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26.3792InterpellanzaEJPDpendente

Passaggio dallo statuto S a quello B. Oneri supplementari pari a 300 milioni per i Comuni

depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

Politica nazionaleFinanzeMigrazioneProtezione sociale

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Un’enorme sfida in materia finanziaria e di politica migratoria attende la Svizzera. Al 31 marzo 2026 soggiornavano nel nostro Paese 72 564 persone con statuto di protezione S. Nel 2027, 45 722 di queste persone bisognose di protezione saranno titolari dello statuto S da cinque anni e quindi adempiranno il requisito per ottenere un permesso di dimora B. Nel solo Cantone di Argovia si tratta di oltre 3400 persone.

Secondo la normativa vigente, le persone titolari di un permesso B ricevono le stesse prestazioni di aiuto sociale versate alla popolazione residente. Le attuali proiezioni e stime cantonali prevedono costi supplementari a livello nazionale ben superiori a 300 milioni di franchi all’anno. Nel solo Cantone di Argovia si prevede un onere supplementare di oltre 33 milioni di franchi all’anno fino al 2029.

Questi ingenti costi supplementari in materia di aiuto sociale per i Cantoni e i Comuni sono riconducibili al basso tasso d’occupazione delle persone con statuto S, che il 31 marzo 2026 ammontava in media ad appena il 36,6 per cento.

Il 16 marzo 2026 il Gruppo dell’UDC ha presentato la mozione 26.3132, che mira a impedire la conversione dello statuto S in permesso di dimora e la correlata equiparazione con la popolazione residente in materia di aiuto sociale.

• Il Consiglio federale è disposto a sottoporre al voto del Parlamento la mozione UDC 26.3132 prima che le 45 722 persone con statuto S ottengano il permesso di dimora, tenendo in tal modo conto della posizione del Parlamento?

• Qualora il Parlamento dovesse accogliere la mozione 26.3132 solo dopo la conversione dello statuto delle suddette 45 722 persone, i permessi B già rilasciati sarebbero revocati?

• Il Consiglio federale è disposto a modificare l’articolo 3 capoverso 1 OAsi 2 in modo da abrogare nel diritto federale l’equiparazione delle persone bisognose di protezione titolari di un permesso di dimora alla popolazione residente, evitando così di addossare ai Cantoni e ai Comuni oneri supplementari per milioni di franchi?

• Il versamento di ulteriori milioni di franchi di aiuto sociale dal 2027 rischia di ridurre ancor più il tasso d’occupazione. Con quali misure concrete il Consiglio federale intende esigere l’integrazione professionale delle persone bisognose di protezione, e a tal fine è disposto a inasprire i requisiti? Se sì, quali? Se no, perché no?

1. Il 20 maggio 2026 il Consiglio federale ha espresso il suo parere in merito alla mozione del Gruppo dell’Unione democratica di Centro 26.3132 «Impedire l'upgrade automatico dello statuto di protezione S dopo cinque anni. Nessun permesso di dimora e nessuna equiparazione ai cittadini svizzeri in materia di aiuto sociale», raccomandando di respingerla. La mozione sarà trattata dapprima dalla Camera prioritaria. Il Consiglio federale non può influire in alcun modo sul calendario dei lavori parlamentari.

2. In linea di principio, in caso di modifica legislativa i permessi di dimora già rilasciati restano validi, a meno che il legislatore non decida altrimenti.

3. Il 12 agosto 2026 il Consiglio federale ha posto in consultazione una pertinente modifica di ordinanza.

4. Il 28 maggio 2025 il Consiglio federale ha fissato come obiettivo un tasso di occupazione del 50 per cento per le persone con statuto S residenti in Svizzera da almeno tre anni. A fine maggio 2026 questo tasso ammontava al 47,6 per cento. Per impostare la promozione dell’integrazione in maniera ancora più vincolante, dal 1° dicembre 2025 i Cantoni possono obbligare le persone con statuto S a partecipare a misure di integrazione o reinserimento. Se tali persone non rispettano questo obbligo senza un motivo valido, i Cantoni possono ridurre le prestazioni di aiuto sociale. Il 27 maggio 2026 il Consiglio federale ha inoltre adottato il messaggio concernente una revisione di legge che prevede l’obbligo di annunciare al servizio pubblico di collocamento le persone con statuto S senza impiego ma collocabili sul mercato del lavoro. Il progetto è pendente in Parlamento (26.045n). Il Consiglio federale ritiene che le misure esistenti e quelle decise promuovano in maniera mirata l’integrazione professionale. Prima di esaminare ulteriori provvedimenti occorre attuare queste misure in maniera rigorosa.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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