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26.3815MozioneUVEKpendente

Trasparenza sull'uso dell'intelligenza artificiale nelle campagne politiche

depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)

Politica nazionaleMedia e comunicazione

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento le modifiche legislative necessarie affinché i contenuti politici generati o manipolati mediante intelligenza artificiale utilizzati nel quadro di campagne elettorali o votazioni popolari siano chiaramente identificabili come tali.

La normativa dovrà in particolare disciplinare:

• l’obbligo di indicare in modo chiaro e facilmente riconoscibile quando immagini, video o registrazioni audio sono stati generati o modificati mediante strumenti di intelligenza artificiale;

• il campo di applicazione della misura, tenendo conto del principio di proporzionalità;

• le modalità di controllo e di attuazione.

L’intelligenza artificiale permette oggi di creare immagini, video e registrazioni audio estremamente realistici. Questi strumenti stanno rapidamente entrando nella comunicazione politica e saranno sempre più utilizzati nelle campagne elettorali e nelle votazioni popolari.

L’utilizzo di tali tecnologie non è di per sé problematico. Esse possono offrire nuove opportunità di comunicazione e partecipazione politica. Tuttavia, quando contenuti generati o manipolati artificialmente vengono presentati senza alcuna indicazione, diventa sempre più difficile distinguere tra realtà e simulazione.

La libera formazione dell’opinione e l’esercizio dei diritti politici presuppongono che cittadine e cittadini dispongano delle informazioni necessarie per valutare correttamente i messaggi politici ai quali sono esposti.

L’obiettivo della presente mozione non è limitare la libertà di espressione né vietare l’impiego dell’intelligenza artificiale nella comunicazione politica. Si tratta esclusivamente di garantire trasparenza.

Chi partecipa a una votazione o a un’elezione deve poter sapere se un’immagine, un video o una registrazione audio rappresentano fatti realmente accaduti oppure sono stati generati o modificati mediante strumenti di intelligenza artificiale.

La trasparenza rafforza la fiducia nelle istituzioni democratiche e contribuisce a preservare la qualità del dibattito pubblico nell’era digitale.

Il Consiglio federale è consapevole delle sfide poste dall’intelligenza artificiale (IA) in materia di libertà d’espressione e di formazione democratica dell’opinione.

Le questioni sollevate dalla mozione sono strettamente collegate ad altri interventi parlamentari, ossia le mozioni Klopfenstein Broggini 26.3864 «Impedire il finanziamento dall’estero della pubblicità politica volta a influenzare le votazioni e le elezioni svizzere», Mahaim 26.40002 «Uso dell’IA nelle campagne di voto ed elettorali: agire per salvaguardare la democrazia svizzera» e Weichelt 26.4001 «Maggiore trasparenza nella pubblicità politica online». Sebbene trattino questioni diverse, questi interventi riguardano tutti la comunicazione politica digitale. Quanto ai postulati Gapany 26.3658 e Feller 26.3659, anch’essi vertono sui rischi dell’IA per il funzionamento delle istituzioni democratiche, ma hanno una portata più ampia.

La trasparenza riveste particolare importanza nel quadro dei lavori volti a regolamentare l’intelligenza artificiale in Svizzera. È in elaborazione un avamprogetto teso ad attuare la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’IA che definirà le misure legislative necessarie, in particolare nei settori della trasparenza e della sorveglianza menzionati nella mozione. In questo contesto si terrà conto delle sfide legate alla formazione democratica dell’opinione pubblica.

L’avamprogetto di legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (AP-LPCom) prevede requisiti di trasparenza volti a tutelare la libertà d’informazione e di opinione. I fornitori di piattaforme di comunicazione e motori di ricerca di dimensioni molto grandi devono contrassegnare la pubblicità, istituire un registro pubblicitario e riferire in merito ai rischi sistemici dei loro servizi. La pubblicità politica e i rischi per i processi elettorali e di voto sono inclusi, in quanto fanno parte della formazione dell’opinione pubblica. L’AP-LPCom non impone tuttavia di contrassegnare i contenuti generati dall’IA.

In questo contesto, non sembra opportuno conferire nuovi mandati legislativi che trattino questioni specifiche in maniera isolata. Il Consiglio federale ritiene invece che potrebbe essere opportuno esaminare la necessità d’intervento in un rapporto comune che tratti i diversi problemi sollevati in relazione alla pubblicità politica digitale.

Il Consiglio federale propone pertanto di respingere la mozione. Se la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione nonostante queste riserve, il Governo proporrà alla seconda Camera di trasformarla in un mandato d’esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.