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La finanza a impatto come strumento di cooperazione internazionale nei settori dell'empowerment delle donne e della salute sessuale e riproduttiva
depositato il 17.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
• In quali settori della cooperazione internazionale (CI) il Consiglio federale intravede un potenziale realistico per l’impiego della finanza a impatto («Impact-Linked Finance», ILF) al fine di ottenere un maggiore effetto e mobilitare risorse private con fondi pubblici limitati?
• Come valuta il Consiglio federale l’ILF quale strumento per garantire che la Svizzera continui a essere efficace e visibile in settori importanti, nonostante i tagli alla cooperazione internazionale?
• Quale potenziale vede il Consiglio federale per l’ILF nei settori dell’empowerment delle donne e della salute sessuale e riproduttiva? Quali opportunità e quali limiti ritiene che vi possano essere nell’impiego dell’ILF in questo settore?
• Come si può evitare che i finanziamenti basati sui risultati generino incentivi indesiderati, per esempio a discapito dei gruppi particolarmente vulnerabili o delle attività di prevenzione difficilmente misurabili?
• La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) valutano progetti pilota nei settori dell’empowerment delle donne e della salute sessuale e riproduttiva?
• Esistono altri meccanismi di finanziamento innovativi che la Svizzera applica o sostiene?
Motivazione
La cooperazione internazionale è sottoposta a una crescente pressione finanziaria a livello mondiale. Anche la Svizzera deve attribuire un ordine di priorità maggiormente rigoroso per le sue risorse. È quindi ancora più importante impiegare i fondi pubblici laddove producono effetti misurabili, consentono di mobilitare risorse aggiuntive e contribuiscono a mantenere visibili le priorità del nostro Paese.
L’empowerment delle donne e la salute sessuale e riproduttiva sono presupposti fondamentali per l’autodeterminazione, l’istruzione, la partecipazione economica, la riduzione della povertà e la stabilità delle società. Eppure, questi temi sono oggetto di una crescente pressione a livello internazionale.
La finanza a impatto può rappresentare uno strumento complementare per impiegare in modo efficace le limitate risorse pubbliche. L’approccio è interessante dal punto di vista della politica economica: non si sostiene semplicemente un’attività, bensì un impatto dimostrabile ulteriore; allo stesso tempo permette di mobilitare risorse private e di promuovere soluzioni innovative.
Soprattutto in settori delicati come la salute sessuale e riproduttiva, la protezione dalla violenza o il lavoro con gruppi particolarmente vulnerabili, sono tuttavia necessari criteri chiari. Il Consiglio federale è pertanto invitato a indicare in quali ambiti l’ILF possa essere impiegata in modo opportuno, quali siano i limiti e quali altri strumenti siano disponibili, affinché la Svizzera possa continuare ad agire efficacemente in questi campi anche a fronte di risorse più limitate.
Parere del Consiglio federale
1. La finanza a impatto («Impact-Linked Finance», ILF) è uno strumento della cooperazione internazionale (CI) ampiamente utilizzabile, ma non universale. Dal 2016 la DSC ha avviato dieci programmi che fanno ricorso all’ILF, per un volume complessivo di 80 milioni di franchi. L’ILF è impiegata in collaborazione con imprese e si basa sull’erogazione scaglionata di risorse finanziarie, a condizione che le imprese abbiano effettivamente raggiunto gli obiettivi previamente concordati e acquisito ulteriori fondi da investitori privati. Il Consiglio federale vede un potenziale d’impiego nei settori in cui le imprese offrono beni o servizi rilevanti per lo sviluppo. Tra questi figurano, per esempio, la fornitura di determinati servizi sanitari, offerte formative nonché tecnologie finanziarie o agricole. L’ILF può, da un lato, migliorare l’accesso di gruppi di popolazione svantaggiati o a basso reddito a tali beni e servizi e, dall’altro, mobilitare risorse supplementari per le imprese che li offrono.
2., 3. e 5. Nonostante il suo potenziale, l’ILF non può essere impiegata per affrontare ogni problematica. Per applicarla è necessaria la collaborazione con imprese che soddisfino determinati requisiti, come un chiaro modello di business (investibilità) e un esplicito orientamento all’impatto, e che siano inoltre in grado di misurare quest’ultimo. L’ILF può aumentare l’efficacia degli investimenti nell’ambito della CI in alcuni contesti, ma può compensare solo in misura limitata i tagli ai fondi e non è applicabile, in particolare, nei campi di attività in cui non è possibile o non sussiste un’attività imprenditoriale.
L’ILF opera attraverso imprese che, sul lungo periodo, coprono i propri costi e generano utili per i loro investitori. Nel settore dell’empowerment delle donne, la DSC ha già partecipato a progetti ILF. Le imprese che operano esclusivamente nei settori della salute sessuale e riproduttiva, della prevenzione o della protezione dalla violenza spesso non soddisfano i requisiti summenzionati. Di conseguenza, finora la DSC non sostiene simili organizzazioni nell’ambito dei suoi programmi ILF. Alcune imprese sostenute dalla DSC nel quadro di programmi ILF – per esempio un’impresa in Kenya attiva nel settore dell’assistenza sanitaria che offre prestazioni quali consulenza e prevenzione – finanziano in parte tali servizi con i ricavi provenienti da altri settori di attività nell’ambito del loro più ampio modello di business.
4. Gli incentivi indesiderati, per esempio a discapito della prevenzione o di determinati gruppi di popolazione, possono essere evitati mediante indicatori differenziati che misurino non soltanto il numero delle prestazioni, ma anche il loro impatto sui diversi gruppi.
6. L’ILF fa parte degli strumenti finanziari basati sui risultati («Outcomes-based Financing»), nel cui impiego e sviluppo nell’ambito della CI la Svizzera svolge un ruolo pionieristico a livello internazionale. L’ILF può essere impiegata anche in combinazione con altri strumenti. Anche con i cosiddetti strumenti di finanziamento misto («Blended Finance»), la Svizzera è pioniera nella mobilitazione di fondi privati destinati a progetti d’investimento orientati all’impatto. È inoltre in fase di valutazione lo sviluppo di uno strumento di garanzia proprio a questo scopo.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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