Parlamento / Oggetti / 26.3555
Orientamento verso i sistemi DTA europei
depositato il 03.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (12.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Con l’approvazione della strategia in materia di politica d’armamento del Consiglio federale il Parlamento svizzero ha deciso di orientare strategicamente in misura maggiore verso l’Europa l’acquisto di armamenti da parte di armasuisse. L’obiettivo è di intensificare la cooperazione con partner europei e di rafforzare la capacità di difesa della Svizzera tramite progetti comuni. Almeno il 30 per cento dei beni dell’esercito dovranno essere di provenienza europea.
1. Alla luce della strategia in materia di politica d’armamento il Consiglio federale è disposto a rivolgersi esclusivamente a fornitori europei (Germania e Francia) per l’acquisto dei sistemi di difesa terra-aria a lunga gittata, rinunciando alle offerte degli altri due fornitori (Israele e Corea del Sud)?
2. Se così non fosse, perché?
Parere del Consiglio federale
1. Conformemente alla decisione del Consiglio federale del 24 giugno 2026, il DDPS ha avviato trattative contrattuali approfondite con produttori francesi, israeliani e sudcoreani per l’acquisto di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. La strategia del Consiglio federale in materia di politica d’armamento del 20 giugno 2025 (FF 2025 2151) prevede che gli acquisti vengano effettuati, se possibile, in Svizzera o in Europa, qualora le offerte siano adeguate dal punto di vista economico e della politica di sicurezza.
2. La Svizzera intende dotarsi di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata che garantisca al meglio la protezione del Paese, motivo per cui vengono analizzati nel dettaglio anche i sistemi extraeuropei. Allo stato attuale l’esclusione di offerte non europee non sarebbe giustificabile, tanto più dato che vi è la possibilità che aziende non europee trasferiscano parti della catena del valore aggiunto in Svizzera o in Europa. Inoltre, nella scelta del modello occorre considerare, oltre alla creazione di valore aggiunto in Svizzera e in Europa, soprattutto la disponibilità, le effettive prestazioni di protezione dalle minacce a grande distanza, i costi e i rischi legati all’integrazione e all’approvvigionamento.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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