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26.3985InterpellanzaUVEKpendente

Abbandono dei gas HFO. Il processo verrà accelerato, visti gli ultimi dati scientifici?

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (12.08.2026)

AmbienteSalute

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

L’acido trifluoroacetico (TFA) è un composto chimico sintetico mobile. Appartiene al gruppo delle PFAS (sostanze chimiche perenni), che rimangono nell’ambiente particolarmente a lungo. Secondo il Consiglio federale, è «di gran lunga la sostanza chimica artificiale più diffusa nelle acque sotterranee».

Dato che una delle sue principali fonti di immissione nell’ambiente sono i gas HFO contenuti negli impianti di refrigerazione e di climatizzazione, la Confederazione intende introdurre un divieto graduale di diverse utilizzazioni. Nella risposta alla mia domanda 26.7506, il Consiglio federale descrive i divieti previsti, che dovrebbero entrare in vigore tra il 2027 e il 2035.

All’inizio di giugno 2026, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha classificato il TFA come presumibilmente tossico per la riproduzione dell’essere umano. Questa sostanza non solo può compromettere la fertilità, ma può anche nuocere ai bambini non ancora nati.

Nella rivista Beobachter, il tossicologo Lothar Aicher mette in evidenza il grande rischio per la salute rappresentato dal TFA. Come motivo, cita il carico, costante ed elevato, a cui sono già esposte le persone oggi. Il rischio può essere ridotto soltanto impedendo, alla fonte, l’immissione delle sostanze chimiche in questione, di modo che il TFA non possa penetrare nell’ambiente e nel corpo umano.

Alla luce di questi ultimi sviluppi, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

• Qual è la percentuale di gas HFO rispetto al carico complessivo riconducibile al TFA nell’ambiente e quale quella delle altre fonti di immissione?

• Qual è la percentuale di gas HFO le cui emissioni saranno gradualmente vietate entro il 2035 rispetto alle emissioni complessive di gas HFO in Svizzera? In altri termini, quale percentuale di gas HFO rispetto alle emissioni complessive non si prevede di vietare da qui al 2035 sulla base dei piani attuali?

• Vista la nuova classificazione dell’ECHA, ritiene opportuno adeguare lo scadenzario annunciato e gli obiettivi di riduzione delle emissioni? In caso di risposta affermativa, come precisamente? In caso di risposta negativa: intende consentire le emissioni di TFA effettivamente ancora per molti anni, visti i costi esorbitanti connessi alle PFAS che già oggi rischiano di gravare su Cantoni, Comuni e contribuenti?

• Cosa sta facendo, a parte i divieti previsti, per incentivare lo sviluppo e la rapida implementazione di alternative al TFA?

1) Secondo uno studio pubblicato di recente dall’Empa (www.atmospheric-chemistry-and-physics.net > Articles & Preprints > Research Articles > «Trifluoroacetate (TFA) in precipitation and surface waters in Switzerland: trends, source attribution, and budget»), le fonti atmosferiche (in particolare i gas fluorurati e, tra questi, i gas HFO) sono responsabili dell’immissione, nelle acque sotterranee e nelle acque superficiali, di circa 24,5 tonnellate di acido trifluoroacetico (TFA) all’anno in Svizzera; una quantità, questa, destinata ad aumentare nei prossimi anni in ragione del maggiore ricorso ai gas HFO. Ogni anno, inoltre, vengono immesse da 2,9 a 11,8 tonnellate di TFA provenienti dai prodotti di degradazione degli agenti fitosanitari, il cui impiego è corresponsabile delle elevate concentrazioni registrate presso le stazioni di misurazione delle acque sotterranee nelle regioni con molte superfici coltive, pari in media al doppio di quelle rilevate nelle precipitazioni degli ultimi anni. Quanto alla quantità di immissione di altre possibili fonti (p. es. prodotti chimici industriali, biocidi, farmaci o prodotti di degradazione di altre sostanze per- e polifluoroalchiliche [PFAS]), non sono invece disponibili dati certi.

2) e 3) È lecito supporre che la quantità di immissioni legate a impieghi di gas HFO per i quali il Consiglio federale ha già deliberato future limitazioni sia piuttosto modesta rispetto all’insieme delle fonti di gas HFO. Nell’Unione europea (UE) si sta discutendo di una limitazione generale delle PFAS applicabile anche ai gas HFO. Qualora l’UE dovesse procedere in tal senso, il Consiglio federale valuterà se recepire o meno la decisione.

4) Il Consiglio federale rimanda ai propri pareri in merito alla mozione 25.3835 Silberschmidt e alla mozione 25.3855 Mühlemann.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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