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Parlamento / Oggetti / 26.4001

26.4001MozioneEJPDpendente

Maggiore trasparenza nella pubblicità politica online

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)

Politica nazionaleMedia e comunicazione

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali affinché la pubblicità politica sulle piattaforme digitali sia contrassegnata in modo trasparente durante le campagne di voto ed elettorali, garantendo in particolare che: 1. i committenti della pubblicità politica siano chiaramente identificabili; 2. i mezzi finanziari impiegati per la pubblicità politica siano resi pubblici; 3. venga creato o garantito un archivio accessibile al pubblico della pubblicità politica online; 4. sia possibile risalire alla provenienza dei contenuti politici a pagamento.

La formazione dell’opinione politica avviene sempre più sulle piattaforme digitali. Mentre la pubblicità politica tradizionale sui giornali, sui manifesti o negli spot televisivi è visibile al pubblico, gli annunci pubblicitari digitali possono essere indirizzati in maniera mirata a determinati gruppi di popolazione, senza che altri aventi diritto di voto se ne accorgano. Questa tendenza complica il controllo pubblico delle campagne politiche e può compromettere la trasparenza dei processi democratici. I cittadini hanno un legittimo interesse a sapere chi finanzia la pubblicità politica e quali messaggi vengono diffusi nell’ambito delle campagne di voto ed elettorali. Il presente intervento non mira a limitare l’espressione dell’opinione politica, bensì a garantire trasparenza e tracciabilità nello spazio digitale, rafforzando in tal modo la fiducia nella democrazia diretta.

Il Consiglio federale riconosce che le piattaforme digitali rivestono una crescente importanza per la formazione dell’opinione politica e che la mancanza di trasparenza della pubblicità politica ivi diffusa potrebbe essere problematica, in particolare riguardo alle possibilità di personalizzazione (o di «micro-targeting») offerte da tali piattaforme.

Le questioni sollevate dalla mozione sono strettamente collegate ad altri interventi parlamentari, ossia le mozioni Klopfenstein Broggini 26.3864 «Impedire il finanziamento dall’estero della pubblicità politica volta a influenzare le votazioni e le elezioni svizzere», Mahaim 26.4002 «Uso dell’IA nelle campagne di voto ed elettorali: agire per salvaguardare la democrazia svizzera» e Gysin 26.3815 «Trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle campagne politiche». Pur trattando questioni diverse, tutti questi interventi riguardano la comunicazione politica digitale.

L’avamprogetto di legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (AP-LPCom) prevede requisiti di trasparenza volti a tutelare la libertà d’informazione e di opinione. I fornitori di piattaforme di comunicazione e di motori di ricerca di dimensioni molto grandi devono contrassegnare la pubblicità, istituire un registro pubblicitario e riferire in merito ai rischi sistemici dei loro servizi. La pubblicità politica e i rischi per i processi elettorali e di voto sono inclusi, in quanto fanno parte della formazione dell’opinione pubblica. L’AP-LPCom non impone tuttavia di indicare i committenti della pubblicità e da dove provengono i fondi finanziari.

Peraltro, il Parlamento ha già trattato la questione della trasparenza nel finanziamento della politica. Nel suo controprogetto all’iniziativa sulla trasparenza, adottato il 18 giugno 2021, ha infatti deciso di introdurre nuove regole volte a rafforzarla modificando la legge federale sui diritti politici (LDP; RS 161.1). I partiti rappresentati nell’Assemblea federale e gli attori che impiegano più di 50 000 franchi in una campagna politica in Svizzera devono ormai dichiarare le entrate nonché il nome delle persone che hanno donato loro oltre 15 000 franchi (art. 76b e 76c LDP). Queste regole si applicano a prescindere dai mezzi di comunicazione utilizzati e comprendono dunque, tra le altre cose, la pubblicità sulle piattaforme digitali.

In questo contesto, non sembra opportuno conferire nuovi mandati legislativi che trattino questioni specifiche in maniera isolata. Il Consiglio federale ritiene invece che potrebbe essere opportuno esaminare la necessità d’intervento in un rapporto comune che tratti i diversi problemi sollevati in relazione alla pubblicità politica digitale.

Il Consiglio federale propone pertanto di respingere la mozione. Se la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione nonostante queste riserve, il Governo proporrà alla seconda Camera di trasformarla in un mandato d’esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.