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26.3879MozioneWBFpendente

IA, protezione della salute e riduzione del tempo di lavoro

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

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La legge sul lavoro e le relative ordinanze vanno modificate per tutelare la salute dei lavoratori nei contesti in cui l’intelligenza artificiale (IA) è integrata nell’organizzazione del lavoro. Il datore di lavoro dovrà fare in modo che il ritmo accelerato che ne deriva sia compensato da una riduzione del tempo di lavoro. L’introduzione dell’IA nei processi lavorativi deve essere concepita in modo da garantire la tutela della salute e della personalità dei lavoratori. Deve essere accompagnata da un piano incentrato sulla sicurezza sul lavoro e sulla protezione della salute, concepito insieme ai lavoratori coinvolti e alle rispettive organizzazioni sindacali, e la cui attuazione dovrà essere sottoposta a un controllo rigoroso.

L’uso dell’intelligenza artificiale nei servizi e nelle aziende intensifica i ritmi lavorativi. Costituisce una minaccia per la salute dei lavoratori, in particolare aumentando lo stress e i rischi psicosociali.

Lo sviluppo della meccanizzazione ha portato all’adozione della legge sul lavoro.

La riorganizzazione dei processi lavorativi attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale deve comportare anche un adeguamento delle norme di protezione.

L’intensificazione del lavoro va pertanto compensata da periodi di riposo supplementari, sotto forma di riduzione del tempo di lavoro, senza conseguenze sulla retribuzione.

Va sottolineato che si prevede un effetto positivo sul tasso di disoccupazione legato a questa misura.

Dall’entrata in vigore della legge sul lavoro (LL; RS 822.11) la realtà del mondo del lavoro è cambiata (cfr. risposta del Consiglio federale alla mozione 26.3344). Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi dell’intelligenza artificiale (IA) e le relative conseguenze, in particolare per quanto riguarda le condizioni di lavoro. In questo contesto, emerge che le ripercussioni dell’IA possono variare considerevolmente da una professione all’altra. Il prossimo rapporto della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) sul monitoraggio delle conseguenze della digitalizzazione sul mercato del lavoro è previsto per il 2027. Uno dei temi trattati sarà l’impatto dell’IA sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro, e verrà valutata la necessità di intervenire (cfr. parere del Consiglio federale sul postulato 24.4120).

La LL e le relative ordinanze consentono già di tutelare la salute dei lavoratori interessati da nuove forme di organizzazione del lavoro, in particolare da quelle che utilizzano l’IA: l’articolo 6 LL prevede che, a tutela della salute dei lavoratori, il datore di lavoro debba prendere tutti i provvedimenti, che l’esperienza ha dimostrato necessari, realizzabili secondo lo stato della tecnica e adeguati alle condizioni d’esercizio. In particolare, deve ordinare il lavoro in modo da preservare il più possibile i lavoratori dagli spossamenti.

Per salvaguardare e migliorare la salute fisica e psichica dei lavoratori, il datore di lavoro deve in particolare provvedere affinché il lavoro sia organizzato in modo adeguato (cfr. art. 2 LL 3; RS 822.113). Può scegliere liberamente le misure da adottare per garantire la protezione della salute dei lavoratori, purché tali misure consentano di raggiungere l’obiettivo prefissato. Di conseguenza, il datore di lavoro può già concedere periodi di riposo supplementari per compensare le ripercussioni dell’IA sui processi lavorativi. Inoltre, i lavoratori o la loro rappresentanza nell’azienda hanno il diritto di essere consultati sulle questioni relative alla protezione della salute, all’organizzazione del lavoro e alla pianificazione della griglia oraria (cfr. art. 48 LL).

L’introduzione dell’IA nei processi lavorativi non deve compromettere la salute dei lavoratori. Gli obblighi previsti dalla LL e dalle relative ordinanze elencati in precedenza si applicano già oggi anche alle nuove forme di organizzazione del lavoro in cui viene impiegata questa tecnologia. Di conseguenza, non è necessaria una modifica delle basi legali menzionate come proposto dalla mozione.

Inoltre, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è stato incaricato di elaborare un avamprogetto volto ad attuare la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale, in particolare per quanto riguarda le questioni relative alla trasparenza, alla protezione dei dati, alla non discriminazione e alla sorveglianza. In particolare, misure in materia di trasparenza potrebbero avere ripercussioni anche sul mondo del lavoro, ma è ancora troppo presto per illustrarle nel dettaglio.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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