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Parlamento / Oggetti / 26.3585

26.3585InterpellanzaWBFpendente

Eliminare gli oneri amministrativi e controllare l’efficacia nel settore ESG (postulato 23.4062)

depositato il 08.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio degli StatiPianificato nel Consiglio degli Stati (10.09.2026)

Economia

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Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Il rapporto del Consiglio federale sul sostegno alle PMI svizzere nell’applicazione delle direttive ESG (in adempimento del postulato 23.4062 Dittli) descrive diversi strumenti e quadri di riferimento, ma lascia aperte le questioni dell’efficienza di mercato, della trasparenza e del monitoraggio dei risultati. Ad esempio, il confronto tra l’onere amministrativo delle PMI derivante dai criteri d’appalto comunemente applicati conformemente alla LAPub e l’impatto in termini di sostenibilità è più che discutibile. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

• In base a quali obiettivi e indicatori di successo e secondo quale tabella di marcia verifica l’efficacia delle misure?

• A partire da quando adeguerebbe la strategia, qualora gli obiettivi non fossero raggiunti?

• I meccanismi di riconoscimento facoltativi possono ridurre gli ostacoli amministrativi per le PMI e aumentare la trasparenza di mercato nel settore ESG?

• Il Consiglio federale è disposto a valutare tali meccanismi sulla base degli strumenti e dei quadri di riferimento descritti nel suo rapporto?

Nell’ambito del rapporto citato, il Consiglio federale ha deciso, il 5 novembre 2025, di potenziare in modo mirato le attuali offerte di sostegno della Confederazione a favore delle PMI. L’Esecutivo intende ad esempio rendere più intuitivo il proprio portale sulla responsabilità sociale d’impresa (RSI), promuovere l’accesso a strumenti digitali pertinenti e collaborare più intensamente con le associazioni di categoria.

L’avamprogetto per la controproposta indiretta del Consiglio federale all’iniziativa popolare federale «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente» prevede che tutte le grandi imprese svizzere rispettino determinati obblighi di diligenza in materia di diritti umani e ambiente e che continuino a essere soggette all’obbligo di rendicontazione sulla sostenibilità. Tale controproposta contiene disposizioni volte a limitare le informazioni che possono essere richieste alle PMI, nonché misure di sostegno alle PMI da parte di imprese che sottostanno all’obbligo di diligenza.

Domande 1/2:

Mentre alcune misure elencate nel suddetto rapporto hanno un’incidenza diretta sul piano aziendale, altre agiscono a un livello sovraordinato, ad esempio attraverso la collaborazione con associazioni di categoria. Il rapporto non contiene pertanto obiettivi quantificabili né fattori di successo, ma prevede che i singoli strumenti siano monitorati e ottimizzati di continuo sotto il profilo dell’utilizzo, dell’efficacia e dell’idoneità pratica. Se necessario potranno essere adeguati in qualsiasi momento. Una volta che tutte le misure saranno attuate, entro la fine del 2027, è previsto un ulteriore esame.

Domanda 3:

Sì, i meccanismi di riconoscimento facoltativi, come le iniziative settoriali o le certificazioni, possono supportare le PMI nella gestione della sostenibilità, ad esempio riducendo gli ostacoli amministrativi e i costi. Negli appalti pubblici viene solitamente accettata un’autodichiarazione come prova del rispetto delle condizioni di partecipazione, ulteriori prove vengono richieste a seconda della valutazione dei rischi. In questo contesto, i meccanismi di riconoscimento facoltativi possono ridurre notevolmente non soltanto l’onere a carico degli offerenti, ma anche quello degli enti appaltanti.

Domanda 4:

Il Consiglio federale si impegna affinché i meccanismi di riconoscimento facoltativi siano per quanto possibile allineati ai quadri di riferimento internazionali sostenuti dalla Svizzera, in particolare alle linee guida OCSE per le imprese multinazionali sulla condotta responsabile d’impresa e i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. A tal fine la Confederazione sostiene la valutazione dei meccanismi di riconoscimento privati da parte dell’OCSE e altre iniziative quali l’Alleanza ISEAL (International Social and Environmental Accreditation and Labelling Alliance), che promuovono criteri di qualità e credibilità per le norme e i marchi di sostenibilità.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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