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26.3910MozioneEJPDpendente

Niente più visti turistici per i cittadini russi

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

EconomiaMigrazione

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Il Consiglio federale è incaricato di adoperarsi a livello europeo e nei negoziati con gli Stati Schengen affinché, per tutta la durata della guerra di aggressione contro l’Ucraina, in tutti gli Stati Schengen vengano inasprite le disposizioni in materia di visti e non vengano più rilasciati visti ai cittadini russi, in particolare ai membri dell’élite politica ed economica, per viaggi non necessari e a fini puramente turistici. Devono restare possibili eccezioni, come ad esempio quelle previste per i membri dell’opposizione in occasione dell’ultimo inasprimento delle disposizioni sui visti. Inoltre, anche la Svizzera non deve più rilasciare questo tipo di visti.

Nel novembre 2015 l’UE ha limitato il rilascio di visti a cittadini russi e ora esige una nuova domanda di visto per ogni ingresso. Mentre la guerra continua senza sosta, diverse centinaia di migliaia di Russi, spesso facoltosi, continuano a trascorrere le vacanze e i fine settimana in Europa – negli stessi Paesi in cui milioni di Ucraini cercano protezione. Al contempo, i numerosi e frequenti ingressi rappresentano un crescente rischio per la sicurezza.

A inizio giugno 11 Stati UE e Schengen hanno indirizzato una lettera all’UE chiedendole di emanare ulteriori restrizioni di viaggio mirate per i cittadini russi. Finora la Svizzera non si è ancora espressa al riguardo. La competenza per il rilascio dei visti spetta ai singoli Stati membri, per cui l’attuazione è poco uniforme. Ciò pregiudica l’efficacia delle misure già adottate in materia di visti, invia segnali contraddittori e indebolisce la solidarietà.

Nel contesto della guerra contro l’Ucraina, il Consiglio federale è in linea di massima favorevole ad adottare un approccio prudente nel trattare le domande di visto presentate da cittadini russi. La Svizzera partecipa alla politica dei visti Schengen, adottando le misure in materia che costituiscono uno sviluppo di Schengen, e, in caso di misure non vincolanti, esamina se e come applicarle anche a livello nazionale. Pertanto, applica anche la restrizione decisa a novembre 2025. In Svizzera, il numero di visti Schengen rilasciati a cittadini russi è diminuito di circa il 40 per cento rispetto al livello pre-COVID (2019), e di circa il 60 per cento per i visti turistici. Nei prossimi mesi il Dipartimento federale di giustizia e polizia esaminerà, in collaborazione con i servizi competenti, le possibilità di applicare criteri più restrittivi nel rilascio di visti turistici nel quadro delle disposizioni Schengen. Una sospensione totale del rilascio dei visti, senza un esame individuale delle domande e senza considerare eventuali eccezioni, non sarebbe tuttavia compatibile con le prescrizioni del codice dei visti. Qualora la mozione fosse accolta dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale si riserva la possibilità di proporre alla seconda Camera di trasformarla in un mandato d’esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.