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24.3799MozioneWBFliquidato

I compiti amministrativi su mandato della Confederazione non sono gratuiti

depositato il 14.06.2024 nella Sessione estiva 2024Prima Camera: Consiglio nazionaleLiquidato (27.04.2026)

Politica nazionaleEconomia

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  1. 27.04.2026Consiglio nazionaleReiezione

Il Consiglio federale è incaricato di creare una base legale affinché tutte le imprese siano indennizzate in modo adeguato dalla Confederazione per i compiti amministrativi che svolgono su mandato di quest’ultima.

Ormai da decenni si cerca di ridurre gli oneri amministrativi, in particolare per le PMI e il settore arti e mestieri, ma in realtà avviene il contrario: la densità normativa e il lavoro non indennizzato che ne deriva sono in continuo aumento. Sembra scontato che questi compiti svolti per conto dello Stato siano adempiuti a titolo gratuito, come dimostrano vari esempi nei settori dell’IVA, della TTPCP e dei controlli salariali richiesti dalla legge sulla parità dei sessi.

Le nostre imprese necessitano di sgravi tangibili e di una semplificazione dei processi amministrativi. Occorre quindi indennizzare in modo adeguato soprattutto le PMI e il settore arti e mestieri per i compiti amministrativi imposti dalla Confederazione. L’approccio adottato per i conteggi dell’imposta alla fonte potrebbe fungere da esempio. Dopotutto le aziende, oltre a essere importanti esattori fiscali della Confederazione, sono anche chiamate in determinate situazioni a sostenere temporaneamente il rischio legato all’incasso. Il principio di causalità che gli enti statali applicano sistematicamente esigendo emolumenti e tasse per qualsiasi tipo di attività deve valere in entrambi i sensi.

Il Consiglio federale condivide l’intento dell’autore della mozione di mantenere a un livello più basso possibile gli oneri amministrativi per le imprese e di creare condizioni quadro favorevoli attraverso una regolamentazione efficiente. Per i motivi esposti qui di seguito ritiene però che la via proposta dalla mozione non sia adatta. L’indennizzo di centinaia di migliaia di imprese per i compiti amministrativi svolti comporterebbe un forte aumento della burocrazia. Le imprese dovrebbero giustificare e fatturare ogni spesa sostenuta. Anche per la Confederazione ne risulterebbe un onere considerevole sul piano esecutivo per la verifica delle informazioni e il pagamento degli indennizzi. Questi indennizzi dovrebbero essere pagati con fondi federali, il che significa che sarebbero a carico dei contribuenti o sarebbero finanziati con tagli alla spesa.

L’importo totale degli indennizzi potrebbe raggiungere cifre molto elevate e implicare notevoli effetti distributivi. Inoltre, gli oneri amministrativi interessano anche i privati e le associazioni, ad esempio quando devono compilare la dichiarazione d’imposta. Un indennizzo destinato alle sole aziende solleverebbe inevitabilmente questioni di parità di trattamento.

In generale i lavori amministrativi servono a raggiungere un obiettivo fissato dal legislatore e contribuiscono a generare benefici per l’economia e la società. Tra questi figurano, ad esempio, la certezza del diritto, un’infrastruttura ben sviluppata, la stabilità economica e politica, un buon sistema educativo o la parità salariale a cui si fa riferimento nella mozione. La necessità e l’efficienza di una normativa e l’onere amministrativo che ne deriva devono essere valutati caso per caso. L’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR) consente già di esaminare e presentare le varie soluzioni possibili e l’impatto economico di nuove normative.

Dal punto di vista dell’economia nel suo insieme è più opportuno adottare misure dirette per ridurre gli oneri amministrativi che istituire un nuovo e complesso sistema con l’unico scopo di indennizzare e ridistribuire i costi. La legge sullo sgravio delle imprese (RS 930.31), adottata dal Parlamento nell’autunno 2023, mira di fatto a ridurre i costi della regolamentazione e a estendere la digitalizzazione delle prestazioni amministrative. Il potenziale di sgravio per le imprese va identificato e utilizzato in modo più sistematico sia nelle nuove regolamentazioni che in quelle vigenti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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