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Parlamento / Oggetti / 21.472

21.472Iniziativa parlamentareEJPDliquidato

Riabilitare gli Svizzeri che hanno combattuto nella Resistenza francese

depositato il 18.06.2021 nella Sessione estiva 2021Prima Camera: Consiglio nazionaleLiquidato (19.06.2026)

Politica nazionalePolitica di sicurezza

  • LegislazioneAttribuito secondo una regola: L’oggetto comprende una legge federale o un decreto federale sottoposto a referendum.

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

  1. 29.10.2021CAG-NDare seguito (Camera prioritaria)
  2. 21.01.2022CAG-SAdesione
  3. 07.12.2023CommissioneSarà ripreso
  4. 15.03.2024Consiglio nazionalefino alla sessione primaverile 2026
  5. 15.03.2024Consiglio nazionalefino alla sessione primaverile 2026
  6. 11.03.2026Consiglio nazionaleDecisione secondo il disegno (progetto)
  7. 15.06.2026Consiglio degli StatiAdesione
  8. 19.06.2026Consiglio degli StatiAdozione nella votazione finale
  9. 19.06.2026Consiglio nazionaleAdozione nella votazione finale

Le sanzioni pronunciate nei confronti degli Svizzeri che hanno combattuto nella Resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale sono abrogate.

Nel 2009 il Parlamento ha deciso di riabilitare gli Svizzeri che hanno combattuto a fianco delle forze repubblicane in occasione della guerra civile spagnola. L'iniziativa parlamentare 06.461, all'origine di questa decisione, prevedeva di riabilitare anche coloro che avevano combattuto nella Resistenza francese, ma il Parlamento decise di escluderli per mancanza di informazioni e di ricerche storiche. Le lacune di allora sono ormai state colmate da ricerche approfondite sui profili e sulle motivazioni degli Svizzeri impegnati nella Resistenza, segnatamente grazie ai lavori dello storico Peter Huber, che, perlopiù sulla base degli archivi dei tribunali militari svizzeri, ha identificato 466 Svizzeri arruolati nella Resistenza interna (FFI) o nelle Forze francesi libere (FFL) del generale de Gaulle. Lontano dai confini svizzeri hanno combattuto con gli Alleati, rischiato la loro vita e contribuito in ultima analisi alla sopravvivenza della Svizzera. Una volta rientrati in Svizzera, circa 200 di questi membri della Resistenza sono stati condannati a pene detentive con o senza la condizionale. Inoltre alcuni sono stati espulsi dall'esercito, altri privati dei loro diritti politici, mentre una parte dei combattenti è rimasta in Francia per sfuggire a queste sanzioni. Alcuni di loro sono addirittura caduti in combattimento, mentre la Svizzera li aveva già condannati in contumacia in attesa del loro ritorno.

Questa riabilitazione formale, senza risarcimento, permetterà di sottolineare la nostra riconoscenza nei confronti di questi combattenti che hanno contribuito a liberare l'Europa dal nazismo. Come ha fatto notare il Consiglio federale per quanto riguarda i combattenti riabilitati della guerra civile spagnola, le condanne dell'epoca non corrispondono più al sentimento di giustizia oggi prevalente. Non si tratta quindi di rimettere in discussione il pertinente divieto di servire nelle milizie straniere. Analogamente alla legge del 2009 e a quella del 2003 sulla riabilitazione delle persone che hanno salvato rifugiati o combattuto il nazismo, questa legge non dovrà prevedere alcuna indennità finanziaria. Inoltre una procedura semplificata permetterà di onorare simbolicamente l'impegno di questi cittadini svizzeri, analogamente a quanto avvenuto per i combattenti repubblicani. Non è quindi previsto il coinvolgimento della Commissione delle grazie dell'Assemblea federale.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.