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Riforma doganale UE: chiarire tempestivamente la necessità di adeguare l’accordo sulla facilitazione e la sicurezza doganali tra la Svizzera e l’UE
depositato il 30.09.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio degli StatiDepositato (30.09.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di valutare le ripercussioni che la riforma doganale introdotta nell’UE avrà sull’accesso al mercato, adottando misure affinché le imprese svizzere continuino a poter beneficiare delle stesse semplificazioni di cui godono le imprese dell’UE. Inoltre è chiamato ad adottare misure affinché vengano sfruttate le opportunità di cooperazione offerte dal nuovo sistema informatico doganale denominato centro digitale dell’UE («EU Customs Data Hub») e dalla digitalizzazione delle procedure doganali nell’UE.
Motivazione
Finora le imprese svizzere hanno beneficiato di facilitazioni in virtù dell’accordo sulla facilitazione e la sicurezza doganali. In questo modo il traffico delle merci è esentato dall’obbligo di predichiarazione e le imprese svizzere, in qualità di operatori economici autorizzati («Authorised Economic Operator» AEO), possono beneficiare di agevolazioni nei controlli doganali di sicurezza.
Con la riforma doganale approvata nella primavera del 2026 dal Consiglio e dal Parlamento europeo, per gli operatori economici di fiducia e certificati verrà creato un nuovo status (qualifica), denominato «Trust & Check». Le imprese con tale qualifica beneficeranno di una serie di semplificazioni nel processo doganale. Non è ancora chiaro in che misura le imprese svizzere potranno ottenere tale nuova qualifica e quali saranno i requisiti necessari.
La riforma doganale rappresenta, tra l’altro, una risposta al crescente numero di piccoli invii provenienti dall’Asia (p. es. dalle piattaforme di commercio elettronico Shein e Temu). In questo contesto l’UE prevede anche controlli doganali più rigorosi, finanziati grazie a una nuova tassa di gestione.
Inoltre, l’UE introduce il summenzionato centro digitale dell’UE e intende digitalizzare maggiormente le procedure doganali. Vista la digitalizzazione dei processi doganali avvenuta parallelamente in Svizzera, ciò offre opportunità di semplificare e accelerare tali procedure. Disporre di migliori informazioni grazie all’accesso delle autorità svizzere al nuovo centro digitale dell’UE potrebbe consentire controlli doganali più orientati ai rischi.
Affinché gli interessi dell’economia svizzera siano tutelati nel miglior modo possibile, è ora necessario procedere al più presto a un’analisi delle ripercussioni e a una rappresentanza coordinata degli interessi svizzeri nei confronti dell’UE. Nel contempo, occorre sfruttare le potenzialità che gli sforzi volti a potenziare la digitalizzazione e l’introduzione del nuovo centro digitale dell’UE potrebbero offrire grazie a una maggiore collaborazione tra autorità doganali. A tal fine potrebbe essere necessario un aggiornamento e un ulteriore sviluppo dell’attuale accordo sulla facilitazione e la sicurezza doganali.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 30.10.2026. Dati grezzi
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