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26.3853InterpellanzaEDApendente

Persecuzione dei Bahá'í in diversi Paesi. In che modo la Svizzera può sostenere questa comunità?

depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

Diritto penaleDiritto internazionaleCultura

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Il caso dell’Iran

Dal 1979 i Bahá’í sono sistematicamente perseguitati dal regime iraniano. Oggi, in un contesto di guerra e di crisi nazionale, la repressione si è ulteriormente inasprita. L’ONU e numerose organizzazioni per la difesa dei diritti umani riportano un’intensificazione degli arresti, delle detenzioni arbitrarie e una campagna di stigmatizzazione sistematica nei confronti della comunità bahá’í in Iran. Human Rights Watch ritiene che si tratti di un crimine contro l’umanità.

Per esempio, la signora Boshra Mostafavi, una donna bahá’í incinta originaria di Rafsanjan, è stata incarcerata per scontare una pena detentiva in seguito all’annullamento della sua assoluzione. Eppure, le accuse mosse contro di lei erano state ritenute infondate.

Un altro triste esempio riguarda Borna Naimi e Peyvand Naimi, entrambi vittime di detenzioni arbitrarie, torture e finte esecuzioni volte a ottenere false confessioni.

• Quali misure concrete intende adottare il Consiglio federale per indurre le autorità iraniane a porre fine alla persecuzione dei Bahá’í?

Il caso del Qatar

Oltre il 40 per cento della popolazione bahá’í del Qatar è oggi minacciata di espulsione o di mancato rinnovo del permesso di soggiorno, il che fa temere una progressiva scomparsa di questa minoranza religiosa storicamente presente nel Paese.

• Come valuta il Consiglio federale la compatibilità di tali misure con gli obblighi internazionali del Qatar in relazione alla libertà di religione e alla non discriminazione? Il Consiglio federale affronterà la questione con le autorità qatariane?

Il caso dell’Egitto

I Bahá’í egiziani sono oggetto di vessazioni da parte delle autorità statali, in particolare dei servizi di sicurezza nazionale. Sono spesso sottoposti a interrogatori e a limitazioni della loro libertà di movimento e di associazione, e devono fare i conti con restrizioni nell’esercizio delle attività fondamentali della loro comunità religiosa. Le autorità rifiutano per esempio il riconoscimento legale dei matrimoni.

• Il Consiglio federale affronterà la questione con le autorità egiziane? Come valuta la compatibilità di tali pratiche con gli obblighi internazionali dell’Egitto in relazione alla libertà di religione e alla non discriminazione?

Ai sensi della Strategia di politica estera 2024–2027 (www.dfae.admin.ch/it > Il DFAE > Pubblicazioni > Politica estera) e delle Linee guida sui diritti umani 2026–2029 (www.dfae.admin.ch/it > Il DFAE > Pubblicazioni > Pace e diritti umani), la protezione delle minoranze è una priorità della diplomazia dei diritti umani svizzera. La Confederazione affronta questa tematica a livello sia bilaterale che multilaterale.

La Svizzera intrattiene con l’Iran un dialogo regolare in materia di diritti umani, nell’ambito del quale discute bilateralmente con le autorità iraniane varie questioni, tra cui i diritti delle minoranze. L’ultimo dialogo di questo tipo si è tenuto nel 2025. Sul piano multilaterale, nel gennaio del 2026 la Svizzera ha sostenuto, in seno al Consiglio dei diritti umani dell’ONU, il prolungamento del mandato del relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Iran così come della «Fact-Finding Mission» nel Paese. Nel gennaio del 2025, nel quadro dell’ultimo Esame periodico universale (EPU) svolto presso il Consiglio dei diritti umani, ha inoltre raccomandato all’Iran di adottare misure per contrastare la discriminazione delle minoranze etniche e religiose.

Anche con il Qatar e l’Egitto, la Svizzera affronta bilateralmente e a cadenza regolare questioni legate ai diritti umani, ponendo l’accento sulla tutela delle minoranze. Per esempio, l’Ambasciata di Svizzera a Doha ha discusso la situazione dei Bahá’í nel 2025 con il National Committee for Human Rights qatariano. A livello multilaterale, la Confederazione ha raccomandato al Qatar, contestualmente all’ultimo EPU svolto nel 2024, di adottare provvedimenti affinché la revoca di permessi di soggiorno da parte dei datori di lavoro avvenga secondo il principio della proporzionalità. Nel caso dell’Egitto, con l’EPU del 2025, ha invece formulato una raccomandazione relativa al rispetto dei termini legali per la detenzione preventiva, poiché sono soprattutto le persone appartenenti a minoranze a essere detenute in maniera arbitraria.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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