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26.3817InterpellanzaEDApendente

La riapertura dell'ufficio della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) a Pyongyang è davvero opportuna per la Svizzera?

depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (12.08.2026)

Politica internazionale

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Quando è prevista la riapertura dell’ufficio della DSC a Pyongyang?

2. A quanto ammontano i costi stimati?

3. Quali sono le ragioni alla base di questa decisione?

4. Esistono criteri in base ai quali vengono valutate le attività della DSC nella Corea del Nord? In caso affermativo, quali sono?

Secondo quanto riportato dai media sudcoreani, la DSC prevede di riaprire il suo ufficio a Pyongyang. In questo contesto sorgono interrogativi riguardo alle ragioni, agli obiettivi, all’efficacia e soprattutto alla strategia. La cooperazione allo sviluppo della Svizzera ha giustamente adottato una strategia incentrata su alcuni Paesi prioritari. A questo proposito ci si chiede se la Corea del Nord sia davvero un Paese cui destinare i soldi dei contribuenti.

1. e 4. Non è prevista la riapertura dell’ufficio di cooperazione della DSC. È invece prevista l’apertura a Pyongyang di un «ufficio svizzero nella Repubblica Popolare Democratica di Corea (PRK)», che farebbe capo all’Ambasciata di Svizzera a Pechino e sarebbe gestito, in forma ridotta, da personale diplomatico. L’entrata in funzione di tale ufficio dipende dalla decisione delle autorità competenti della PRK.

2. Per la ristrutturazione dei locali a Pyongyang, il DFAE prevede costi di investimento una tantum compresi tra 200 000 e 500 000 franchi. I costi di gestione annuali legati a una presenza ridotta in loco sono stimati a circa 900 000 franchi. Questi comprendono i costi di personale per un collaboratore trasferibile svizzero residente a Pyongyang e due collaboratori locali, come pure le spese correnti di gestione, viaggio, manutenzione e rappresentanza.

3. Dal 1953 la Svizzera, grazie al suo impegno in seno alla Commissione di supervisione delle nazioni neutrali (www.nnsc-korea.org) e ai suoi buoni uffici, contribuisce attivamente alla stabilità nella penisola coreana. È inoltre uno dei pochi Paesi occidentali a intrattenere un dialogo politico diretto con la PRK.

Poiché dalla metà del 2024 la PRK si sta gradualmente riaprendo alle rappresentanze estere e, in tale contesto, ha inviato alla Svizzera segnali positivi per un ritorno a Pyongyang, si presenta l’opportunità di rafforzare il dialogo grazie a una presenza svizzera in loco.

In particolare alla luce della situazione di tensione in materia di sicurezza, un ritorno nella regione permetterebbe alla Svizzera di potenziare il proprio contributo al dialogo e alle misure per il rafforzamento della fiducia nonché i suoi buoni uffici nella penisola coreana.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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