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26.3576MozioneEJPDpendente

Partecipazione della Svizzera a centri di rimpatrio in Paesi terzi

depositato il 04.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio degli StatiPianificato nel Consiglio degli Stati (10.09.2026)

Politica internazionaleMigrazione

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Il Consiglio federale è incaricato di presentare le necessarie modifiche legislative e adottare le misure del caso per garantire che la Svizzera possa partecipare ai centri di rimpatrio in Paesi terzi previsti da Germania, Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Grecia.

Germania, Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Grecia stanno progettando centri di rimpatrio in Paesi terzi, in cui trasferire gli stranieri oggetto di un ordine di allontanamento passato in giudicato e organizzare la loro partenza definitiva.

Anche la Svizzera è confrontata a grossi problemi in materia di espulsione. Attualmente nemmeno i criminali sono espulsi in maniera sistematica.

La collaborazione con altri Paesi permetterebbe di ridurre i rischi per la sicurezza e i costi, nel rispetto degli standard in materia di diritti fondamentali. Centri di rimpatrio in Paesi terzi riducono i costi di alloggio, di aiuto sociale e di personale, e quindi l’onere per i Cantoni, i Comuni nonché gli assicurati e i contribuenti, sgravando al contempo il sistema d’asilo.

Un elemento centrale è anche l’effetto dissuasivo che questa misura avrebbe per i migranti economici, che vengono in Europa per cercare una vita migliore. I centri di rimpatrio permetterebbero finalmente di risolvere in maniera adeguata i problemi nell’ambito del rinvio di persone respinte o espulse, riducendo notevolmente perlomeno gli incentivi a presentare domande d’asilo che non hanno alcuna probabilità di essere accolte.

Se la Svizzera, a differenza degli Stati limitrofi, continua ad accordare generosa protezione senza partecipare ai centri di rimpatrio, rischia d’innescare un effetto di richiamo verso il nostro Paese, che va assolutamente evitato.

Il Consiglio federale si è già espresso in merito all’istituzione di centri di rimpatrio in Paesi terzi nell’ambito delle mozioni seguenti, che ha proposto di respingere: Mo. Gruppo LR 26.3100 «Attuazione delle riammissioni. Sanzioni e soluzioni con Paesi terzi»; Mo. Gössi 26.3244 «Partecipazione svizzera a progetti per "return hub"» e Mo. Riner 26.3336 «Partecipazione della Svizzera a centri di rimpatrio in Paesi terzi».

Nei pareri relativi agli interventi summenzionati, il Consiglio federale rileva che l’adozione a livello europeo del nuovo regolamento rimpatri permetterà di istituire la base legale necessaria per realizzare centri di rimpatrio (return hubs) in Paesi terzi. Questo regolamento costituisce uno sviluppo dell’acquis di Schengen. Dopo la sua notifica, la Svizzera dispone di due anni per apportare le necessarie modifiche nel diritto nazionale. Il Consiglio federale si attende una notifica per ottobre 2026. Il recepimento del regolamento rimpatri istituirà le basi legali necessarie per la partecipazione a progetti di esternalizzazione nel settore del ritorno.

I progetti di esternalizzazione finora avviati a livello europeo non sono stati implementati oppure si sono rivelati inefficaci e molto costosi. Come illustrato nel suo rapporto del 15 aprile 2026 in adempimento del postulato 23.4490 Caroni «Procedure d'asilo ed esecuzione degli allontanamenti all'estero. Analisi della situazione», il Consiglio federale esaminerà le opzioni di partecipazione qualora pertinenti progetti (p. es. centri di rimpatrio) fossero attuati in maniera conforme al diritto e duratura. L’Esecutivo fa inoltre notare che gli approcci di esternalizzazione possono integrare ma non sostituire i sistemi nazionali.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.