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Diritto internazionale umanitario e sicurezza. Garantire al CICR l'accesso alle persone private della libertà

depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (09.09.2026)

Diritto internazionale

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Il Consiglio federale è incaricato di intensificare e coordinare le proprie iniziative diplomatiche, a livello bilaterale e nei confronti delle parti coinvolte in conflitti armati internazionali, per promuovere il rispetto degli obblighi derivanti dalle Convenzioni di Ginevra e appoggiare l’accesso del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) a tutte le persone private della libertà, sia che si tratti di prigionieri di guerra che di internati civili. Dovrà agire nel quadro della propria politica umanitaria, dei propri buoni uffici e del proprio impegno a favore del diritto internazionale umanitario, con imparzialità e indipendentemente dalle parti e dai conflitti in questione. Dovrà inoltre riferire periodicamente al Parlamento in merito alle iniziative intraprese e al loro contributo al rispetto del diritto internazionale umanitario.

Dopo decenni di conflitti soprattutto interni, il mondo sta assistendo a una recrudescenza dei conflitti armati internazionali. Le Convenzioni di Ginevra stabiliscono che il CICR possa visitare sia i prigionieri di guerra (III Convenzione) sia gli internati civili (IV Convenzione), ovvero persone private della loro libertà pur non essendo combattenti. Queste visite non sono né un gesto politico né un favore: derivano dagli obblighi degli Stati parte, a prescindere dal riconoscimento di uno stato di guerra e dallo status delle persone detenute.

Il rispetto di tale obbligo viene oggi ostacolato. In Medio Oriente, il CICR non ha potuto visitare né gli ostaggi israeliani trattenuti a Gaza prima del loro rilascio, né i detenuti palestinesi attualmente in Israele. Sebbene il 3 giugno 2026 la Corte suprema israeliana abbia annullato il divieto di visite, la loro effettiva ripresa non è garantita. Per quanto riguarda il conflitto tra Russia e Ucraina, nell’aprile del 2026 il CICR non aveva ancora accesso a tutti i prigionieri di guerra e internati civili.

Di fronte al moltiplicarsi delle crisi geopolitiche, la comunità internazionale si sta mobilitando. L’iniziativa mondiale per il diritto internazionale umanitario, lanciata nel 2024, riunisce circa un centinaio di Stati e culminerà alla fine del 2026 con una conferenza in Giordania. In un contesto caratterizzato da un numero crescente di conflitti, le regole della guerra vengono sempre meno osservate. Farle rispettare significa non solo proteggere delle vite, ma anche consolidare l’architettura della sicurezza internazionale. La Svizzera, grazie alla sua neutralità, ai suoi buoni uffici e alla sua posizione nel cuore della Ginevra umanitaria, svolge in questo ambito un ruolo unico, che deve riaffermare.

Sulla base delle Convenzioni di Ginevra, la comunità internazionale ha incaricato il CICR di aiutare e proteggere le vittime di conflitti armati. Secondo tali Convenzioni, gli Stati coinvolti in conflitti armati hanno l’obbligo di garantire al CICR un accesso regolare alle persone tenute prigioniere al fine di controllare le condizioni di detenzione e di ripristinare il contatto con le famiglie. Inoltre, devono essere trasmessi al CICR i dati personali delle persone in questione. Il Consiglio federale è preoccupato del fatto che, in vari conflitti, il CICR abbia solo un accesso limitato alle persone prigioniere. La Svizzera si impegna affinché il CICR possa adempiere il mandato specifico conferitogli dagli Stati.

Di concerto con il CICR e nell’ambito dei suoi colloqui bilaterali, la Svizzera ricorda regolarmente alle parti in conflitto il loro obbligo di garantire tale accesso. Ciò vale sia per il conflitto in Medio Oriente sia per la guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina. Inoltre, dal 2023 la Svizzera contribuisce al finanziamento dell’ufficio del Servizio di ricerca del CICR istituito nel 2022 per il conflitto armato internazionale tra la Federazione Russa e l’Ucraina e voluto da entrambe le parti.

La Svizzera sostiene l’«Iniziativa globale volta a rilanciare l’impegno politico a favore del diritto internazionale umanitario», lanciata congiuntamente dal CICR e da sei Stati nel settembre del 2024. Tale iniziativa fa eco all’appello lanciato dalla Svizzera, in occasione del 75° anniversario delle Convenzioni di Ginevra nello stesso anno, volto a fare del diritto internazionale umanitario (DIU) una priorità politica. I risultati di questa iniziativa saranno presentati al «Global IHL Dialogue», co-organizzato dalla Svizzera e in programma a Ginevra il 3 e il 4 novembre 2026. L’incontro contribuirà inoltre a rafforzare l’impegno politico a favore della loro attuazione.

In linea con la Strategia di politica estera 2024–2027 (www.dfae.admin.ch/it > Politica estera > Strategie e principi fondamentali) il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si adopera quindi tanto sul piano bilaterale quanto su quello multilaterale a favore del DIU, informando pubblicamente tramite vari canali e riferendo regolarmente e in modo esaustivo al Parlamento, in particolare attraverso le commissioni competenti. Il Consiglio federale ritiene pertanto che la mozione sia adempiuta.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.