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Regolamentazione degli influencer della salute
depositato il 02.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il fenomeno degli influencer della salute mette in luce la necessità di un intervento mirato a livello di tutela dei consumatori e di salute pubblica.
• Come valuta il Consiglio federale il ruolo sempre più centrale di queste figure nell’informazione sanitaria della popolazione?
• Esistono lacune legislative nella regolamentazione dei contenuti sanitari sui social media?
• Qual è l’efficacia delle leggi vigenti, soprattutto per quanto riguarda la pubblicità degli agenti terapeutici sui social media?
• Quali misure stanno adottando le autorità per contrastare le promesse di salute ingannevoli o illecite diffuse dagli influencer?
• Il Consiglio federale ritiene necessario introdurre norme o linee guida più specifiche per i contenuti sanitari diffusi dagli influencer?
• Come intende garantire una migliore protezione, in particolare dei giovani, dalla disinformazione sanitaria potenzialmente dannosa?
• È disposto a valutare l’introduzione di obblighi di trasparenza e norme di dichiarazione più severe per la pubblicità sanitaria sui social media?
• Quale ruolo attribuisce alla prevenzione e all’informazione nell’ambito della gestione dei contenuti sanitari sulle piattaforme digitali?
Motivazione
La crescente popolarità degli influencer della salute su piattaforme come TikTok, Instagram e YouTube pone nuove sfide per la salute pubblica, in particolare per quanto riguarda adolescenti e giovani adulti. Figure con un ampio seguito diffondono contenuti sanitari, dispensando raccomandazioni su medicamenti, integratori alimentari o terapie e presentandosi di fatto come esperti del settore.
Sebbene la Svizzera disponga di basi legali in materia, come la legge federale contro la concorrenza sleale e la legislazione sugli agenti terapeutici, la prassi mostra che spesso è difficile far rispettare queste norme nello spazio digitale. I nodi più critici riguardano le false promesse di salute, la pubblicità occulta e la commistione tra informazione e interessi commerciali. Poiché le informazioni sanitarie diffuse in rete influenzano direttamente i comportamenti della popolazione, la malainformazione o la disinformazione possono mettere a rischio la salute, specialmente quando gli interessi commerciali non sono dichiarati in modo trasparente. Una regolamentazione chiara e incisiva, unita a una maggiore sensibilizzazione, sono quindi requisiti indispensabili per tutelare la popolazione e rafforzare la fiducia nella medicina basata sulle evidenze scientifiche.
Parere del Consiglio federale
1. Gli influencer della salute possono, in linea di principio, rappresentare una fonte di informazioni sulla salute, in particolare per gli adolescenti e i giovani adulti. Sono in grado di trasmettere informazioni in modo accessibile, vicino alla realtà quotidiana e comprensibile e contribuire così alla sensibilizzazione su temi legati alla salute e alla prevenzione. Le qualifiche professionali, come pure la qualità e l’attendibilità scientifica dei contenuti variano però notevolmente. In particolare, la sovrapposizione tra informazioni sulla salute, rappresentazione personale e interessi commerciali comporta rischi per l’indipendenza delle informazioni e ne mette in discussione la fondatezza scientifica.
2.–5. La pubblicità degli influencer rientra, in linea di principio, nel campo d’applicazione della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241). Gli influencer devono pertanto rispettare le norme della buona fede (art. 2 LCSl) e il divieto di fornire indicazioni inesatte o fallaci (art. 3 cpv. 1 lett. b LCSl). Inoltre, si applicano le pertinenti disposizioni della legislazione specifica, per esempio della legge sugli agenti terapeutici (LATer; RS 812.21), dell’ordinanza sulla pubblicità dei medicamenti (OPuM; RS 812.212.5) o della legge sulle derrate alimentari (LDerr; RS 817.0), indipendentemente dal canale di comunicazione e da chi diffonde il messaggio pubblicitario – e quindi anche ai social media e agli influencer.
A seconda della legge applicabile, l’esecuzione delle disposizioni compete ad autorità differenti. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) può esercitare, alle condizioni previste dalla legge, il diritto di azione della Confederazione nei procedimenti in caso di violazione della LCSl, Swissmedic è responsabile dell’applicazione del diritto degli agenti terapeutici e le autorità di esecuzione cantonali controllano il rispetto delle disposizioni del diritto sulle derrate alimentari per gli integratori alimentari.
Se, per esempio, viene a conoscenza di una pubblicità di medicamenti non ammessa, pubblicata da influencer sui social media e con un riferimento territoriale alla Svizzera (p. es. perché rivolta alla popolazione svizzera oppure diffusa da un server ubicato sul territorio nazionale o gestito da un provider svizzero), Swissmedic può disporne la rimozione a seconda del suo livello di pericolosità per la sicurezza dei pazienti. In caso di violazioni gravi o reiterate, può avviare un procedimento penale amministrativo.
L’applicazione di queste disposizioni nell’ambiente digitale risulta tuttavia difficoltosa: i contenuti si diffondono rapidamente, spesso a livello internazionale, e in parte sono disponibili soltanto per breve tempo, il che rende ancora più difficile per le autorità nazionali far rispettare le norme. Inoltre, provengono in larga parte dall’estero. Per questo il diritto viene spesso applicato in maniera reattiva, per esempio su segnalazione di terzi e soprattutto se è presente un riferimento alla Svizzera.
7. Per quanto riguarda gli obblighi di trasparenza della pubblicità sui social media, l’avamprogetto di legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (AP-LPCom) contiene disposizioni relative all’obbligo di contrassegnare la pubblicità sulle piattaforme di comunicazione molto grandi, come YouTube, Facebook, Instagram, TikTok, X e GoogleSearch. Se la pubblicità è diffusa dagli influencer, ossia dagli utenti della piattaforma, spetta a questi ultimi contrassegnarla come tale. Il gestore della piattaforma è tenuto unicamente a rendere possibile tale operazione. Non è però previsto per gli influencer un obbligo specifico di contrassegnare i contenuti commerciali. Tuttavia, a seconda della loro configurazione, i contenuti commerciali non contrassegnati possono rappresentare una violazione della LCSl; in questo caso la responsabilità è di chi li pubblica e non dei gestori delle piattaforme.
L’analisi dei risultati della consultazione sull’AP-LPCom, conclusasi il 16 febbraio 2026, è ancora in corso. Il messaggio del Consiglio federale sarà probabilmente sottoposto al Parlamento nel corso della prima metà del 2027.
6. e 8. Un elemento centrale della prevenzione della disinformazione è l’istruzione. L’educazione digitale è integrata nei programmi quadro d’insegnamento della scuola dell’obbligo e consente di acquisire competenze per un uso critico e responsabile dei media e delle informazioni. Numerosi attori della società civile contribuiscono inoltre con progetti propri alla promozione della competenza mediatica di bambini e adolescenti. La stessa Confederazione gestisce la Piattaforma nazionale Giovani e media, che sostiene genitori, insegnanti ed esperti con informazioni, materiali e offerte orientati alla pratica per promuovere la competenza mediatica di bambini e adolescenti.
La prevenzione e la divulgazione contribuiscono a rafforzare l’alfabetizzazione sanitaria della popolazione rispetto a contenuti riferiti alla salute sulle piattaforme digitali, promuovendo l’accesso a informazioni comprensibili e basate sulle evidenze.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
