I contenuti sono tradotti automaticamente dal tedesco e non sono stati verificati; fa fede l’originale tedesco. Le citazioni delle fonti sono riportate nella lingua originale.

Parlamento / Oggetti / 26.3616

26.3616MozioneEJPDliquidato

Nessun nuovo centro per richiedenti l'asilo senza il consenso della popolazione interessata. Diritto di veto per i Comuni di ubicazione

depositato il 10.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLiquidato (17.09.2026)

Politica nazionalePolitica di sicurezzaMigrazione

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

  1. 17.09.2026Consiglio nazionaleReiezione

Il Consiglio federale è incaricato di presentare una modifica della legge sull’asilo e di adottare le misure necessarie per escludere la creazione di nuovi centri federali d’asilo in caso di dissenso (veto) dei Comuni coinvolti; è possibile derogare a tale regola solo se al contempo sono adottate misure ai sensi dell’articolo 55 capoverso 2 LAsi (situazione di emergenza nel settore dell’asilo).

L’attuale prassi della Confederazione pone regolarmente i Comuni e la popolazione locale di fronte a grandi sfide in occasione dell’apertura di nuovi centri d’asilo. Queste strutture comportano notevoli oneri, problemi e incertezze. Hanno un impatto tangibile sulla vita quotidiana nei Comuni coinvolti. Il comportamento di alcuni richiedenti l’asilo grava pesantemente sulla popolazione, le famiglie, le donne e i bambini. La Statistica criminale di polizia illustra chiaramente che le persone del settore dell’asilo commettono reati, in particolare furti (con e senza scasso), reati violenti e sessuali, in misura nettamente superiore alla media.

Nel pianificare nuovi centri d’asilo la Confederazione continua a mancare della necessaria sensibilità. È quanto avvenuto ad esempio a Kandersteg (BE), dove a una popolazione di circa 1300 persone sono attribuiti fino a 200 richiedenti l’asilo. In genere la popolazione locale è posta di fronte al fatto compiuto. Lo illustra il caso di Büren an der Aare (BE), dove in occasione di una riunione informativa organizzata con breve preavviso la polizia cantonale ha comunicato alla popolazione la necessità di potenziare la presenza di polizia, il che ovviamente non suona proprio rassicurante. Secondo quanto riportato dai media, già un mese dopo l’apertura del centro di rimpatrio le forze dell’ordine sono dovute intervenire dopo che un richiedente l’asilo respinto si era introdotto illegalmente nell’abitazione di una donna.

Decisioni di questo tipo, prese dall’alto, sono inammissibili nella democrazia diretta svizzera. Si tratta anche di non compromettere ulteriormente l’accettazione del sistema d’asilo. Le legittime preoccupazioni in materia di sicurezza della popolazione locale devono essere prese sul serio. I Comuni di ubicazione coinvolti devono pertanto disporre di un diritto di veto riguardo a nuovi centri federali d’asilo.

Il settore dell’asilo è un compito congiunto di Confederazione, Cantoni e Comuni. La Confederazione svolge le procedure e garantisce la prima accoglienza dei richiedenti l’asilo e delle persone in cerca di protezione. In occasione di due conferenze nazionali sull’asilo, nel 2013 e nel 2014, Confederazione, Cantoni e l’associazione mantello delle Città e dei Comuni hanno deciso all’unanimità di dare un nuovo assetto al settore dell’asilo, suddividendolo in sei regioni d’asilo. I tre livelli statali si sono poi accordati in merito al numero e all’ubicazione dei posti di alloggio da mettere a disposizione. Da oltre dieci anni la Confederazione si adopera per approntare i 5000 posti concordati destinati alla procedura d’asilo celere. Finora l’obiettivo non è stato ancora pienamente raggiunto a causa di diverse difficoltà nella ricerca delle sedi e nella realizzazione.

La Confederazione è tenuta, per legge, a coinvolgere tempestivamente i Cantoni e i Comuni nell’istituzione dei centri (art. 24 della legge sull’asilo; RS 142.31). Inoltre il Cantone e il Comune interessati sono consultati nel quadro della procedura del piano settoriale (conformemente all’ordinanza sulla pianificazione del territorio; RS 700.1) e della procedura d’approvazione dei piani nel settore dell’asilo (ordinanza sulla procedura d’approvazione dei piani nel settore dell’asilo; RS 142.316). Sia i privati sia il Comune e il Cantone hanno la possibilità di esprimere il proprio parere nella procedura e fare opposizione al progetto. La richiesta della presente mozione è pertanto già adempiuta.

Infine, il Consiglio federale fa notare che gli alloggi menzionati nella motivazione (Kandersteg, Büren an der Aare) sono strutture cantonali, il cui esercizio e organizzazione spettano dunque alle competenti autorità cantonali.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.