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Famiglie in pericolo a Gaza. Perché la SEM si rifiuta di concedere i visti?
depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio degli StatiPianificato nel Consiglio degli Stati (10.09.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
L’attuale situazione a Gaza costituisce un’emergenza assoluta. Da ottobre 2023, la popolazione di Gaza è sottoposta a intensi bombardamenti israeliani che colpiscono anche infrastrutture essenziali, compresi gli ospedali. Le persone che non possono spostarsi vivono tra le macerie, esposte al freddo, al vento e ai bombardamenti. L’accesso alle risorse vitali è fortemente limitato, in quanto la penuria generalizzata fa sì che i generi alimentari siano rari e rivenduti a prezzi elevati.
Nel 2013 il Parlamento svizzero ha abrogato la possibilità di chiedere asilo presso un’ambasciata. Nel quadro di questi dibattiti, il visto umanitario era stato presentato come una soluzione per ovviare a questa lacuna. I criteri sono molto restrittivi: le persone devono dimostrare di avere un legame stretto e attuale con la Svizzera (come p. es. parenti stretti) e che la loro vita o integrità fisica sono gravemente e concretamente minacciate. Devono trovarsi in una situazione di particolare emergenza che renda necessario l’intervento delle autorità e giustifichi il rilascio di un visto d’entrata in Svizzera. Va notato che il rilascio di un visto non esenta dall’obbligo di presentare una domanda d’asilo, in seguito esaminata sul territorio nazionale secondo le norme vigenti.
Tuttavia, a diverse famiglie e persone che soddisfacevano i criteri sopra menzionati è stato negato il visto. L'ODAE (Observatoire romand du droit d’asile et des étrangers) ha in particolare documentato specificamente il caso di una famiglia di cinque persone intrappolate nella Striscia di Gaza. I genitori e la sorella del padre vivono in Svizzera da molti anni e sono disposti a sostenere i loro famigliari.
In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Quanti visti sono stati negati a persone che (soprav)vivono a Gaza? Quanti visti sono stati negati a persone che (soprav)vivono a Gaza e possono dimostrare un legame stretto e attuale con la Svizzera? Quanti sono stati invece concessi, al di fuori della missione condotta con Médecins sans frontières nell’autunno 2025?
2. Nel valutare la situazione, su quali elementi si basa la rappresentanza svizzera a Ramallah quando afferma che non sussiste un «pericolo imminente», come nel caso specifico documentato dall'ODAE?
3. Come mai, nonostante le constatazioni della commissione d’inchiesta dell'ONU, le diverse relazioni della Relatrice speciale Francesca Albanese e i rapporti di numerose organizzazioni internazionali quali Amnesty International, la Svizzera non ha predisposto un meccanismo d’accoglienza urgente simile a quello istituito per gli Ucraini in fuga dall’invasione russa?
Parere del Consiglio federale
1. Dal 7 ottobre 2023 le autorità competenti hanno respinto 142 domande di visto umanitario (stato: 30 maggio 2026). Nello stesso periodo sono stati rilasciati 73 visti umanitari. I legami degli interessati con la Svizzera non sono oggetto di rilevamenti statistici.
2. La rappresentanza svizzera nei territori palestinesi occupati segue con grande attenzione la situazione a Gaza. Le condizioni di vita della popolazione palestinese restano molto precarie. Secondo la giurisprudenza relativa alla condizione dell’esistenza di un pericolo imminente, deve essere evidente che la vita o l’integrità fisica della persona interessata sono direttamente, seriamente e concretamente minacciate e che essa è esposta a un rischio maggiore rispetto al resto della popolazione. Ogni domanda di visto è esaminata tenendo conto di tutte le circostanze del caso. Un’eventuale decisione negativa della rappresentanza può essere contestata mediante opposizione e successivamente tramite ricorso. Per motivi inerenti alla protezione dei dati, non è possibile fornire informazioni più precise sul caso concreto.
3. Lo statuto S intende permettere alle autorità di far fronte a un aumento eccezionale di persone in cerca di protezione, come quello che la Svizzera ha registrato nel 2022 a seguito della guerra in Ucraina. In confronto, il numero di domande d’asilo presentate da persone originarie di Gaza è esiguo, il che consente alle autorità di trattarle nell’ambito delle procedure d’asilo ordinarie. Considerata la situazione estremamente precaria in loco, nell’autunno 2025 la Confederazione e alcuni Cantoni hanno accolto 20 bambini feriti e i loro famigliari, in totale 98 persone, che hanno potuto lasciare la Striscia di Gaza nel quadro di un’azione umanitaria di evacuazione.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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