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Iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni!". Al Consiglio federale comprendere il messaggio della forte minoranza
depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Uno dei principali insegnamenti da trarre dall’elevato sostegno ottenuto dalla minoranza il 14 giugno scorso è che un’ampia parte della popolazione vuole vedere la Svizzera combattere più efficacemente le conseguenze negative dell’immigrazione, e quindi arginare il turismo «sociale», ridurre drasticamente il ricongiungimento familiare e risolvere il caos dell’asilo. Il Consiglio federale è incaricato di adottare tutte le misure necessarie per conseguire questi obiettivi.
Motivazione
L’evoluzione demografica preoccupa gli Svizzeri. È vero che la maggioranza ha riconosciuto e considerato prioritario che la Svizzera continui a beneficiare di manodopera straniera qualificata, peraltro in gran parte europea. Inoltre, il Popolo non ha voluto ostacolare la prosperità del Paese e quindi rallentare la crescita. Un’ampia parte della popolazione, verosimilmente maggioritaria, ha tuttavia ritenuto importante contrastare gli abusi e le conseguenze negative dell’immigrazione: il turismo «sociale», il ricongiungimento familiare abusivo e il caos dell’asilo.
Parere del Consiglio federale
L’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» è stata chiaramente respinta dal 54,8 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni. Il Popolo ha quindi seguito le raccomandazioni di voto del Parlamento e del Consiglio federale. In base all’analisi VOX pubblicata il 6 agosto 2026, il Consiglio federale constata che i motivi che hanno portato una parte dei cittadini ad approvare l’iniziativa riguardano soprattutto l’immigrazione e le ripercussioni della crescita della popolazione.
Rileva inoltre che circa l’otto per cento degli stranieri immigrati in Svizzera tra il 2014 e il 2023 e che vi soggiornavano ancora a fine 2024 era giunto come richiedente l’asilo e che un altro sei per cento era costituito da persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina. La percentuale di richiedenti l’asilo rispetto al totale degli immigrati è pertanto esigua (cfr. la risposta del Consiglio federale all’interpellanza 26.3263 Gaillard Benoît «Eventuale attuazione dell'Iniziativa per la sostenibilità»). Come indicato prima della votazione, il mercato del lavoro è il principale motore dell’immigrazione.
Per quanto riguarda le sfide nel settore dell’asilo, la Confederazione le affronta attivamente nel quadro della strategia in materia d’asilo in stretta collaborazione con i Cantoni e i Comuni.
Il ricongiungimento familiare al di fuori dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Unione europea (ALC; RS 0.142.112.681) sottostà già a regole restrittive. Una riduzione drastica sarebbe difficilmente applicabile senza violare i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione federale (Cost.; RS 101) e dal diritto internazionale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
