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Utilizzare la distribuzione degli utili e la distribuzione eccezionale della BNS per finanziare una politica di sicurezza integrale
depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (09.09.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare legge e Costituzione in modo che, in futuro, la Banca nazionale Svizzera (BNS) debba mirare a detenere un capitale proprio compreso tra il 10 e il 15 per cento. In tal modo non dovrà costituire ulteriore capitale proprio e potrà distribuire una quota maggiore degli utili. La parte del capitale proprio che supera il valore target superiore del 15 per cento deve essere versata alla Confederazione sotto forma di distribuzione eccezionale una tantum. I mezzi supplementari a disposizione della Confederazione devono confluire in un fondo che permetta di contrarre debiti e destinato al finanziamento di una politica di sicurezza integrale, con una durata di almeno dieci anni.
Per utilizzare i mezzi del fondo occorre definire le seguenti priorità: colmare la lacuna creatasi in relazione al finanziamento delle spese per l’esercito in seguito alla decisione del Parlamento di fissarne l’obiettivo di crescita all’1 per cento del PIL; attribuire internamente un ordine di priorità per gli acquisti, compresi piani di rinuncia per l’esercito, sulla base dell’analisi delle minacce elaborata nella strategia in materia di politica di sicurezza 2026; mettere a disposizione mezzi per effettuare gli investimenti necessari nell’ambito civile della sicurezza; predisporre mezzi per garantire una quota di aiuto pubblico allo sviluppo (APS) pari ad almeno lo 0,7 per cento del reddito nazionale lordo (RNL); accelerare le cooperazioni in materia di politica di sicurezza con i partner europei ed effettuare almeno il 90 per cento del volume degli acquisti di armamenti in Stati europei.
Motivazione
La politica di sicurezza deve essere concepita in modo più ampio. È pertanto imperativo tener conto della cooperazione internazionale. La Svizzera deve finalmente raggiungere l’obiettivo di una quota APS dello 0,7 per cento del RNL sancito negli accordi internazionali.
Il capitale proprio della BNS è costituito principalmente da utili non distribuiti e a fine 2025 ammontava a 166,5 miliardi, ossia al 18,6 per cento. Una quota di capitale proprio del 10–15 per cento è tuttavia sufficientemente elevata (una banca centrale potrebbe operare persino con un capitale proprio negativo). Se non occorre costituire ulteriore capitale proprio, è realistico prevedere la possibilità di una distribuzione annua degli utili pari a 9–12 miliardi, di cui 3–4 miliardi a favore della Confederazione. La distribuzione massima convenuta attualmente è pari a 2 miliardi; l’importo eccedente deve confluire in un fondo (1–2 mia.), fintantoché questo esisterà, così come avviene nel caso della distribuzione straordinaria una tantum a favore della Confederazione (stato fine 2025: 3,6 % o ca. 32 mia.). Quanto precede deve essere disciplinato nella Costituzione in una disposizione transitoria, poiché altrimenti ai Cantoni spetterebbero almeno i 2/3 della distribuzione degli utili. In futuro, grazie alla definizione dell’obiettivo relativo al capitale proprio a livello costituzionale, anche i Cantoni riceveranno una quota maggiore.
Parere del Consiglio federale
Come già indicato dal Consiglio federale in precedenti risposte a interventi (ad es. domanda 24.7620 depositata da Andrey sul capitale proprio della BNS), dal punto di vista economico non esiste alcun valore esatto per determinare il livello adeguato di capitale proprio della BNS. La dotazione di capitale proprio necessaria per una banca centrale dipende da diversi fattori, tra cui il volume di bilancio, i rischi di bilancio, la considerazione del contesto in base ai rischi e l’apertura economica del rispettivo Paese. A fine 2025, dopo la destinazione dell’utile, il capitale proprio della BNS ammontava a 162,5 miliardi di franchi, pari al 18,6 per cento del totale di bilancio. La dotazione di capitale è quindi aumentata significativamente rispetto al minimo raggiunto nel 2023 (fr. 62,6 mia., pari al 7,9%).
