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G7 di Evian. I cittadini svizzeri pagano il conto per Macron?
depositato il 11.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Dal 15 al 17 giugno si terrà il G7 a Evian-les-Bains, ossia in Francia ma in prossimità del confine svizzero. È quindi scontato che molte proteste si svolgeranno su suolo svizzero, principalmente a Ginevra ma anche a Losanna.
Le autorità locali interessate hanno lamentato la mancanza di coinvolgimento e di informazioni da parte francese.
Nel 2003, in occasione del G8, sempre a Evian, gran parte delle proteste si spostò a Ginevra e Losanna, dove si svolsero manifestazioni di grande portata (tra i 50'000 e i 100'000 partecipanti). Si registrarono violenze, vandalismi, danni materiali, vetrine infrante, negozi saccheggiati, scontri con la polizia, eccetera.
Questa volta potrebbe andare anche peggio: rispetto a 23 anni fa, l’estrema sinistra è oggi diventata ancora più violenta (lo confermano i dati ufficiali), intollerante e animata dall’odio. Basti pensare alla manifestazione pro-Pal che, lo scorso 11 ottobre, ha letteralmente messo a ferro e fuoco la città di Berna, provocando danni milionari e mettendo in pericolo delle vite. E’ evidente che gli “attori” sono sempre i medesimi.
I costi per gestire la sicurezza in Svizzera durante lo svolgimento del G7 si annunciano enormi. Si parla di circa 25 milioni di franchi, di cui 17,5 a carico di Ginevra e i restanti suddivisi tra i Cantoni Vaud e Vallese.
La Confederazione sarebbe pronta ad assumersi l’80% di questi costi. Ciò significa che l’insieme dei contribuenti svizzeri dovrà farsi carico di una spesa di almeno 20 milioni di franchi perché la Francia organizza il G7 nelle vicinanze dei nostri confini.
Chiedo pertanto al Consiglio federale:
• Come valuta il Consiglio federale il flusso di informazioni con la Francia in relazione al G7 di Evian-les-Bains?
• In quali tempi e con quali modalità le autorità svizzere sono state coinvolte?
• Come valuta il CF i rischi su territorio elvetico a seguito delle scontate proteste contro il G7?
• Eventuali disordini importanti non costituirebbero la conferma che occorre vietare in Svizzera i movimenti “Antifa”, come da richiesta della mozione 25.4602, che il CF invita però a respingere?
• Come intende il Consiglio federale recuperare dalla Francia i costi di cui la Confederazione si farà carico e che potrebbero superare i 20 milioni di franchi? Blocco dei ristorni dei frontalieri? Decurtazione dei contributi “di coesione” all’UE? Altro?
Parere del Consiglio federale
Punti 1 e 2: Il Consiglio federale riconosce l’importanza di un incontro internazionale di portata mondiale come il G7, che ha dimostrato ancora una volta il ruolo della Svizzera e della Ginevra internazionale come piattaforma multilaterale, e ritiene che la cooperazione con le autorità francesi si svolga in uno spirito di collaborazione e di fiducia reciproca. In occasione della sua visita di lavoro a Parigi il 1° luglio 2025, l’allora presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter ha ricevuto ufficialmente informazioni riguardo al G7 da parte del presidente francese Emmanuel Macron. A partire dall’estate del 2025, la Confederazione e i Cantoni hanno fatto tutto il possibile per sostenere l’organizzazione e garantire la sicurezza dell’evento sul versante svizzero, in stretta collaborazione con le autorità francesi.
Punti 3 e 4: Alla luce degli episodi di violenza verificatisi durante il vertice del G8 di Évian nel 2003, l’obiettivo comune di Svizzera e Francia era che il summit del 2026 si svolgesse senza incidenti. La cooperazione franco-svizzera e l’assistenza reciproca hanno posto particolare enfasi sugli aspetti relativi alla sicurezza. In collaborazione tra le autorità dei due Paesi, è stato messo in atto un importante dispositivo di sicurezza al fine di prevenire eventuali tumulti e limitare i rischi per la popolazione, le infrastrutture e i beni. Questo obiettivo può essere considerato ampiamente raggiunto. Nello specifico, non si sono verificati disordini di rilievo tali da indurre il Consiglio federale a riconsiderare la posizione assunta in merito alla mozione 25.4602.
Punto 5: Per quanto riguarda i costi legati alla sicurezza – questione in merito alla quale, a partire dall’estate del 2025, la Svizzera ha chiesto alla Francia di assumersi le proprie responsabilità in qualità di Paese ospite del vertice – va constatato che non è stato possibile giungere a un accordo sulla loro ripartizione. Le autorità competenti dei due Paesi rimangono in contatto per trarre insegnamenti dal vertice del G7 e per approfondire i diversi aspetti della cooperazione necessaria all’organizzazione di eventi di grande portata internazionale, comprese le questioni relative alla divisione degli oneri e alle modalità di sostegno reciproco.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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