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Il ruolo del settore privato svizzero e della formazione professionale nella cooperazione economica allo sviluppo. Coerenza strategica tra la DSC e la SECO
depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
La cooperazione allo sviluppo ha il difficile compito di aumentare la propria efficacia impiegando risorse più limitate. In questo contesto è fondamentale che la Svizzera sfrutti i propri punti di forza, tra cui una stretta collaborazione con il settore privato. La Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 (Strategia CI 2025–2028) riconosce esplicitamente questo punto, tanto più che le imprese svizzere, in qualità di investitori diretti, danno un contributo significativo allo sviluppo economico dei Paesi in via di sviluppo.
Ciò che salta all’occhio è che il concetto di collaborazione con il settore privato (PSE, Private Sector Engagement) della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) non fa distinzioni basate sulla provenienza degli attori: «In linea di principio, a una cooperazione basata sulla collaborazione con il settore privato possono partecipare attori del settore privato provenienti da tutti i Paesi». Anche i Principi guida relativi al settore privato della DSC non prevedono un approccio sistematico per il coinvolgimento delle imprese svizzere, sebbene la Strategia CI indichi come obiettivo primario la valorizzazione delle competenze svizzere e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) abbia già sviluppato modelli praticabili a tal fine.
A ciò si aggiunge il fatto che nel gennaio del 2025 il Consiglio federale ha deciso che la SECO interrompa il proprio sostegno alla formazione professionale, affidandola di fatto alla DSC. Ciò significa indebolire un settore fondamentale per la Strategia CI, tanto più che così si perde la prospettiva economica della SECO e la questione non viene più considerata nei Paesi prioritari di quest’ultima. La peer review del CAS OCSE datata giugno 2025 raccomanda un coordinamento più stretto tra la DSC e la SECO nella cooperazione con il settore privato.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
• Sarebbe auspicabile che la DSC coinvolgesse sistematicamente le imprese svizzere nella concezione e nella realizzazione di progetti, al fine di rafforzare ulteriormente la «swissness» nella CI e di far confluire le competenze svizzere nei progetti? Quali possibilità intravede il Consiglio federale per promuovere maggiormente questo aspetto, in linea con la Strategia CI?
• Come giustifica il Consiglio federale il ritiro della SECO dalla formazione professionale, nonostante la Svizzera vanti un profilo unico in questo settore e il tema sia esplicitamente richiesto dai partner proprio nei Paesi prioritari della SECO? In che modo tale ritiro è compatibile con gli obiettivi della Strategia CI?
• Il Consiglio federale è disposto a elaborare una strategia trasversale per la cooperazione economica allo sviluppo che coinvolga la DSC, la SECO e la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SBFI) e che garantisca il coinvolgimento del settore privato svizzero, in particolare nel campo della formazione professionale?
Parere del Consiglio federale
1. La valorizzazione delle competenze svizzere nella cooperazione internazionale (CI) è importante per il Consiglio federale. Per questo motivo l’ha prevista nella Strategia CI 2025–2028 (FF 2024 1518). La DSC sta attualmente valutando come rafforzare ulteriormente in futuro la collaborazione con il settore privato svizzero nel campo della formazione professionale. In questo ambito sono state maturate esperienze positive, per esempio in Ucraina. Per il Consiglio federale è importante che le competenze specialistiche svizzere possano essere utilizzate, al di là dell’attività commerciale delle singole imprese, per rafforzare l’efficacia nei Paesi partner. Il coinvolgimento del settore privato svizzero avviene nel rispetto del quadro giuridico vigente. A tale proposito il Consiglio federale rinvia al proprio parere relativo alla mozione della CPE-S 20.3926 «Strategia di collaborazione internazionale. Dare la priorità agli offerenti svizzeri».
2. Il ritiro della SECO dalla formazione professionale va considerato nel contesto dei tagli alla cooperazione bilaterale allo sviluppo decisi dal Parlamento con il preventivo 2025. Il Consiglio federale ha informato in merito nel suo comunicato stampa del 29 gennaio 2025 (www.admin.ch > Media > Comunicati stampa e discorsi). Per attuare i tagli, la SECO ha interrotto i propri progetti di formazione professionale nell’ambito della CI. Questa decisione è stata presa in coordinamento con la DSC, che ha assunto la competenza esclusiva per questo settore tematico.
3. Per la cooperazione allo sviluppo è attualmente determinante la Strategia CI 2025–2028 in vigore, che consente anche la collaborazione con altri uffici dell’Amministrazione federale. Questa possibilità è contemplata anche nella successiva Strategia CI 2029–2032, di cui il Consiglio federale ha fissato i parametri di riferimento il 24 giugno 2026 prevedendo una ripartizione delle competenze tra la SECO e la DSC secondo il principio «un Paese, un ufficio». Nella strategia in questione è inoltre previsto un rafforzamento della collaborazione con il settore privato. Per maggiori informazioni, il Consiglio federale rinvia al comunicato stampa del 24 giugno 2026 (www.admin.ch > Media > Comunicati stampa e discorsi). Il prossimo messaggio concernente la CI sarà presumibilmente posto in consultazione nel 2027 e sottoposto al Parlamento nel 2028.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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