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Razzismo, sessismo e discriminazione nel calcio svizzero e di chi è la responsabilità?
depositato il 17.09.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (17.09.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
• Dagli anni 2023/24 fino al 2025/26 quanti episodi sono stati registrati e suddivisi per settore professionistico / amatoriale, calcio femminile e maschile, giovani leve e per tipologia di discriminazione?
• Quali requisiti in materia di protezione contro la discriminazione pone oggi la Confederazione come condizione per la propria promozione dello sport, ad esempio attraverso Gioventù+Sport o infrastrutture pubbliche?
• Presso l’ASF esiste un sistema uniforme, vincolante per tutti i campionati e tutte le società sportive, in cui vengono registrati e gestiti gli episodi di discriminazione? Se sì, come viene valutato e condiviso tale sistema?
• Quali sono le misure di sensibilizzazione obbligatorie per arbitri, allenatori, funzionari così come per i responsabili della sicurezza e delle società sportive?
• Quanti procedimenti sono stati aperti nelle ultime tre stagioni a causa di episodi di natura razzista o sessista e come si sono conclusi?
• Come valuta il Consiglio federale il conflitto di interessi che potrebbe sorgere nel momento in cui le persone interessate devono segnalare degli episodi alle strutture nei cui confronti sono rivolte le accuse?
• Quali obiettivi misurabili per lottare contro la discriminazione contempla la strategia ASF 2026–2030? Il Consiglio federale intende impegnarsi affinché venga redatto un rapporto pubblico annuale su episodi, procedimenti, sanzioni e misure di prevenzione?
Motivazione
Il calcio svizzero non è esente da episodi di razzismo, sessismo, antisemitismo e di discriminazione nei confronti delle persone queer. Le persone coinvolte sono giocatori, arbitri, allenatori, funzionari nonché spettatori. Mediante una raccolta firme, oltre 12 600 persone hanno chiesto l'adozione di misure efficaci. Nella sua strategia 2026–2030, l’ASF promette «un calcio migliore e più diffuso. Per tutti.» È praticamente impossibile, tuttavia, verificare se questo obiettivo venga effettivamente centrato. Il calcio raggiunge milioni di persone e influenza bambini e giovani. Ciò che viene tollerato in campo, sugli spalti oppure online produce un impatto che supera i confini dello sport.
Oggi mancano delle basi: non è dato sapere quanti episodi si verifichino, vengano segnalati e quali conseguenze comportino. Senza dati affidabili, non è possibile valutare né la portata né gli effetti delle misure adottate. Anche per quanto riguarda le segnalazioni si riscontra un problema strutturale: chi deve riferire un episodio alla propria società sportiva o a una federazione non ha un reale interesse ad agire in tal senso. La creazione di un servizio di consulenza indipendente potrebbe colmare tale lacuna.
L’ASF vuole essere al servizio di «tutti», ma questa rivendicazione deve poter essere accertata attraverso dati e risultati. La Confederazione sostiene lo sport con fondi pubblici ed è responsabile di formulare aspettative chiare.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 22.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
