Parlamento / Oggetti / 26.3885
Il TFA compromette la fertilità e danneggia il feto. Quali misure intende adottare il Consiglio federale?
depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (09.09.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Il comitato per la valutazione dei rischi dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha classificato l’acido trifluoroacetico (TFA) come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 1B. Si sospetta che possa compromettere la fertilità e causare danni al feto. La Commissione europea deve ancora confermare formalmente la decisione, ma le basi scientifiche sono state definite.
Il TFA si forma come prodotto di degradazione dei prodotti fitosanitari contenenti PFAS, dei prodotti refrigeranti fluorurati e di altri composti alogenati. È estremamente solubile in acqua, non è biodegradabile e si accumula nelle acque sotterranee. Non è possibile filtrarlo né neutralizzarlo. Nella sua risposta alla mia domanda 26.7568, il Consiglio federale ha affermato che il TFA è la sostanza chimica artificiale più diffusa nelle acque sotterranee della Svizzera. L’UFAM ha rilevato che in oltre il 60 per cento delle stazioni di misurazione NAQUA situate in zone agricole le concentrazioni sono comprese tra 1 e 5 µg/l.
In breve, il TFA è già presente ovunque e quanto viene immesso ora nell’ambiente vi rimarrà.
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
• Quali effetti sulla riproduzione e sul feto sono stati attestati dall’ECHA nel caso del TFA? Condivide questa valutazione? In caso contrario: su quali evidenze scientifiche basa la sua posizione?
• Alla luce della classificazione come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 1B, quali misure concrete intende adottare, in applicazione del principio costituzionale di precauzione, in attesa che l’UE proceda all’attuazione?
• In che modo la popolazione può attualmente proteggersi dal TFA? Chi ha la responsabilità di ridurre l’esposizione, e in che modo?
• I bambini nati da madri che sono state fortemente esposte al TFA presentano valori più alti di TFA alla nascita? In assenza di dati, a chi compete la loro raccolta?
• Prevede effetti negativi sulla salute delle generazioni future a causa dell’elevata esposizione al TFA? Le persone che vivono nelle zone agricole sono maggiormente interessate dal problema?
Parere del Consiglio federale
1. e 2. Nel giugno del 2026, sulla base della valutazione del suo comitato di valutazione dei rischi (CVR), l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha classificato l’acido trifluoroacetico (TFA) come tossico per la riproduzione (categoria 1B). Ciò significa che il TFA può nuocere al feto e compromettere la fertilità. La sostanza è stata inoltre classificata come persistente, molto mobile e tossica, vale a dire che permane a lungo e si diffonde facilmente nell’ambiente. La raccomandazione del CVR non è ancora giuridicamente vincolante. Spetta ora alla Commissione europea decidere in merito alla classificazione definitiva, che diventerà successivamente vincolante nell’UE.
Il Consiglio federale non intende adottare misure indipendenti da quelle dell’UE, poiché il diritto svizzero sui prodotti chimici è ampiamente armonizzato con quello dell’UE. Tuttavia, le misure necessarie verranno immediatamente adottate non appena nell’UE sarà stata decisa la classificazione giuridicamente vincolante (v. risposta 3).
3. L’ECHA ha proceduto a una classificazione basata sul pericolo. Entro la fine dell’anno, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) concluderà la sua valutazione dei rischi concreti per la salute umana connessi all’assunzione del TFA tramite derrate alimentari e acqua potabile. Definirà quindi a partire da quale livello di esposizione sussiste un rischio per la salute. Inoltre, l’EFSA sta analizzando la presenza del TFA in derrate alimentari e la sua assunzione tramite alimenti e acqua. Su queste basi stabilirà opportune misure per la gestione dei rischi, al fine di ridurre al minimo i potenziali rischi per la salute. Al momento le consumatrici e i consumatori non devono adottare misure specifiche, poiché, secondo le conoscenze attuali, le concentrazioni di TFA rilevate non destano preoccupazione (v. risposta 4 e 5).
4. e 5. Come affermato nella sua risposta all’interpellanza Stämpfli 26.3862 «TFA nell’acqua potabile. Quali sono le conseguenze della classificazione dell’ECHA secondo il Consiglio federale?», in base allo stato attuale delle conoscenze tossicologiche le concentrazioni di TFA misurate nell’acqua potabile non vanno classificate come dannose per la salute. La dose giornaliera ammissibile (DGA), fissata attualmente dall’EFSA sulla base di dati tossicologici a 0,05 mg per kg di peso corporeo e giorno, sarà ridotta a 0,03 mg nell’ambito della rivalutazione in corso. Dalle concentrazioni di TFA misurate nelle acque sotterranee e nell’acqua potabile risulta che in Svizzera l’esposizione tramite l’acqua potabile è nettamente inferiore alla DGA, anche nelle regioni maggiormente contaminate.
L’Ufficio federale della sanità pubblica esamina attualmente campioni di urina prelevati nell’ambito della fase pilota dello Studio svizzero sulla salute nei Cantoni di Berna e Vaud, al fine di disporre di una migliore base di dati per ulteriori valutazioni. I campioni provengono esclusivamente da persone adulte. Si prevede che i risultati saranno disponibili nel 2027. Ad oggi non sono state condotte misurazioni su neonati e non ne sono previste.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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