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Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Impiego mirato dei premi e del denaro dei contribuenti
depositato il 20.08.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (20.08.2026)
Iter nelle Camere
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Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di disciplinare la competenza di prescrivere una psicoterapia praticata da psicologi in modo tale che, prima dell’inizio della terapia, uno psichiatra abbia formulato una diagnosi medica accertata attestante la presenza di una malattia.
Una minoranza della Commissione (Hässig, Crottaz, Marti Samira, Piller Carrard, Porchet, Weichelt, Wyss, Zybach) propone di respingere la mozione.
Motivazione
Nel 2024 i costi della psicoterapia praticata da psicologi a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) sono quasi raddoppiati rispetto all’ultimo anno in cui era in vigore il modello della delega: sono infatti passati da poco più di mezzo miliardo di franchi nel 2022 a quasi un miliardo nel 2024. La cattiva notizia riguardante l’aumento dei costi per il 2025 e il 2026 doveva probabilmente ancora arrivare. Alle critiche formulate in taluni interventi parlamentari, secondo cui troppo spesso verrebbero sottoposti a terapia sintomi privi di un reale valore patologico, la consigliera federale competente ha replicato in Consiglio nazionale che la legislazione e la giurisprudenza vigenti prevedono già che l’AOMS non debba coprire prestazioni legate a problemi della vita quotidiana o a crisi esistenziali che non sono riconducibili a una patologia psichica. La prescrizione medica presuppone, di principio, sempre una valutazione preventiva della natura della malattia.
Il Consiglio federale potrebbe non essere consapevole del fatto che attualmente la psicoterapia praticata da psicologi può essere prescritta anche da categorie di medici specialisti che non hanno una formazione specifica per formulare diagnosi psichiatriche. Secondo gli addetti ai lavori ciò fa sì che oggi, su un totale stimato di 5 – 7 milioni di ore di terapia l’anno, vengano spesso trattati sintomi privi di rilevanza clinica – nello specifico problemi della vita quotidiana. Si tratta di un rischio che specialisti e singoli assicuratori avevano già segnalato prima dell’introduzione del modello della prescrizione. Nel 2023 la Società di psichiatria in merito alla problematica aveva osservato: «Dopo oltre un anno, risulta che le prescrizioni e le valutazioni dei casi non sono sufficienti a garantire che i costi supplementari si traducano in un effettivo miglioramento delle cure. C’è piuttosto il rischio di una crescita dei costi incontrollata, che compromette il raggiungimento degli obiettivi del cambio di modello, ossia facilitare l’accesso alle cure per i bambini e i giovani, per gli abitanti nelle regioni periferiche e per le persone con disturbi psichici più gravi.» Risulta poco realistico sul piano pratico l’argomento del Consiglio federale secondo cui, in sede di verifica delle fatture, gli assicuratori avrebbero comunque la possibilità di richiedere nel singolo caso informazioni sul rispetto dei criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità (criteri EAE). Seguendo questa logica, bisognerebbe effettuare controlli in migliaia di singoli casi senza disporre di chiari indizi, con un conseguente aumento degli oneri burocratici e dei costi a carico degli assicurati e dei contribuenti. È molto meglio agire a monte con misure mirate, in modo che il denaro delle casse malati vada effettivamente a beneficio di coloro che soffrono di affezioni dovute a malattia.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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