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26.3873InterpellanzaEDIpendente

PFAS nelle derrate alimentari. Come possono le consumatrici e i consumatori compiere scelte d'acquisto senza disporre delle informazioni necessarie?

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)

EconomiaAmbienteAgricolturaSalute

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Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Nella risposta alla domanda 26.7296 il Consiglio federale afferma che in Svizzera non sussiste «alcun problema generale e diffuso» di sicurezza alimentare legato ai PFAS, ma che localmente ci sono situazioni problematiche che devono ora essere rilevate. Anche il rapporto in adempimento del postulato Moser 22.4585 raccomanda di estendere il monitoraggio.

Secondo la SCNAT, l’80 per cento dei PFAS viene assunto attraverso il cibo solido. In Svizzera, secondo l’UFSP, nel 41 per cento delle donne in età fertile sottoposte all’esame la concentrazione di PFAS nel sangue supera il valore oltre il quale sono possibili effetti negativi per la salute dei lattanti.

In risposta alla mia interpellanza 26.3424 il Consiglio federale raccomanda ai genitori preoccupati «un’alimentazione equilibrata e varia con un’ampia scelta di derrate alimentari diverse». Si tratta di una raccomandazione nutrizionale generica, che però non fornisce indicazioni su come i genitori possano seguire e offrire ai propri figli un’alimentazione «a basso contenuto di PFAS» o addirittura «priva di PFAS».

Alla mia domanda 26.7487 il Consiglio federale risponde che lo studio attualmente in corso sulla presenza di PFAS nelle derrate alimentari non ha lo scopo di confrontare i prodotti di diversi marchi o metodi di coltivazione, nonostante studi simili condotti all’estero abbiano evidenziato chiare differenze al riguardo.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

• Se le persone assumono l’80 per cento dei PFAS attraverso il cibo solido e i valori massimi nelle derrate alimentari sono ampiamente rispettati, perché il 41 per cento delle donne in età fertile in Svizzera presenta livelli troppo elevati di PFAS nel sangue?

• I livelli di PFAS nel sangue continueranno ad aumentare in questo e in altri gruppi? In caso negativo, perché? In caso affermativo, che cosa occorre fare per mantenere gli attuali livelli e ridurli nel lungo periodo?

• Perché lo studio attualmente in corso è stato impostato in modo da non consentire alcun confronto dei livelli di PFAS tra prodotti di diversi marchi o metodi di coltivazione? Quali sono i risultati degli studi che analizzano questo aspetto?

• Intende adoperarsi, nei limiti delle sue possibilità, affinché le future indagini consentano di formulare conclusioni statisticamente fondate su questo aspetto? In caso negativo, perché no?

• È possibile seguire un’alimentazione «a basso contenuto di PFAS» in Svizzera senza disporre di informazioni sul livello di contaminazione delle derrate alimentari? In caso affermativo, in che modo esattamente? In caso negativo: ritiene che le consumatrici e i consumatori abbiano diritto a tali informazioni e che cosa sta facendo concretamente per garantire la trasparenza necessaria a tal fine?

1. Negli ultimi anni, gli effetti sulla salute dei PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) e la necessità di considerare congiuntamente diversi PFAS, sono stati oggetto di una nuova e più rigorosa valutazione. Di conseguenza, è cambiato anche il livello di PFAS considerato accettabile nel sangue. Già nel 2020 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) aveva constatato che alcune fasce della popolazione assumono quantità di PFAS superiori rispetto a quelle raccomandate per la tutela della salute (EFSA Journal 2020: volume 18, issue 9, «Risk to human health related to the presence of perfluoroalkyl substances in food» [https://efsa.onlinelibrary.wiley.com > Journals > EFSA Journal > Browse > All Issues]). Ciò vale anche per la Svizzera (cfr. fase pilota dello Studio svizzero sulla salute: www.ufsp.admin.ch/ > Temi > Ambiente & salute > Prodotti chimici > Biomonitoraggio umano (human biomonitoring - HBM) > Progetti di biomonitoraggio umano in Svizzera). Di conseguenza, al fine di ridurre l’assunzione di PFAS e i rischi per la salute, a partire dal 1° febbraio 2024 sono stati fissati tenori massimi per quattro PFAS in determinati alimenti di origine animale. Se i tenori massimi vengono superati, gli alimenti non possono essere immessi sul mercato. Inoltre, nella definizione dei tenori massimi si tiene conto, oltre che dei rischi, anche di aspetti quali la proporzionalità e l’applicabilità pratica.

Per decenni i PFAS si sono accumulati nella filiera agroalimentare e nell’ambiente, da cui possono essere rimossi soltanto con grande difficoltà. Inoltre, i PFAS non entrano nell’organismo esclusivamente attraverso gli alimenti; ad esempio, anche i materiali di imballaggio possono contribuire alla contaminazione complessiva. Anche per questi prodotti si applicano requisiti sempre più severi in materia di PFAS.

Poiché i PFAS vengono eliminati dall’organismo molto lentamente (i composti a catena lunga come il PFOS e il PFOA hanno tempi di dimezzamento biologici di diversi anni), le concentrazioni ematiche rilevate nell’ambito della fase pilota dello Studio svizzero sulla salute 2020–2021 riflettono la quantità accumulata nel corso di molti anni. I tenori massimi di PFAS sono in vigore solo da circa due anni e dovrebbero determinare, in futuro, una riduzione delle concentrazioni ematiche.

2. In Svizzera non sono disponibili serie di misurazioni relative alla contaminazione da PFAS nel corso degli anni. Per questo motivo non è possibile pronunciarsi in maniera attendibile sull’andamento della contaminazione di fondo. I dati provenienti dalla Germania relativi ai giovani rivelano però che la contaminazione da PFAS classici (PFOS, PFOA) è diminuita negli ultimi decenni (www.umweltprobenbank.de > Datenrecherche). Rivestono tuttavia grande importanza ulteriori misure attuate alla fonte, come ad esempio restrizioni e divieti relativi all’impiego di tali sostanze, la limitazione di emissioni e l’introduzione di valori limite per i suoli.

3 e 4. L’obiettivo delle campagne di analisi attualmente in corso è quello di ottenere, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, una panoramica della contaminazione da PFAS negli alimenti di origine animale e vegetale. Per quanto riguarda questi ultimi, ciò è particolarmente importante ai fini della definizione di ulteriori tenori massimi. I tenori massimi di PFAS negli alimenti si applicano indipendentemente dai marchi o dai metodi di coltivazione. In linea di massima, la contaminazione degli alimenti è fortemente influenzata da fattori ambientali, ad esempio da suoli, acqua o mangimi contaminati. Per ottenere risultati statisticamente affidabili è solitamente necessario un numero elevato di campioni, cosa non sempre possibile con le risorse disponibili.

5. I tenori di PFAS negli alimenti possono variare notevolmente. Per questo motivo, è possibile formulare affermazioni generali sulla contaminazione per determinate categorie di alimenti solo in misura limitata. Un’alimentazione varia, composta da diverse fonti di alimenti può contribuire a ridurre il rischio di una contaminazione più elevata.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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