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26.3650PostulatoEJPDpendente

Riesaminare la procedura di dissigillamento nell'era digitale

depositato il 16.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)

Media e comunicazioneDiritto penaleDiritti umani

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Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se le disposizioni sull’apposizione di sigilli e il dissigillamento di documenti e dati elettronici secondo l’articolo 248 del Codice di procedura penale (CPP) sono ancora adeguate alle esigenze dell’era digitale, e di stilare un rapporto in merito esaminando in particolare:

• come sono evoluti negli ultimi anni il numero e la durata delle procedure di dissigillamento;

• in che modo le procedure di dissigillamento influiscono sulla durata e l’efficienza delle inchieste penali;

• come la normativa svizzera è impostata rispetto ad altri ordinamenti giuridici europei;

• se le procedure attuali sono ancora adeguate a fronte del forte aumento della mole di dati elettronici;

• quali adeguamenti organizzativi, tecnici o legislativi sarebbero idonei a garantire la tutela dei legittimi interessi al mantenimento del segreto e al contempo consentire un perseguimento penale proporzionato, efficace e tempestivo.

La procedura di apposizione dei sigilli e di dissigillamento di documenti e supporti di dati serve a tutelare legittimi interessi al mantenimento del segreto e costituisce una componente importante della procedura conforme allo Stato di diritto.

Le vigenti disposizioni del CPP sono state tuttavia concepite in un’epoca in cui i procedimenti penali si basavano prevalentemente su atti e documenti fisici. Oggi le perquisizioni e i sequestri riguardano regolarmente smartphone, computer, account di posta elettronica, archivi cloud e altri supporti di dati digitali che in alcuni casi contengono enormi quantità di dati.

La prassi segnala ripetutamente che in presenza di grandi quantità di dati le procedure di dissigillamento possono comportare tempi procedurali considerevoli, prolungando a volte notevolmente le inchieste penali.

Il 16 giugno 2026 il Consiglio nazionale ha accolto il postulato 26.3517 della sua Commissione degli affari giuridici «Revisione del Codice di procedura penale relativamente ai metodi d'indagine digitali e, in particolare, all'intelligenza artificiale» trasmettendolo al Consiglio federale, che in precedenza aveva proposto di accoglierlo. Il mandato d’esame conferito dal postulato della CAG-N è di ampia portata e chiede espressamente anche di illustrare «se le disposizioni vigenti riguardanti la raccolta, l’apposizione di sigilli e l’utilizzazione delle prove si confanno alla realtà odierna dei dati digitali». L’oggetto del presente postulato può quindi essere trattato in adempimento del postulato della CAG-N.

Il Consiglio federale aveva inoltre già indicato nella strategia della Svizzera per la lotta alla criminalità organizzata, del 19 dicembre 2025, la sua intenzione di proporre modifiche legislative nell’ambito dell’apposizione di sigilli e del backup a specchio. Questi lavori sono in corso in attuazione della strategia.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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