie per rafforzare la sicurezza e la difesa della Svizzera.
• Non sarebbe esclusa la necessità di effettuare correzioni in settori di spesa rilevanti per la sicurezza.
• Le maggiori entrate verranno utilizzate esclusivamente per finanziare uscite per gli armamenti. Di conseguenza, un’eventuale necessità di correzione riguarderebbe in sostanza l’esercito. Nei prossimi anni l’esercito non sarebbe in grado di proteggere adeguatamente la popolazione dalle minacce più probabili.
• Già alla fine del 2025 il Consiglio federale in riferimento agli acquisti ha richiesto la definizione di priorità, che l’esercito ha concretizzato nella pianificazione dell’armamento pubblicata. Attualmente vi è un numero cospicuo di progetti importanti, urgenti o già approvati. Sono necessarie risorse supplementari derivanti dall’aumento dell’IVA per finanziare e realizzare questi progetti in tempi brevi. Ulteriori ridefinizioni delle priorità, ritardi o rinunce comprometterebbero sensibilmente la sicurezza della Svizzera.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
