Parlamento / Oggetti / 26.3954
Valutazione finale della LPar. Come ridurre i bias di risposta?
depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Nel febbraio 2025 il Consiglio federale ha pubblicato il bilancio intermedio dell’attuazione degli articoli 13a–13i della legge federale sulla parità dei sessi (LPar). Queste disposizioni, entrate in vigore sei anni fa, integrano la LPar introducendo l’obbligo di analizzare le strutture salariali per un certo numero di imprese in Svizzera. Questo bilancio rivela che la maggior parte dei datori di lavoro non rispetta la legge. A causa di questo deludente risultato, il Consiglio federale ha anticipato a fine 2027 la valutazione finale.
Il rapporto intermedio riporta un tasso di risposta del 39,9 per cento per circa un milione di lavoratori. Evidenzia tuttavia diversi bias di selezione nel campione, in particolare un bias di selezione che ha fatto sì che a rispondere fossero soprattutto i datori di lavoro consapevoli dei problemi in materia di parità salariale.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
• Conferma che i bias menzionati nel rapporto intermedio potrebbero portare a sovrastimare (nel bilancio) il numero di datori di lavoro che rispettano la legge?
• In che modo il Dipartimento federale di giustizia e polizia intende ridurre o evitare questi bias per il rapporto finale?
• In che misura questi bias di selezione impediscono di analizzare in maniera chiara la situazione?
• Il rapporto indica inoltre che è stata condotta un’indagine telefonica presso 15 datori di lavoro che non avevano risposto. Questa procedura potrebbe essere ripetuta ed estesa?
Parere del Consiglio federale
1. Nel rapporto finale del 30 agosto 2024 sul bilancio intermedio, redatto dal gruppo di ricerca della scuola universitaria professionale di Berna e da PrivatePublicConsulting, gli autori rilevano che i risultati di un sondaggio scritto in cui occorre fare determinate «ammissioni» possono presentare bias. Anche il rapporto dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) del 6 febbraio 2025 sui risultati del bilancio intermedio, di cui il Consiglio federale ha preso atto il 7 marzo 2025, sottolinea i limiti del sondaggio. Come menzionato dall’autrice dell’interpellanza, un bias di questo tipo potrebbe effettivamente portare a sovrastimare la percentuale di imprese che si conformano alla legge. Tuttavia, il fatto che le caratteristiche osservabili tra i datori di lavoro partecipanti al sondaggio non si discostino in misura significativa dalla totalità dei datori di lavoro permette di relativizzare la riserva sui bias. D’altra parte, i risultati del sondaggio evidenziano lo scarso impegno di numerose imprese nell’attuare misure di promozione della parità salariale.
2./4. L’UFG ha inserito il tema dei bias, in particolare quello derivante dalla mancata risposta di alcune imprese, quale priorità nel capitolato d’oneri per la valutazione finale. Spetterà ai responsabili della valutazione provvedere, con diverse misure, a limitare il più possibile eventuali bias e a tenerne conto nell’analisi dei risultati.
3. Pur adottando diverse misure volte a prevenire i bias, questi ultimi non possono essere eliminati completamente. Per valutare le ripercussioni sui salari, la valutazione finale si basa anche sui dati della rilevazione della struttura dei salari. Questa parte dell’analisi non dipende quindi dal tasso di risposta delle imprese al sondaggio.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
