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Utilizzo a scopo privato di veicoli aziendali. Stop alla penalizzazione delle automobili elettriche
depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di calcolare, ai fini dell’imposta federale diretta, l’imposizione della quota di utilizzo a scopo privato di veicoli aziendali elettrici alimentati interamente a batteria, compresa l’eventuale infrastruttura di ricarica domestica, sulla base di un veicolo a combustione di categoria equivalente. La riduzione dell’imposizione è applicata in maniera degressiva, viene periodicamente riesaminata ed è strutturata in modo tale da diminuire con il calo dei costi aggiuntivi rispetto a veicoli a combustione equivalenti. Essa si applica fino a quando la quota di automobili elettriche nel parco veicoli supera stabilmente il 50 per cento.
Motivazione
L’elettrificazione del traffico stradale riveste un ruolo determinante nel conseguimento degli obiettivi della Svizzera in ambito climatico. In tale contesto, i veicoli aziendali assumono un’importanza strategica, poiché costituiscono una quota significativa delle nuove immatricolazioni e incidono sulla composizione del parco veicoli. Le condizioni quadro per la mobilità elettrica in Svizzera sono tuttavia insufficienti. Mentre altri Paesi europei introducono incentivi mirati e incrementano la quota di automobili elettriche, la Svizzera rimane indietro, rendendo più difficile il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del CO2 fissati per il parco veicoli e degli obiettivi climatici nel settore dei trasporti.
Un falso incentivo si riscontra nell’imposizione dei veicoli aziendali: la quota di utilizzo a scopo privato di un veicolo aziendale viene calcolata sulla base del prezzo di acquisto, tenendo conto, nel caso delle automobili elettriche, anche dell’infrastruttura di ricarica domestica, purché sia finanziata dal datore di lavoro. Rispetto ai veicoli a combustione equivalenti, le automobili elettriche e la relativa infrastruttura di ricarica presentano tuttora costi d’acquisto sensibilmente più elevati. Questo svantaggio si traduce direttamente in una maggiore imposizione dell’utilizzo a scopo privato di veicoli aziendali e ha ripercussioni per l’intera durata di utilizzo. Di conseguenza, le automobili elettriche impiegate come veicoli aziendali tendono a risultare meno attrattive, sebbene producano emissioni più contenute e rivestano un ruolo centrale nel conseguimento degli obiettivi nel traffico stradale.
Questa penalizzazione è in contrasto con gli obiettivi della Svizzera in materia di politica climatica. L’incentivo errato può essere corretto applicando un prezzo di riferimento ridotto e degressivo. Ciò aumenta l’attrattiva dei veicoli aziendali elettrici, favorisce il passaggio alla mobilità elettrica e contribuisce a ridurre le emissioni nel traffico stradale.
Parere del Consiglio federale
Nell’ambito del rapporto del 23 novembre 2022 elaborato in adempimento del postulato 20.3957 della CAPTE-N il Consiglio federale ha esaminato in modo approfondito la tematica in questione e, all’epoca, è giunto alle seguenti conclusioni:
- probabilmente un vantaggio fiscale non aumenterebbe in modo significativo l’acquisto di veicoli aziendali elettrici; per le imprese sono determinanti soprattutto i costi complessivi sull’intera durata di vita (prezzo di acquisto e costi di esercizio). I costi dei veicoli elettrici risultano già oggi spesso più vantaggiosi rispetto a quelli dei veicoli comparabili con motore a combustione;
- l’attuale imposizione forfettaria uniforme, basata sul prezzo di acquisto del veicolo, è semplice, attuabile ed efficiente dal punto di vista amministrativo. Rispetto all’introduzione di una base di calcolo differenziata per i veicoli a combustione e i veicoli aziendali elettrici, i vantaggi del sistema attuale prevalgono nel complesso;
- a causa dei prezzi di acquisto più elevati, i detentori di veicoli aziendali esclusivamente elettrici potrebbero essere leggermente svantaggiati a livello fiscale con il metodo forfettario;
- la possibilità prevista dal diritto vigente di scegliere, invece del metodo forfettario, il conteggio dei chilometri effettivamente percorsi per uso privato, documentati mediante il libretto di bordo, consente di evitare o ridurre un’eventuale imposizione eccessiva. Tuttavia, anche in questo caso, i veicoli elettrici risultano leggermente svantaggiati rispetto ai veicoli a benzina;
- la misura proposta nel postulato 20.3957 non si rivolge al principale responsabile decisionale. Nel caso dei veicoli aziendali, la scelta del tipo di veicolo spetta di regola al datore di lavoro, mentre lo sgravio fiscale andrebbe a beneficio dei dipendenti.
Secondo il Consiglio federale, dalla pubblicazione del rapporto la situazione non è cambiata sostanzialmente. Pertanto, continua a ritenere che non vi sia necessità di intervenire. Poiché negli ultimi anni i prezzi di acquisto dei veicoli elettrici si sono sensibilmente avvicinati a quelli dei veicoli a combustione, si riduce anche la differenza risultante dall’imposizione della quota di utilizzo a scopo privato.
Per quanto riguarda l’infrastruttura di ricarica domestica, va inoltre osservato che il finanziamento di una stazione di ricarica privata da parte del datore di lavoro oggi viene contabilizzato separatamente. Se il datore di lavoro si assume i costi per l’installazione di un’infrastruttura di ricarica privata presso il domicilio del dipendente, ciò costituisce un vantaggio in denaro che viene imposto una tantum come una componente salariale. I costi della stazione di ricarica non confluiscono quindi nella base di calcolo della quota di utilizzo a scopo privato del veicolo aziendale, soggetta a imposizione periodica, e di conseguenza non comportano neppure una quota di utilizzo a scopo privato dei veicoli elettrici più elevata rispetto a quella dei veicoli a combustione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
