I contenuti sono tradotti automaticamente dal tedesco e non sono stati verificati; fa fede l’originale tedesco. Le citazioni delle fonti sono riportate nella lingua originale.

Parlamento / Oggetti / 26.4019

26.4019InterpellanzaEDApendente

Convenzione di Ginevra e accesso della popolazione palestinese agli aiuti umanitari. Fare chiarezza sul caso specifico della Flotilla diretta a Gaza

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

Politica internazionalePolitica di sicurezzaTrasportiDiritto internazionaleDiritti umani

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

L’accesso agli aiuti umanitari a Gaza rimane estremamente limitato e insufficiente di fronte a una crisi umanitaria gravissima. La distribuzione degli aiuti è ostacolata, in particolare, da restrizioni amministrative, ritardi nel transito e infrastrutture danneggiate. Anche l’assistenza sanitaria è soggetta a forti restrizioni. La Confederazione sta adottando tutte le misure concrete dirette e diplomatiche necessarie per garantire tale aiuto umanitario alla popolazione civile palestinese? In questo contesto, ricorda allo Stato di Israele quali sono i suoi obblighi?

Il 18 maggio le forze armate israeliane hanno intercettato illegalmente le navi con aiuti umanitari in acque internazionali. Nel corso di questa operazione, le persone presenti sulle imbarcazioni sono state arrestate e hanno subito numerosi maltrattamenti e violenze da parte dell’esercito israeliano, che ha arrestato e perpetrato abusi anche nei confronti di alcuni cittadini e cittadine svizzeri. La Convenzione di Ginevra (1949) e i suoi Protocolli aggiuntivi impongono alle parti belligeranti di consentire il passaggio degli aiuti umanitari destinati alla popolazione civile. Questo diritto fondamentale vieta il rifiuto arbitrario dell’aiuto e impone agli Stati di agevolare la distribuzione imparziale di generi alimentari e materiale medico.

Cosa intende fare la Svizzera, in qualità di Stato firmatario e depositario di questa Convenzione, per garantirne il rispetto alla luce della situazione a Gaza e del trattamento riservato da Israele alla flottiglia con aiuti umanitari?

La Convenzione impone inoltre un trattamento umano in ogni circostanza. Qualsiasi maltrattamento, violenza, tortura od oltraggio alla dignità costituisce una grave violazione del diritto internazionale ed espone i responsabili a procedimenti per crimini di guerra. I detenuti devono essere trattati con rispetto in ogni circostanza. Sono severamente vietati: l’omicidio, la tortura, le mutilazioni, le violenze contro l’integrità corporale e i trattamenti crudeli.

La Confederazione intende condurre un’indagine approfondita sui maltrattamenti subiti dai nostri concittadini e concittadine e pensa di ricordare allo Stato di Israele i suoi obblighi in materia di rispetto della Convenzione di Ginevra?

La Svizzera ricorda regolarmente alle autorità israeliane, in occasione di incontri bilaterali e multilaterali, gli obblighi che devono rispettare in quanto potenza occupante nella Striscia di Gaza. Il rispetto del diritto internazionale, l’accesso umanitario sicuro e senza ostacoli alla Striscia di Gaza e la protezione della popolazione civile sono questioni prioritarie per la Svizzera, che ha ribadito la propria posizione l’8 giugno scorso nell’ambito di una dichiarazione congiunta con altri 20 Stati. Inoltre, per il periodo compreso tra il mese di novembre del 2023 e la fine del 2026, il sostegno svizzero alla popolazione palestinese, in particolare sotto forma di aiuti umanitari, ammonta a circa 200 milioni di franchi.

Per quanto riguarda la Flotilla, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha ripetutamente esortato le autorità israeliane competenti a rispettare il diritto internazionale e il diritto del mare, oltre ai diritti fondamentali delle e dei partecipanti, in particolare assicurando condizioni di detenzione dignitose, protezione contro la detenzione arbitraria, garanzie procedurali e diritto all’assistenza legale. Il 21 maggio 2026, la responsabile della Divisione Medio Oriente e Africa del Nord, Monika Schmutz Kirgöz, ha avuto un colloquio con l’ambasciatore israeliano in merito a tale questione e ha criticato il comportamento del ministro Ben Gvir e il trattamento inaccettabile riservato ai membri della Flotilla.

Eventuali denunce penali in Svizzera relative a crimini internazionali vanno presentate al Ministero pubblico della Confederazione. Di per sé, tuttavia, la presentazione di una denuncia penale non implica ancora la sua competenza effettiva. Il Ministero pubblico della Confederazione verifica innanzitutto se sono soddisfatti i requisiti di legge per l’apertura di un procedimento, in particolare quelli connessi alla giurisdizione universale prevista dal diritto svizzero.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.