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26.3570InterpellanzaEFDpendente

Abbandonare l'imposizione minima dell'OCSE

depositato il 04.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

EconomiaImposte

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Nelle sue prese di posizione sull'interpellanza 25.3253 come pure sulla mozione 23.4403, che sollevavano dubbi sull'applicazione in Svizzera – tra i primi Paesi a metterla in vigore – della tassazione minima OCSE, il Consiglio federale trasmette messaggi tranquillizzanti.

Tuttavia, già al Forum di Davos dello scorso anno, la Consigliera federale Karin Keller Sutter ha rilevato che l'applicazione delle aliquote minime ai grandi gruppi internazionali ha comportato una perdita di competitività per la piazza economica svizzera. Dal canto suo, il direttore dell'Osservatorio europeo sulla fiscalità Gabriel Zucman aveva affermato che la tassazione minima OCSE «è sotto assistenza respiratoria».

Come noto, dei 147 Stati firmatari solo una sessantina ha messo in vigore la tassazione minima OCSE. Tra chi non l'ha fatto spiccano, oltre ai Paesi BRICS, gli USA. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che non solo gli Stati Uniti non applicheranno l'aliquota minima, ma ha anche annunciato ritorsioni nei confronti di quei Paesi che dovessero effettuare prelievi fiscali extraterritoriali a carico di aziende statunitensi.

A metà maggio sono sopraggiunti due nuovi elementi:

• dallo Swiss Tax Report 2026 emerge che la Svizzera risulta svantaggiata nei confronti degli USA a seguito dell'introduzione delle aliquote minime;

• la Camera di commercio svizzero-americana, sulla base di uno studio dell'Università di San Gallo, raccomanda di abbandonare la global minimum tax.

Chiedo pertanto al Consiglio federale:

• Qual è il bilancio dell'applicazione in Svizzera della global minimum tax?

• Qual è la posizione del Consiglio federale sulla raccomandazione della Camera di commercio svizzero-americana, basata su uno studio dell'Università di San Gallo, secondo la quale la Svizzera dovrebbe abbandonare la tassazione minima OCSE?

• E’ intenzione del CF prendere seriamente in considerazione la proposta di cui al punto precedente?

• Quali misure sono previste per ovviare ai danni arrecati dalla global minimum tax alla competitività della piazza economica svizzera, constatati anche dalla Consigliera federale Keller Sutter?

Il Consiglio federale ha attuato parzialmente l’imposizione minima dell’OCSE/G20 in Svizzera mediante l’introduzione, dal 1° gennaio 2024, dell’imposta integrativa svizzera («qualified domestic minimum top-up tax», QDMTT) e, dal 1° gennaio 2025, dell’imposta integrativa internazionale («income inclusion rule», IIR). Questo approccio garantisce che il gettito fiscale supplementare che deriverebbe comunque dall’applicazione delle norme dell’OCSE/G20 sia riscosso, per quanto possibile, in Svizzera e non in altri Stati. La relativa ordinanza del Consiglio federale sull’imposizione minima si fonda sulla disposizione costituzionale accettata a larga maggioranza il 18 giugno 2023 da Popolo e Cantoni. Entro il 2029 l’Esecutivo dovrà sottoporre al Parlamento per approvazione un disegno volto a trasporre questa ordinanza in una legge.

Ad domanda 1: a causa della dinamicità degli sviluppi internazionali, al momento non è ancora possibile valutare in modo esaustivo le ripercussioni dell’imposizione minima sul gettito fiscale, sulle imprese e sull’attrattiva della piazza economica svizzera né le possibili opzioni d’intervento.

Ad domande 2 e 3: il Consiglio federale ha preso atto dello studio commissionato dalla Camera di commercio svizzero-americana. Gli sviluppi internazionali, in particolare il cosiddetto pacchetto «Side-by-Side», hanno cambiato la situazione per le imprese statunitensi. Per le imprese svizzere, tuttavia, la situazione rimane sostanzialmente invariata. La rinuncia all’imposizione minima esporrebbe la Svizzera a procedure fiscali estere e consentirebbe ad altri Stati di recuperare il gettito fiscale supplementare. Di conseguenza, il Consiglio federale non condivide la conclusione tratta dagli autori dello studio. Anche le associazioni economiche svizzere, segnatamente economiesuisse e SwissHoldings, respingono l’idea di abbandonare a breve termine l’imposizione minima dell’OCSE/G20.

Nel quadro dei lavori futuri concernenti il progetto di legge, il Consiglio federale esaminerà le proposte avanzate dai vari soggetti interessati.

Ad domanda 4: le opzioni d’intervento saranno approfondite e valutate in modo imparziale in una fase successiva, d’intesa con i Cantoni e il settore economico. I primi risultati di questo approfondimento, condotto da un gruppo di lavoro in collaborazione con i Cantoni, dovranno essere disponibili entro l’inizio del 2027 e fungere da base per il Consiglio federale affinché possa decidere, nella prima metà del 2027, l’ulteriore modo di procedere (cfr. a questo proposito il rapporto del Consiglio federale del 19 giugno 2026 in adempimento del postulato 23.3752 «Per preservare l’attrattiva e garantire finanze sane, la Svizzera ha bisogno di una strategia fiscale e di ubicazione a lungo termine»).

Come già sottolineato a più riprese dall’Esecutivo, gli eventuali adeguamenti nell’ambito dell’imposizione delle imprese, volti a preservare l’attrattiva della piazza economica, saranno apportati nel quadro del progetto di trasposizione dell’ordinanza in una legge.

Nell’ambito di questi lavori si terrà conto, in particolare, delle esperienze maturate finora con l’attuazione dell’imposizione minima in Svizzera, degli ulteriori sviluppi a livello internazionale e dei possibili strumenti conformi alle norme sull’imposizione minima volti a promuovere gli investimenti, la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 25.09.2026. Dati grezzi

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