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Parlamento / Oggetti / 25.482

25.482Iniziativa parlamentareUVEKpendente

Le perdite derivanti dall'acquisto di elettricità devono essere computate nelle tariffe del servizio universale

depositato il 09.11.2025 nella Sessione invernale 2025Prima Camera: Consiglio nazionalePianificato per il voto finale (16.09.2026)

EconomiaEnergia

  • LegislazioneAttribuito secondo una regola: L’oggetto comprende una legge federale o un decreto federale sottoposto a referendum.

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

  1. 10.11.2025CAPTE-NDecisione di elaborare un'iniziativa (iniziativa di commissione)
  2. 19.01.2026CAPTE-SApprovazione della decisione della commissione della Camera prioritaria (seconda Camera)
  3. 30.04.2026Consiglio nazionaleDecisione secondo il disegno (progetto)
  4. 16.09.2026Consiglio degli StatiAdesione

L’art. 6 cpv. 5bis della legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEI) deve essere precisato affinché nelle tariffe del servizio universale siano considerate le perdite dei gestori delle reti di distribuzione che derivano dalla vendita di eccedenze risultanti da fluttuazioni della domanda. Anche gli eventuali utili maturati devono essere computati, in modo tale da ottenere i costi netti. Contemporaneamente occorre evitare che i gestori delle reti di distribuzione acquistino quantità troppo elevate o troppo ridotte e ne riversino i costi sui clienti.

L’ art. 6 cpv. 5bis lett. a LAEI prescrive che per l’approvvigionamento elettrico delle economie domestiche siano effettuati acquisti strutturati e a lungo termine. A tale scopo, i gestori delle reti di distribuzione si assicurano sul mercato dei derivati con anni di anticipo le quantità di energia necessarie sulla base di previsioni relative al consumo, alla produzione e alle immissioni di produttori terzi oppure riservano le proprie capacità. Garantiscono così la sicurezza dell’approvvigionamento, stabiliscono le tariffe e le comunicano per l’anno successivo. Il problema di fondo di tale sistema è che non è mai possibile prevedere il consumo orario esatto: acquisti e vendite a breve termine sono quindi imprescindibili. La crescente immissione d’elettricità di origine fotovoltaica acuisce il problema.

Previsioni più precise e l'individuazione di scostamenti sono possibili solo con l'avvicinarsi della data di fornitura. Un operatore del servizio universale può quindi per esempio constatare un’eccedenza («long position») che deve imperativamente bilanciare con una vendita, poiché in caso contrario sarebbe necessaria energia di compensazione non auspicata (e cara). Vendite o rivendite del genere possono generare delle perdite che per logica costituiscono una componente dell’acquisto, soprattutto di una strategia d’acquisto strutturata come quella ora prescritta. Poiché gli operatori del servizio universale devono acquisire questa energia elettrica, possono emergere delle eccedenze che vanno vendute. Le eccedenze sono spesso vendute a prezzi molto bassi, inferiori ai prezzi d’acquisto dell’elettricità acquisita o immessa. Per l’intero settore, le perdite ammontano a diverse centinaia di milioni di franchi all’anno (nel 2024 sono state stimate perdite di oltre 450 milioni di franchi e le previsioni per il 2025 si attestano intorno ai 300 milioni).

Interpretando in modo rigoroso e letterale l’articolo 6 capoverso 5bis lettera d cifra 2 LAEl, le tariffe del servizio universale possono inglobare solamente «i costi di acquisizione» puri. Ciò significa che le vendite di energia elettrica non possono essere considerate nel calcolo dei costi per la tariffa del servizio universale; verosimilmente non era tuttavia questa l’intenzione del legislatore. Se tuttavia si permettesse di computare le perdite, i gestori delle reti di distribuzione potrebbero acquistare intenzionalmente quantità troppo basse e in seguito, a causa di acquisti supplementari potenzialmente cari sul mercato a pronti, riversare costi elevati sui clienti del servizio universale. Per evitarlo, nella legge occorre utilizzare l’espressione «operazioni economiche necessarie». Nel diritto d’applicazione e nella computazione dei costi netti (e quindi degli utili e delle perdite) occorre prestare attenzione che i gestori delle reti di distribuzione non siano incentivati ad acquistare, intenzionalmente o a causa di previsioni approssimative o incomplete, quantità troppo elevate per poi riversare sui clienti le perdite derivanti dalla vendita a breve termine sul mercato a pronti.

Per evitare abusi e ottimizzazioni tra i diversi portafogli, le imprese di approvvigionamento energetico devono rispettare l’obbligo di separazione dei portafogli. Un trasferimento dovrebbe essere possibile soltanto a prezzo di mercato. I gestori delle reti di distribuzione rimangono obbligati a proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi di mercato grazie ad acquisti strutturati e a lungo termine. Con previsioni il più possibile precise e una strategia d’acquisto trasparente, devono inoltre adeguare con la maggiore accuratezza possibile le quantità acquistate alla domanda prevista. Ciò garantisce la redditività e la capacità d’investimento dei gestori delle reti di distribuzione e consente a lungo termine tariffe stabili e conformi al mercato.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 19.09.2026. Dati grezzi

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