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Il contributo svizzero alla coesione nel contesto delle catene di approvvigionamento resilienti e delle materie prime critiche
depositato il 01.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Il contributo svizzero alla coesione mira a ridurre le disparità economiche e sociali all’interno dell’UE e costituisce una delle colonne portanti delle relazioni bilaterali. Allo stesso tempo la Svizzera, in quanto economia aperta, è fortemente integrata nelle catene del valore europee e, per numerose materie prime critiche, dipende di fatto dal corretto funzionamento dei mercati all’interno dell’UE. L’attuale situazione geopolitica, nonché gli obiettivi perseguiti dall’UE con il Critical Raw Materials Act per aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento, mettono in luce la crescente importanza di catene di approvvigionamento resilienti e sostenibili in Europa.
Alla luce di tutto ciò, ci si chiede in che misura il contributo svizzero alla coesione – pur rimanendo fedele alla sua finalità – possa contribuire anche a rafforzare in modo mirato tale resilienza e quindi a favorire indirettamente la stabilità economica nel contesto europeo, stabilità che riveste un’importanza diretta anche per la Svizzera.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
• Nella determinazione del contributo svizzero alla coesione, in che misura e in che modo il Consiglio federale tiene conto della crescente importanza di catene di approvvigionamento resilienti e di sistemi di produzione del valore stabili in Europa?
• Esiste, a parer suo, la possibilità di collegare in modo mirato i programmi di coesione a progetti in settori che contribuiscono a rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento europeo, quali l’economia circolare, il riciclaggio, la lavorazione sostenibile delle materie prime, la ricerca e l’innovazione o la trasformazione industriale?
• In quali programmi, ambiti tematici o Stati partner il Consiglio federale rileva un particolare potenziale per coniugare gli obiettivi di coesione con l’istituzione o il rafforzamento delle strutture resilienti?
• Quali criteri o approcci concreti si potrebbero utilizzare per strutturare i progetti in modo tale che siano in linea con gli obiettivi di sviluppo dei Paesi beneficiari e rafforzino al contempo la stabilità e l’efficienza dei mercati europei nel loro complesso?
• Come valuta il Consiglio federale l’importanza di catene di approvvigionamento europee stabili per la sicurezza dell’approvvigionamento e la stabilità economica della Svizzera, in particolare nel settore delle materie prime critiche?
• Nell’ambito delle relazioni tra la Svizzera e l’UE, il Consiglio federale è disposto a promuovere un dialogo strutturato e a cadenza regolare sulle materie prime critiche, sulle catene di approvvigionamento e sulla resilienza industriale?
Parere del Consiglio federale
1., 2., 3. e 4. Nei programmi dell’attuale secondo contributo svizzero, che si compone di una parte dedicata alla coesione (attuata dalla SECO e dalla DSC) e di una parte dedicata alla migrazione (attuata dal SEM), le catene di approvvigionamento non sono in primo piano. Sono tuttavia in corso diversi progetti nei settori citati nell’interpellanza, come la collaborazione tra l’EMPA e la Riga Technical University dedicata ai «materiali intelligenti» in Lettonia o diversi progetti di innovazione in Polonia nel settore energetico e delle tecnologie dell’economia circolare. In questo contesto, soggetti svizzeri provenienti dal mondo della ricerca, ad esempio i due PF, e dal settore privato (aziende private) collaborano con partner polacchi.
Nell’ambito del pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera–UE (Bilaterali III)» (FF 2026 615) è stato negoziato un accordo sul contributo finanziario periodico della Svizzera volto a ridurre le disparità economiche e sociali all’interno dell’UE (FF 2026 630). Per quanto riguarda il contributo svizzero 2030–2036, la Svizzera e l’UE hanno concordato, nel settore della coesione, quattro grandi aree tematiche: i) sviluppo umano e sociale inclusivo; ii) sviluppo economico sostenibile e inclusivo; iii) transizione verde e iv) democrazia e partecipazione (allegato II n. 11 lettera a) dell’accordo sul contributo). Ciò consentirebbe in linea di principio alla Svizzera di perseguire collaborazioni nei settori citati dall’autrice dell’interpellanza.
Per avviare i preparativi in vista della definizione concreta del contributo svizzero per il periodo 2030-2036, il Consiglio federale attenderà l’approvazione del pacchetto Svizzera-UE. Le modalità di attuazione del contributo svizzero per il periodo 2030–2036 saranno definite in un memorandum d’intesa con l’UE dopo l’entrata in vigore del pacchetto Svizzera–UE. La scelta delle priorità specifiche per ciascun Paese avverrà nell’ambito dei negoziati sugli accordi di attuazione con gli Stati partner. A tal fine, si terrà conto non solo degli interessi della Svizzera, ma anche delle esigenze degli Stati partner.
5. Come indicato al punto 3.3 del messaggio sul pacchetto Svizzera–UE, il Consiglio federale ritiene che catene di approvvigionamento europee stabili, nel quadro di relazioni regolamentate con l’UE, siano fondamentali per la sicurezza dell’approvvigionamento e il buon funzionamento dell’economia svizzera. Ciò vale in particolare per le materie prime «critiche», di cui la maggior parte non viene importata direttamente dai Paesi in cui vengono estratte, bensì dall’UE, come evidenzia il rapporto del Consiglio federale del 13 dicembre 2024 in risposta al postulato 20.3950 Schneider-Schneiter.
6. Nel rapporto redatto in adempimento al suddetto postulato, il Consiglio federale ha sottolineato l’importanza di rapporti ben definiti con l’UE per garantire l’approvvigionamento sicuro dell’economia svizzera di materie prime minerali «critiche». La Svizzera ha già avviato il processo di attuazione ed è in contatto con la Commissione europea e con diversi Stati membri dell’UE per questioni relative alle materie prime. Al contempo, la Svizzera rafforza le proprie collaborazioni politiche, economiche e scientifiche con altri Paesi, al fine di aumentare la resilienza delle catene di approvvigionamento. Nell’ambito dell’aggiornamento degli accordi di libero scambio si impegna attivamente per inserirvi disposizioni aggiuntive volte a migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento, ad esempio attraverso norme più rigorose finalizzate a ridurre al minimo le restrizioni alle esportazioni. Inoltre, con partner commerciali selezionati che estraggono o trasformano materie prime minerali «critiche», si punta a definire dichiarazioni d’intenti settoriali e modelli di collaborazione, che – ove opportuno – verranno progressivamente sviluppati. Inoltre, la Svizzera intrattiene un dialogo con l’UE anche in seno a organismi multilaterali (OCSE, AIE) in merito alla resilienza delle catene di approvvigionamento nel settore dei minerali «critici» e alla sicurezza economica.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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