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Trattato di non proliferazione delle armi nucleari. Sono stati fatti progressi?
depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (09.09.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Il 1° aprile 2026 il Consiglio federale ha deciso di respingere l’iniziativa per l’adesione della Svizzera al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), senza presentare un controprogetto. L’Esecutivo ha motivato la sua posizione affermando, tra le altre cose, che «il quadro più efficace per compiere progressi sostanziali nel disarmo e nella riduzione dei rischi è quello del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), entrato in vigore nel 1970».
L’11ª Conferenza di revisione del TNP si è tuttavia conclusa nel maggio del 2026 senza un documento finale e senza un piano per il disarmo nucleare. È la terza conferenza di revisione consecutiva (2015, 2022, 2026) che si conclude senza risultati; l’ultimo processo di revisione del TNP che ha prodotto un documento finale approvato su base consensuale risale al 2010. Dal 2015, quindi, non è stato fatto alcun progresso, nonostante il forte aggravarsi della minaccia nucleare a livello mondiale.
Ciò solleva la questione dell’efficacia di quello strumento su cui il Consiglio federale basa in gran parte il proprio impegno. La Strategia in materia di politica di sicurezza 2026 definisce espressamente il riarmo nucleare come una minaccia e il rafforzamento del diritto internazionale umanitario e del multilateralismo come uno strumento di politica di sicurezza. Il TPNW integra il TNP, in particolare dando seguito all’obbligo di disarmo previsto all’articolo VI e creando un quadro giuridico internazionale per la sua attuazione.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale conferma la propria valutazione secondo cui l’impegno svizzero in materia di disarmo sarebbe più efficace nell’ambito del TNP piuttosto che con l’adesione aggiuntiva al TPNW? Su quali progressi concreti si basa tale valutazione, alla luce del fallimento di tre conferenze di revisione consecutive?
2. Come valuta il Consiglio federale il fatto che nel 2026 gli Stati militarmente nucleari abbiano impedito addirittura ogni riferimento concreto al TPNW, oltre che a formulazioni precedentemente adottate per consenso sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari, alla luce dell’interesse per un diritto internazionale umanitario forte come dichiarato nella Strategia 2026?
3. Il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui il ripetuto fallimento del processo di revisione del TNP mette in evidenza la complementarità tra il TNP e il TPNW, in quanto quest’ultimo rafforza la dimensione del disarmo prevista dal TNP ma lì bloccata?
Parere del Consiglio federale
1 e 3. Il Consiglio federale continua a sostenere la visione di un mondo senza armi nucleari ed è convinto che il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP; RS 0.515.03) costituisca il quadro normativo più adatto a compiere progressi nell’ambito del disarmo. Il TNP è un elemento centrale dell’architettura di sicurezza globale ed è attuato scrupolosamente dalla stragrande maggioranza dei 191 Stati partecipanti. Concretamente, la sua efficacia è dimostrata dal fatto che ha permesso di arginare la proliferazione delle armi nucleari, sancendo in modo vincolante il disarmo graduale. Gli obblighi e gli obiettivi del TNP rimangono intatti nonostante la mancanza di consenso nell’ambito delle conferenze di revisione, e lo stesso vale anche per il progressivo disarmo nucleare, che continua a essere perseguito. Inoltre, anche durante l’ultima conferenza di revisione si sono svolti colloqui costruttivi tra gli Stati partecipanti, per esempio riguardo alle misure per la riduzione dei rischi e per il miglioramento della trasparenza. Secondo il Consiglio federale, ulteriori obblighi articolati in materia di disarmo nucleare sono poco realistici nel contesto geopolitico attuale. Né gli Stati militarmente nucleari né i loro alleati hanno infatti aderito al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) e pertanto non vi sono vincolati. Per questo motivo, anche in futuro non è ragionevole attendersi effetti concreti in termini di disarmo nel quadro del TPNW. Ciononostante, l’Esecutivo sottolinea che l’utilizzo di armi nucleari sarebbe difficilmente compatibile con i requisiti del diritto internazionale, in particolare del diritto internazionale umanitario.
2. L’ultima bozza del documento finale della conferenza menzionata contiene un riferimento concreto all’adozione e all’entrata in vigore del TPNW. La Svizzera ha sostenuto tale riferimento così come il documento finale e attribuisce la massima priorità alle conseguenze umanitarie dell’uso di armi atomiche, anche nel quadro del TNP.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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