Gli accantonamenti per le riserve valutarie (in breve: accantonamenti) sono una componente del capitale proprio della BNS. La BNS costituisce accantonamenti che le consentano di mantenere le riserve monetarie al livello richiesto dalla politica monetaria. Con tali accantonamenti la BNS affronta i rischi inerenti alle riserve valutarie. Questi rischi possono variare a seconda della composizione del bilancio e della situazione di mercato. La definizione di quote di capitale proprio fisse o di fasce di valori possono far sì che, una volta raggiunta la quota obiettivo, la BNS non sia più in grado di tenere adeguatamente conto di un aumento dei rischi di bilancio, che richiederebbe una quota di capitale proprio più elevata, poiché la quota di capitale proprio limita la costituzione di accantonamenti. Viceversa, in presenza di rischi di bilancio in calo, tali quote possono creare falsi incentivi, inducendo la BNS a costituire capitale proprio in misura eccessiva fino al raggiungimento della quota obiettivo. La proposta di definire una quota di capitale proprio compresa tra il 10 e 15 per cento va quindi respinta.
Per evitare che gli accantonamenti superino un livello economicamente ragionevole, la LBN prevede che nella costituzione di tali accantonamenti, la BNS debba orientarsi all’evoluzione dell’economia svizzera (art. 30 cpv. 1 LBN) e che il volume degli accantonamenti debba essere approvato dal Consiglio di banca, di cui fanno parte anche rappresentanti dei Cantoni e delle grandi associazioni economiche (art. 42 cpv. 2 lett. d LBN). La BNS verifica regolarmente la costituzione degli accantonamenti alla luce dell’evoluzione del bilancio e dei rischi e, se necessario, la adegua. Se la BNS costituisse accantonamenti superiori al livello richiesto dalla politica monetaria, ciò avverrebbe a discapito delle distribuzioni di utile alla Confederazione e ai Cantoni. Un simile approccio potrebbe limitare inutilmente il suo margine di manovra politico-finanziario e generare potenziali costi per l’economia nazionale.
Inoltre, il Consiglio federale ha la possibilità di integrare gli interessi della collettività nell’ambito dell’approvazione del rapporto finanziario (art. 7 cpv. 1 LBN; 02.050, bollettino ufficiale 2003 N 1284). Infine, nelle trattative in corso riguardanti la nuova convenzione sulla distribuzione dell’utile, il DFF si adopera affinché la BNS renda pubblici in modo trasparente i propri criteri per la determinazione del livello adeguato di fondi propri e affinché la Confederazione e i Cantoni ricevano una quota ragionevole degli utili.
Secondo l’autrice della mozione, la parte di capitale proprio che supera la quota obiettivo del 15 per cento dovrebbe essere versata alla Confederazione sotto forma di distribuzione eccezionale una tantum. Una disposizione di questo tipo violerebbe la chiave di ripartizione sancita nella Costituzione secondo cui almeno due terzi dell’utile della BNS spetta ai Cantoni, e di conseguenza richiederebbe una modifica costituzionale, come indicato anche dalla stessa autrice nella motivazione della mozione. È tuttavia lecito presupporre che i Cantoni non accetterebbero una simile violazione dei loro diritti e si opporrebbero a una modifica costituzionale.
Per quanto riguarda il finanziamento delle uscite per l’esercito, il 12 agosto 2026 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente il finanziamento delle uscite per l’armamento dell’esercito mediante un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), sottoponendolo all’attenzione del Parlamento. Il progetto prevede un aumento temporaneo dell'IVA e la creazione di un Fondo per gli armamenti in grado di contrarre debiti, al fine di rafforzare la sicurezza e la capacità di difesa della Svizzera. I fondi supplementari sono destinati a finanziare ulteriori acquisti di armamenti; gli obiettivi di aumentare le uscite per l’esercito all’1 per cento del PIL e di rafforzare, in funzione del fabbisogno, gli uffici federali civili rilevanti per la sicurezza (in particolare l’Ufficio federale della protezione della popolazione, il Servizio delle attività informative della Confederazione, fedpol e l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini) sono finanziati tramite il bilancio ordinario della Confederazione. Anche un eventuale aumento duraturo dei fondi destinati alla cooperazione internazionale dovrebbe essere finanziato tramite il bilancio della Confederazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
