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Politica statunitense in materia di medicamenti. Come reagiscono gli altri Paesi interessati?
depositato il 10.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
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Testo depositato
Secondo l’industria farmaceutica, i recenti sviluppi negli Stati Uniti mettono sotto pressione la piazza farmaceutica svizzera e richiedono misure tempestive. In particolare, viene fatto riferimento ai dazi statunitensi sui prodotti farmaceutici, ai nuovi modelli volti a ridurre i prezzi dei medicamenti negli Stati Uniti e agli accordi tra le autorità statunitensi e singole aziende.
Nella sua risposta all’intervento Hurni 25.4473, il Consiglio federale ha tuttavia affermato che molti dettagli di tali modelli non sono ancora chiari, in particolare come verranno fissati concretamente i prezzi e quali saranno le ripercussioni sui prezzi effettivamente pagati, i preparati interessati e le conseguenze indirette sull’approvvigionamento in Svizzera. Il Consiglio federale ha per altro istituito il gruppo di lavoro «Polo economico delle scienze della vita».
La Svizzera non è l’unica ad essere interessata da questi sviluppi, e anche altri Paesi si trovano ad affrontare questioni simili.
Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
• A suo avviso, quali altri Paesi sono interessati dai recenti sviluppi della politica statunitense in materia di medicamenti?
• Come reagiscono questi Paesi alle misure statunitensi? Dispongono di gruppi di lavoro, task force, accordi, strategie o pacchetti di misure analoghi?
• Il Consiglio federale è in contatto con altri Stati interessati, con l’UE o con organizzazioni internazionali riguardo a tali questioni?
• Il Gruppo di lavoro «Polo economico delle scienze della vita» tiene conto delle reazioni degli altri Paesi agli sviluppi negli Stati Uniti?
• In caso affermativo, in che modo il gruppo di lavoro integra queste esperienze internazionali nelle sue attività? In caso negativo, perché non ne tiene conto?
• Il Consiglio federale intende pubblicare in forma adeguata le reazioni e le esperienze internazionali o metterle a disposizione del Parlamento?
Parere del Consiglio federale
1. L’attuazione della politica della «most favored nation» (MFN) degli Stati Uniti continua a essere caratterizzata da grande incertezza. Inoltre, come spiegato nella risposta all’interpellanza Wasserfallen (26.3124), il Consiglio federale non è stato informato del contenuto dei contratti stipulati dalle aziende farmaceutiche svizzere con il Governo degli Stati Uniti. Pertanto non è possibile fare affermazioni concrete sulle ripercussioni. Il Consiglio federale ritiene che gli Stati Uniti possano attendersi effetti in termini di adeguamenti dei prezzi soprattutto nei Paesi di riferimento del modello GENEROUS, ossia in Danimarca, Germania, Francia, Italia, Giappone, Canada, Svizzera e Regno Unito, nonché negli altri Stati proposti in aggiunta nei modelli GLOBE e GUARD, ovvero Australia, Belgio, Irlanda, Israele, Paesi Bassi, Norvegia, Austria, Svezia, Spagna, Corea del Sud e Repubblica Ceca.
2. – 6. Attualmente il rimborso dei medicamenti si basa principalmente su leggi e processi nazionali. La Confederazione si confronta regolarmente in via informale con altri Paesi europei sulla politica in materia di medicamenti, compresa la gestione della politica MFN statunitense. Mentre diversi Paesi non ritengono necessario intervenire nell’immediato, altri hanno creato strutture di scambio nazionali su questioni relative alla piazza economica e ai prezzi. La Danimarca, per esempio, intende istituire una task force incentrata sulla politica MFN. Diverse Stati, come la Germania o il Regno Unito, hanno inoltre sviluppato strategie in materia di scienze della vita, che tuttavia esistono già da tempo. Ciononostante, ci sono pochissime informazioni pubbliche dettagliate sulla gestione concreta della politica MFN.
In un documento recente (The European pharmaceutical market beyond pricing: Stable, predictable, innovative and socially grounded; aprile 2026), le autorità europee responsabili del rimborso dei medicamenti (National Competent Authorities on Pricing and Reimbursement and Public Healthcare Payers, NCAPR) consigliano di non agire in maniera affrettata: le decisioni dovrebbero continuare a essere prese sulla base di evidenze scientifiche e di considerazioni relative al valore e al beneficio, senza reagire istintivamente alla pressione geopolitica ed economica. Il 16 giugno 2026 i ministri della salute dell’UE hanno inoltre incaricato il Commissario europeo per la salute di esaminare le conseguenze della politica MFN statunitense. In particolare, quest’ultimo dovrà svolgere un’analisi approfondita delle caratteristiche più importanti del sistema MFN valutando i suoi potenziali effetti sui sistemi sanitari europei e sui bilanci della sanità. Lo scopo è identificare i principali prodotti interessati dal sistema MFN, esaminare gli effetti dell’immissione in commercio e del ritiro di prodotti dal mercato europeo nonché illustrare le caratteristiche fondamentali e il funzionamento del sistema MFN.
Diversamente da altri Paesi interessati, la Svizzera sta affrontando in modo proattivo, nel quadro del gruppo di lavoro «Polo economico delle scienze della vita», le possibili misure per garantire l’accesso a medicamenti nuovi e innovativi. Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca e il Dipartimento federale dell’interno redigeranno un rapporto all’attenzione del Consiglio federale, che deciderà poi come procedere.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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