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Vertice del G7 a Évian. Richiesta alla Francia di un indennizzo per i costi sostenuti e i danni subiti dalla Svizzera
depositato il 10.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)
Iter nelle Camere
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Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di intraprendere, presso la Repubblica Francese, le misure necessarie affinché la Francia – in qualità di Stato organizzatore del vertice del G7 in programma dal 15 al 17 giugno 2026 a Évian – si faccia carico, interamente o in parte, dei costi relativi alla sicurezza, delle spese di intervento e dei danni, diretti e indiretti, causati alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni interessati dallo svolgimento di tale evento nella zona di confine. L’Esecutivo è invitato a concludere a tal fine un accordo con la Francia che stabilisca il principio di tale presa a carico nonché le modalità di attuazione e di rimborso.
Motivazione
La Francia ha deciso di organizzare il vertice del G7 a Évian-les-Bains, a pochi chilometri dal confine svizzero e dagli agglomerati del Cantone di Ginevra e della regione del lago Lemano. Questa scelta geografica comporta per la Svizzera — Confederazione, Cantoni di Ginevra e Vaud e Comuni rivieraschi — oneri considerevoli in termini di sicurezza, logistica ed economia, sebbene la Svizzera non sia né membro del G7 né organizzatrice dell’evento.
Tali oneri comprendono, in particolare, l’impiego delle forze di polizia, il supporto sussidiario dell’Esercito, la messa in sicurezza dello spazio aereo, le misure di protezione delle infrastrutture private e pubbliche, come anche i potenziali danni e perdite causati da manifestazioni e disordini a margine del vertice. L’esperienza del G8 del 2003 ha dimostrato che eventi di questo tipo possono causare danni ingenti sul territorio svizzero.
Il Consiglio federale difende con costanza gli interessi finanziari della Confederazione. La presente mozione mira a sostenere l’azione del Governo e a conferirgli un mandato chiaro e formale affinché ottenga dalla Francia che, in qualità di Stato ospite che ha deciso autonomamente la sede dell’evento e ne trae i vantaggi diplomatici, si assuma anche la responsabilità finanziaria nei confronti del Paese confinante sul quale fa ricadere parte degli oneri che ne derivano. Il mandato è conforme ai principi di buon vicinato e di equità, nonché alla prassi in materia di ripartizione dei costi degli eventi internazionali, secondo cui l’organizzatore indennizza lo Stato terzo che ne sostiene le esternalità.
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale riconosce l’importanza di un incontro internazionale di portata mondiale come il G7, che ha dimostrato ancora una volta il ruolo della Svizzera e della Ginevra internazionale come piattaforma multilaterale, e ritiene che la cooperazione con le autorità francesi si svolga in uno spirito di collaborazione e di fiducia reciproca. L’obiettivo comune di Svizzera e Francia, ovvero lo svolgimento senza incidenti del vertice del 2026, può essere considerato ampiamente raggiunto.
La scelta della sede di un vertice internazionale, come quello del G7, rientra nella competenza sovrana dello Stato che l’organizza. Già nell’estate del 2025, la Svizzera ha chiesto alla Francia di assumersi le proprie responsabilità in qualità di Paese ospite, anche sul piano finanziario. I negoziati sulla ripartizione dei costi hanno evidenziato una divergenza nell’interpretazione dell’articolo 16 dell’accordo del 9 ottobre 2007 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica francese sulla cooperazione transfrontaliera in materia giudiziaria, di polizia e doganale (RS 0.360.349.1). Il Consiglio federale non è riuscito a individuare un obbligo che dia origine a un dovere di compensazione e che sia stato violato dalla Francia nel contesto delle misure di sicurezza legate al G7.
Sebbene la Francia non sia entrata in materia in merito alla richiesta di farsi carico dei costi generati in Svizzera, ha accettato di limitarne l’impatto ospitando sul proprio territorio tutti i dignitari che necessitavano di misure di protezione. Ha inoltre messo a disposizione centinaia di agenti per rafforzare il dispositivo di sicurezza a Ginevra. Grazie alla collaborazione tra le autorità dei due Paesi, è stato messo in atto un importante dispositivo di sicurezza che ha permesso di prevenire eventuali tumulti e limitare i rischi per la popolazione, le infrastrutture e i beni. Nello specifico, non si sono verificati disordini di rilievo tali da indurre il Consiglio federale a negoziare un accordo specifico con la Francia.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
