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26.3566InterpellanzaEFDpendente

"Tassa sulla salute". La perizia Hinny smentisce nettamente il Consiglio federale. E adesso?

depositato il 04.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

ImposteSalute

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Il Consiglio di Stato ticinese ha prodotto una perizia, redatta dal Prof. Dr. Pascal Hinny, ordinario della cattedra di diritto tributario dell’Università di Friburgo, dalla quale emerge che la “tassa sulla salute” a carico dei “vecchi frontalieri”, decisa dall’Italia, rappresenta una violazione dell’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri.

La perizia Hinny smentisce dunque la recente risposta (20 maggio scorso) del Consiglio federale all’interpellanza 26.3205.

La “tassa sulla salute” è di per sé positiva per il Ticino: aumentando la pressione fiscale sui frontalieri, essa esercita una benvenuta funzione anti-dumping. L’obiettivo svizzero non deve pertanto essere impedire all’Italia di applicarla, bensì di avvantaggiarsene per ridurre l’ammontare dei ristorni dei frontalieri, permettendo così al Ticino di mantenere sul proprio territorio una quota maggiore del gettito fiscale dei frontalieri. Gettito che, senza l’accordo fiscale con l’Italia, gli spetterebbe per intero.

Chiedo pertanto al Consiglio federale:

• Come valuta il CF l’esito della perizia del Prof. Dr. Hinny, che smentisce in modo netto la posizione espressa dal CF nella risposta all’interpellanza 26.3205?

• L’obiettivo del CF è difendere gli interessi del Ticino e della Svizzera, oppure accettare ogni forzatura pur di evitare difficoltà con l’Italia, come sembra suggerire il tenore della risposta all’interpellanza 26.3205?

• Quali approfondimenti giuridici specialistici ha esperito il CF per affermare che la “tassa sulla salute” non costituirebbe una violazione dell’Accordo fiscale?

• La tassa sulla salute non è ancora applicata; tuttavia, la base legale che la istituisce è definitiva e cresciuta in giudicato: questa circostanza non è forse già sufficiente a sostanziare una violazione dell’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri, la quale non può non dare adito a una risposta da parte elvetica?

• È intenzione del Consiglio federale adoperarsi nei dovuti gremi, anche in sede arbitrale con l’Italia, affinché la tassa sulla salute porti - in virtù della sua incompatibilità con l’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri - almeno ad una riduzione dell’ammontare dei ristorni dei frontalieri?

Il Consiglio federale ha preso atto dell’esito della perizia giuridica redatta su richiesta del Governo del Cantone Ticino. La Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, ovvero l’autorità svizzera competente in materia, ha condotto un’analisi della situazione, successivamente confermata da una perizia esterna. Contrariamente al risultato della perizia commissionata dal Governo del Cantone Ticino, tale analisi giunge alla conclusione che «il contributo sanitario» (il contributo destinato al sistema sanitario italiano) è compatibile sia con la Convenzione del 9 marzo 1976 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio (RS 0.672.945.41) sia con l’Accordo del 23 dicembre 2020 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri (Accordo sui frontalieri; RS 0.642.045.43), quanto meno sulla base delle disposizioni giuridiche attualmente note.

Il Consiglio federale si aspetta che tutte le parti interessate rispettino le disposizioni dell’Accordo sui frontalieri. Ha accolto con rammarico la decisione del Governo del Cantone Ticino del 30 giugno 2026 di sospendere una parte dei versamenti di compensazione dovuti in applicazione dell’Accordo sui frontalieri. L’Esecutivo continuerà ad adoperarsi privilegiando la via del dialogo con tutte le parti interessate, al fine di trovare soluzioni nell’interesse della Svizzera e del Cantone Ticino. In questo contesto è stata organizzata una tavola rotonda tra la Svizzera e l’Italia, con la partecipazione del Cantone Ticino, avente come oggetto il contributo sanitario.

A prescindere da ciò, il Consiglio federale si aspetta, di principio, che il Governo ticinese rispetti l’Accordo sui frontalieri. Si rammenta infine che, conformemente all’Accordo sui frontalieri attualmente in vigore, a partire dall’anno fiscale 2034, il Cantone Ticino non sarà più tenuto a versare la compensazione finanziaria ai Comuni italiani di confine.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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