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Parlamento / Oggetti / 26.3854

26.3854MozioneVBSpendente

Fondo per una politica di sicurezza complessiva

depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)

Politica di sicurezzaFinanze

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Alla luce della situazione straordinaria in materia di politica di sicurezza, il Consiglio federale è incaricato di attuare le misure seguenti:

• Il Consiglio federale è sollecitato a creare un fondo in grado di contrarre debiti per una politica di sicurezza complessiva. Tale fondo dovrà servire a finanziare l’aumento deciso dal Parlamento delle uscite per l’esercito all’uno per cento del PIL nonché la messa a disposizione di almeno lo 0,7 per cento del RNL per la cooperazione internazionale.

• Per un periodo di dieci anni le entrate straordinarie derivanti dalla distribuzione degli utili della Banca nazionale svizzera ed eventuali eccedenze di bilancio dovranno essere accreditate al fondo in grado di contrarre debiti anziché al conto di ammortamento. Di conseguenza, la restituzione dei debiti legati al COVID-19 dovrà essere dilazionata nel tempo.

• A partire dal 2027 l’esercito dovrà ridurre i propri costi mettendo in atto riforme strutturali e incrementi dell’efficienza, attribuendo maggiore priorità all’impiego di mezzi per scenari di minaccia probabili e approfondendo la cooperazione in materia di politica di sicurezza con l’Europa.

La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, le minacce ibride, i ciberattacchi, le campagne di disinformazione e i rapidi sviluppi tecnologici comportano nuove sfide anche per la Svizzera. Tuttavia la sicurezza non deve essere intesa solo nel senso militare, ma comprende anche la cooperazione internazionale, poiché quest’ultima contribuisce ad aumentare la resilienza a livello globale e a prevenire crisi future.

Il Parlamento ha deciso di aumentare le uscite per l’esercito all’uno per cento del PIL. Allo stesso tempo l’obiettivo sancito a livello internazionale di destinare almeno lo 0,7 per cento del RNL alla cooperazione internazionale rimane fondamentale sotto il profilo della politica di sicurezza. I due ambiti non devono essere messi in contrapposizione tra loro.

Il carattere straordinario della situazione giustifica un finanziamento temporaneo ricorrendo a un fondo in grado di contrarre debiti. Per un periodo di dieci anni le distribuzioni straordinarie di utili della BNS ed eventuali eccedenze di bilancio dovranno essere impiegate in modo mirato a tale scopo, mentre la restituzione dei debiti legati al COVID-19 dovrà essere dilazionata nel tempo.

Contemporaneamente l’esercito deve fornire un proprio contributo: risorse supplementari dovranno essere accompagnate da riforme strutturali, incrementi dell’efficienza, attribuzione di priorità agli scenari di minaccia probabili e una cooperazione più stretta in materia di politica di sicurezza con l’Europa.

Il Consiglio federale intende creare un Fondo per gli armamenti in grado di contrarre debiti per rafforzare la sicurezza e la difesa della Svizzera. Il 12 agosto 2026 ha approvato il messaggio relativo al finanziamento delle spese per l'equipaggiamento dell'esercito mediante un aumento dell'imposta sul valore aggiunto e l'istituzione di un fondo per l'equipaggiamento. Le uscite per l’armamento dovranno essere finanziate integralmente attraverso questo fondo. Il Consiglio federale è contrario tuttavia a un fondo destinato a una politica di sicurezza complessiva e dunque a un finanziamento congiunto della cooperazione internazionale e dell’esercito. Ne conseguirebbe una riduzione della trasparenza nei due ambiti di competenza della Confederazione. Inoltre, nell’ambito della promozione della pace, l’esercito già oggi fornisce un contributo alla resilienza globale e alla prevenzione di crisi future.

Le entrate straordinarie derivanti dalle distribuzioni degli utili della Banca nazionale svizzera sono previste per la riduzione dei debiti legati al coronavirus. Già rispondendo alla mozione 26.3070 il Consiglio federale aveva sottolineato che l’utilizzo di questi mezzi per un altro scopo metterebbe in pericolo la riduzione dei debiti legati al coronavirus. A ciò si aggiunge il fatto che il Parlamento ha prorogato il termine per ripianare i debiti legati al coronavirus fino al 2035, con possibilità di proroga una tantum fino al 2039. Un’ulteriore proroga minerebbe l’impegno a ridurre il debito e determinerebbe un indebolimento del freno all’indebitamento.

Come illustrato nella risposta alla mozione 26.3266 il Consiglio federale è d’accordo nell’attribuire maggiore priorità alla difesa rispetto ai compiti di carattere amministrativo e accessorio all’interno del DDPS. A questo scopo il DDPS ha lanciato un programma interno di risparmio che riguarda i settori della comunicazione, del personale e delle finanze e che dovrà essere attuato entro la fine del 2028. Inoltre, con il messaggio sull’esercito 2026 il Consiglio federale ha attribuito priorità agli scenari di minaccia probabili. In aggiunta, nelle linee guida del Consiglio federale per la difesa ha illustrato riforme strutturali dell’esercito.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.