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Centri chiusi per i richiedenti l'asilo che commettono reati
depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché i richiedenti l’asilo che commettono reati siano collocati in centri chiusi o sottoposti a un’adeguata sorveglianza permanente.
Motivazione
Le statistiche sulla criminalità continuano a evidenziare, nei reati commessi in Svizzera, una preoccupante sovrarappresentazione di determinati richiedenti l’asilo. Questa situazione alimenta un legittimo sentimento di insicurezza tra la popolazione e compromette la credibilità della nostra politica d’asilo.
La presente mozione non mette in alcun modo in discussione né il diritto d’asilo né la protezione accordata alle persone realmente perseguitate. Riguarda invece i richiedenti l’asilo che con il loro comportamento delittuoso mostrano di non rispettare le regole fondamentali del nostro Stato di diritto.
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale rinvia al suo parere relativo alla mozione Buffat 24.3429 «Centri chiusi per i richiedenti l'asilo che commettono reati», respinta dal Consiglio nazionale il 10 giugno 2025.
Il Consiglio federale continua a reputare inaccettabile che persone in cerca di protezione in Svizzera commettano reati che possono violare o mettere in pericolo la sicurezza e l’ordine pubblici. Ritiene tuttavia che un’applicazione sistematica degli strumenti esistenti permetta di soddisfare la richiesta avanzata nella mozione. Inoltre, la Statistica criminale di polizia dell’Ufficio federale di statistica mostra per il 2025 un netto calo delle denunce per reati contro il Codice penale commessi da persone del settore dell’asilo.
In Svizzera il perseguimento dei reati nonché l’esecuzione delle pene e delle misure competono in primo luogo ai Cantoni. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) segnala senza indugio gli atti punibili commessi da richiedenti l’asilo nei centri federali d’asilo (CFA) alle competenti autorità cantonali di perseguimento penale (art. 22a della legge sul personale federale; RS 172.220.1), le quali decidono se adottare misure penali. La Costituzione federale non autorizza la SEM né a perseguire reati né ad eseguire pene e misure. Una regolamentazione in questo senso sarebbe anticostituzionale e violerebbe i diritti fondamentali dell’interessato (art. 31 della Costituzione federale; RS 101).
La SEM tratta in via prioritaria le domande d’asilo di richiedenti renitenti o autori di reati. Anche se le misure coercitive previste dal diritto in materia di stranieri non mirano a garantire la sicurezza della popolazione o a prevenire la violenza o la criminalità, a determinate condizioni consentono di limitare la libertà di movimento dei richiedenti l’asilo che turbano o mettono in pericolo la sicurezza e l’ordine pubblici. Ad esempio, possono essere ordinati divieti di lasciare determinate aree o di accedervi e in caso di infrazioni può essere disposta una carcerazione preliminare.
Il 1° giugno 2026 sono pure entrate in vigore modifiche della legge sull’asilo in materia di sicurezza ed esercizio dei CFA. La SEM dispone dunque di nuovi strumenti disciplinari. Dalle prime misure adottate nel 2021 nell’ambito della sicurezza e dell’esercizio dei centri della Confederazione, il numero di incidenti nei CFA è in costante diminuzione.
Al fine di intensificare la collaborazione tra le autorità coinvolte e sfruttare appieno le possibilità offerte dalle misure coercitive previste dal diritto degli stranieri, dal 2024 la SEM organizza in tutte le regioni d’asilo tavole rotonde strategiche. Un obiettivo importante è sviluppare il sistema di gestione dei casi nelle regioni d’asilo, in particolare per i recidivi, di modo che possano essere allontanati il più rapidamente possibile.
Inoltre, nel giugno 2026 si è conclusa la fase pilota di 12 mesi della «task force plurirecidivi LStrI/LAsi», istituita dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia e dalla SEM. La task force ha l’obiettivo di migliorare il coordinamento tra le procedure d’asilo e i procedimenti penali, da un lato, e tra l’esecuzione delle pene e l’esecuzione degli allontanamenti, dall’altro. Il rapporto finale previsto per fine autunno formulerà proposte per potenziare la collaborazione tra le autorità e illustrerà migliori pratiche.
Infine, il Consiglio federale prevede di porre in consultazione entro fine 2026 un progetto legislativo volto in particolare ad attuare gli interventi parlamentari adottati negli ultimi anni sul tema della sicurezza.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
