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Parlamento / Oggetti / 26.3846

26.3846InterpellanzaUVEKpendente

In che misura il Consiglio federale, che autorizza l'impiego delle PFAS, è responsabile nei confronti di Cantoni, Comuni e contribuenti?

depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (19.08.2026)

AmbienteAgricolturaSalute

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

In risposta alla mia domanda 26.7595 il Consiglio federale scrive di essere consapevole del problema dell’esposizione, in riferimento alla crisi delle PFAS e alle sfide che ne derivano per i Cantoni, i Comuni e i privati.

Stando al rapporto in adempimento del postulato Moser 22.4585 il Consiglio federale intende elaborare un piano d’azione per ridurre quanto più possibile l’esposizione degli esseri umani e dell’ambiente alle PFAS e ad altre sostanze persistenti e per evitare di aumentare ulteriormente i livelli di esposizione attuali. Il Consiglio federale intende pubblicare il piano d’azione entro la fine del 2027 (26.7491).

Nel rapporto in adempimento del postulato il Consiglio federale scrive che per l’elaborazione del piano d’azione e la relativa attuazione non saranno necessarie risorse aggiuntive e che a medio-lungo termine l’attuazione del piano d’azione consentirà di ottenere risparmi sui costi della salute e di risanamento in relazione alle PFAS, o quantomeno ne conterrà l’aumento.

Nel frattempo, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha classificato l’acido trifluoroacetico (TFA) come sostanza presumibilmente tossica per la riproduzione umana . Secondo il Consiglio federale il TFA si trova in tutte le acque sotterranee svizzere, con concentrazioni da 100 a 1000 volte superiori rispetto alle altre PFAS.

• Anche il Consiglio federale ritiene che, a seguito della classificazione del TFA come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 1B, le sfide e gli oneri finanziari in relazione alle PFAS potrebbero moltiplicarsi per molti Cantoni e Comuni, specialmente per i loro fornitori d’acqua (come per il clorotalonil)? Se sì, quali sarebbero le conseguenze concrete? Se no, cosa ne pensa e perché?

• In che misura il Consiglio federale, che autorizza l’impiego delle PFAS a condizione che queste non abbiano effetti negativi sulla popolazione,

si ritiene responsabile di questa crisi?

• Il Consiglio federale ritiene di dover rivedere la propria politica in materia di autorizzazioni? Se sì, in che misura ed entro quando? Se no, perché?

• In che modo il Consiglio federale intende ridurre concretamente l’esposizione degli esseri umani e dell’ambiente alle PFAS e ad altre sostanze problematiche, evitando nel contempo un ulteriore aumento degli attuali livelli di esposizione, se nel suo rapporto scrive che per l’elaborazione del piano d’azione e la relativa attuazione non saranno necessarie risorse aggiuntive, in particolare alla luce delle attuali esigenze di sgravio del bilancio della Confederazione?

1. La classificazione proposta dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) dell’acido trifluoroacetico (TFA) come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 1B non ha conseguenze immediate su Cantoni, Comuni o fornitori d’acqua. La Confederazione segue con attenzione i lavori in corso correlati al TFA nell’Unione europea (UE). In base ai risultati e conformemente agli eventuali adeguamenti normativi nell’UE, esaminerà la necessità di introdurre in Svizzera un valore massimo per il TFA nell’acqua potabile. I fornitori d’acqua dovrebbero sostenere costi supplementari se non fosse possibile rispettare tale valore massimo nell’acqua potabile. Nel rapporto del 29 gennaio 2025 in adempimento del postulato 20.4087 Clivaz Christophe «Inquinamento dell’acqua potabile con il clorotalonil. Come risolvere il problema e come finanziare i lavori di risanamento necessari?» è stata stimata, oltre all’eliminazione del clorotalonil, anche una variante per eliminare 20 PFAS. L’eliminazione di tali sostanze rappresenta una grande sfida; le PFAS dovranno essere eliminate solo se viene superato il valore massimo e se non è possibile adottare altre misure. Il rapporto menzionato in precedenza giunge alla conclusione che il sistema attuale di responsabilità e finanziamento tra fornitori di acqua, Comuni, Cantone e Confederazione debba essere mantenuto. Tale considerazione vale anche per le sfide legate al TFA.

2–4. Il Consiglio federale riconosce che l’inquinamento da PFAS rappresenta una sfida per Comuni, Cantoni e privati. Punta in particolare sulla riduzione delle PFAS alla fonte e a misure mirate di sostegno agli attori interessati. Al contempo, la Svizzera si allinea alle disposizioni internazionali, in particolare a quelle europee, al fine di garantire soluzioni efficaci ed economicamente sopportabili.

Il Consiglio federale ha già disciplinato le PFAS ritenute attualmente più preoccupanti nell’ordinanza del 18 maggio 2005 concernente la riduzione dei rischi nell’utilizzazione di determinate sostanze, preparati e oggetti particolarmente pericolosi (ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici, ORRPChim; RS 814.81). Deciderà in merito ad altre limitazioni probabilmente alla fine del 2026 nel quadro del pacchetto di ordinanze in materia ambientale dell’autunno 2026. Inoltre, a livello di UE è in corso una limitazione esaustiva delle PFAS che potrebbe entrare in vigore nel 2027. Il Consiglio federale ne valuterà il recepimento a tempo debito.

Per le PFAS non vietate ai sensi dell’ORRPChim valgono in aggiunta i principi del controllo autonomo secondo l’articolo 5 della legge federale del 15 dicembre 2000 sulla protezione contro le sostanze e i preparati pericolosi (legge sui prodotti chimici, LPChim; RS 813.1) e l’articolo 26 della legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (LPAmb; RS 814.01). In base a tali disposizioni, i fabbricanti e gli importatori valutano se le sostanze o i preparati possono mettere in pericolo la vita o la salute degli esseri umani o minacciare l’ambiente.

Il Consiglio federale vuole inoltre lanciare un piano d’azione per ridurre l’esposizione degli esseri umani e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti, in particolare alle PFAS. In tal senso ha incaricato il DATEC di presentare tale piano d’azione entro la fine del 2027. Come indicato nel rapporto in adempimento del postulato 22.4585 Moser «Piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti», tenuto conto dei mezzi limitati disponibili, la Confederazione e i Cantoni devono fissare priorità e adottare in primo luogo le misure contro i prodotti chimici persistenti che riducono in misura maggiore i rischi per l’uomo e l’economia.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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