I contenuti sono tradotti automaticamente dal tedesco e non sono stati verificati; fa fede l’originale tedesco. Le citazioni delle fonti sono riportate nella lingua originale.

Parlamento / Oggetti / 26.3887

26.3887InterpellanzaWBFpendente

Immigrazione elevata nei settori ad alto tasso di disoccupazione

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio degli StatiLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

Occupazione e lavoroMigrazione

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Secondo la «Statistica annuale sull’immigrazione 2025» della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), da gennaio a dicembre dello scorso anno sono immigrate in Svizzera 93 086 persone con attività lucrativa. Di queste, 30 000 persone, e cioè il 31,9 %, ossia circa un terzo di tutte le persone immigrate nel Paese per svolgere un’attività lucrativa, hanno trovato lavoro nel settore economico «Banche, informatica e consulenza».

Il 7 maggio 2026 la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha pubblicato il rapporto intitolato «La situazione sul mercato del lavoro aprile 2026», secondo il quale alla fine di aprile 2026:

• i disoccupati nel settore «Informazione e comunicazione», in particolare «Informatica», erano 6524, il che corrisponde a un aumento del 13,5 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;

• i disoccupati nel settore «Attività finanziarie e assicurative» erano 8142, il che corrisponde a un aumento del 17,4 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il fatto che i settori informatico e finanziario continuino ad attrarre lavoratori dall’estero, pur registrando un aumento della disoccupazione, non giova all’immagine della nostra economia. È evidente che quest’ultima non si impegna abbastanza per sfruttare il potenziale nazionale, prediligendo troppo spesso i candidati stranieri a quelli svizzeri.

In tale contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

• Cosa intende fare, coinvolgendo eventualmente gli attori economici, per mettere maggiormente a frutto il potenziale della manodopera svizzera e ridurre l’immigrazione nei settori colpiti da un aumento della disoccupazione?

• Quali adeguamenti legislativi potrebbero concorrere al raggiungimento di questo obiettivo?

1/2. Nel contesto internazionale, la Svizzera si distingue per un elevato tasso di occupazione e una struttura del mercato del lavoro che mantiene bassa la disoccupazione. Per quanto riguarda l’immigrazione di manodopera in Svizzera, questa è strettamente legata alle esigenze del mercato del lavoro elvetico. È quanto emerge dal 22° rapporto di quest’anno dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE, che analizza regolarmente le ripercussioni dell’immigrazione sul mercato del lavoro.

Nell’ambito del rapporto «Cause e conseguenze della carenza di manodopera» del 22 aprile 2026 in adempimento dei postulati Müller Leo 23.3380 e Paganini Nicolò 23.4094, il Consiglio federale ha recentemente analizzato in modo approfondito eventuali misure volte allo sfruttamento del potenziale di forza lavoro in diversi campi di attività. È per esempio emerso che, a livello nazionale, il servizio pubblico di collocamento contribuisce in modo decisivo, assistendo le persone in cerca d’impiego nel reinserimento nel mercato del lavoro attraverso servizi di consulenza e collocamento nonché attraverso un impiego mirato dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro. La «Strategia SPC 2030» promuove il miglioramento della politica attiva del mercato del lavoro attraverso progetti e misure nell’ambito delle strutture ordinarie; perfeziona inoltre la consulenza offerta alle persone in cerca d’impiego e modernizza il processo di reclutamento per i datori di lavoro in cerca di personale. Inoltre, l’obbligo di annuncio dei posti vacanti impone ai datori di lavoro di segnalare all’Ufficio regionale di collocamento (URC) competente, prima della pubblicazione, i posti vacanti per le categorie professionali interessate da un elevato tasso di disoccupazione. In questo modo, le persone in cerca d’impiego iscritte all’URC godono di un vantaggio informativo e, negli ultimi anni, è migliorata la collaborazione tra gli URC e le aziende in cerca di personale. Con l’aumento della disoccupazione cresce anche il numero delle categorie professionali per cui vige l’obbligo di annuncio dei posti vacanti e, di conseguenza, la portata di questo strumento. In questo contesto, anche l’economia contribuisce in modo determinante a valorizzare al meglio il potenziale di forza lavoro nazionale.

Il Consiglio federale intende mettere maggiormente a frutto il potenziale della manodopera svizzera e preservare un mercato del lavoro equilibrato. A tal fine, porta avanti l’attuazione delle misure in corso e di quelle previste. Al momento non ritiene necessario alcun adeguamento legislativo.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.