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26.3911InterpellanzaUVEKpendente

Partecipazione maggioritaria in Swisscom. Politica della sicurezza o distorsione della concorrenza?

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)

Politica di sicurezzaEconomiaMedia e comunicazione

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La valutazione della strategia del proprietario per Swisscom pubblicata nel dicembre 2024 giunge a conclusioni chiare: un’offerta controllata dallo Stato non è necessaria né per il servizio universale né per l’espansione della rete. Inoltre sostiene che la partecipazione maggioritaria della Confederazione nuoce alla neutralità concorrenziale. Il Consiglio federale riconosce questo conflitto di obiettivi, ma non lo risolve. Ha invece deciso di mantenere la partecipazione maggioritaria in Swisscom, adducendo come motivazione interessi di politica della sicurezza. E questo nonostante gli esperti di sicurezza consultati nell’ambito della valutazione abbiano avuto difficoltà a illustrare concretamente in che modo tali interessi siano garantiti attraverso la partecipazione maggioritaria. La valutazione raccomanda pertanto esplicitamente di definire con maggiore precisione gli interessi di politica della sicurezza.

Alla luce di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

• A suo avviso quali prestazioni specifiche di Swisscom sono da ritenersi critiche dal punto di vista della politica della sicurezza e richiedono una partecipazione maggioritaria? Quali esigenze sono meglio garantite in questo modo rispetto a un assetto senza una partecipazione maggioritaria?

• Il Consiglio federale ha precisato gli interessi in materia di politica della sicurezza dopo la raccomandazione formulata nella valutazione? In caso affermativo, con quale risultato? In caso negativo, entro quando è prevista tale precisazione?

• In che misura gli strumenti di gestione alternativi citati nella valutazione, quali legislazione, regolamentazione, vigilanza e rapporto di clientela, non sono sufficienti per tutelare gli interessi di politica della sicurezza senza una partecipazione maggioritaria?

• Quali presupposti dovrebbero essere soddisfatti affinché le prestazioni di Swisscom rilevanti dal punto di vista della politica di sicurezza possano essere oggetto di una gara pubblica? Il Consiglio federale è disposto a creare tali presupposti? In caso negativo, perché no?

• Il Consiglio federale ritiene che una gara pubblica relativa alle prestazioni critiche per la sicurezza sia la soluzione adeguata per risolvere il conflitto di obiettivi tra partecipazione maggioritaria e neutralità concorrenziale? In caso negativo, quali alternative intende adottare per migliorare la neutralità concorrenziale e, al contempo, salvaguardare gli interessi di politica della sicurezza?

• Come si presenta la situazione rispetto a Polycom, nel cui ambito numerose componenti e mandati vengono assegnati tramite gare pubbliche? Perché in questo caso si rinuncia a una partecipazione maggioritaria da parte della Confederazione o dei Cantoni?

1. Con la strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche (strategia PIC), il Consiglio federale ha definito il settore delle telecomunicazioni come infrastruttura critica. Anche i servizi di telecomunicazione di Swisscom rientrano pertanto tra le infrastrutture critiche. Inoltre Swisscom fornisce servizi essenziali alle autorità e organizzazioni attive nel campo del salvataggio e della sicurezza nonché all’esercito. Tra essi figurano, ad esempio, soluzioni per la comunicazione di emergenza.

2. Il Consiglio federale ha precisato gli interessi in materia di politica della sicurezza nei suoi obiettivi strategici per Swisscom (n. 1.2 e 1.5). Esso si attende che Swisscom tenga conto di tali interessi e che, in qualsiasi situazione, contribuisca in modo significativo all’adeguata fornitura di servizi di comunicazione e IT di importanza critica. Si aspetta inoltre che l’impresa disponga di un sistema di gestione della continuità operativa e di un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni.

3./4. Tali questioni sono ampiamente trattate nel capitolo 2.2 del rapporto di valutazione. Grazie alla partecipazione maggioritaria, la Confederazione dispone di alcuni importanti strumenti previsti dal diritto societario per apportare tempestivamente, ad esempio, modifiche nella composizione del consiglio di amministrazione o adeguare lo statuto. In qualità di azionista di minoranza, invece, essa dipenderebbe sempre dal sostegno degli altri azionisti. Anche l’emanazione e l’attuazione degli obiettivi strategici del Consiglio federale necessitano di una partecipazione maggioritaria della Confederazione.

5. A differenza di un azionista privato, i cui obiettivi sono essenzialmente di natura finanziaria, la Confederazione persegue, attraverso le proprie partecipazioni, ulteriori obiettivi legati ai compiti affidati alle imprese. Nel suo rapporto in adempimento del postulato 18.4274, depositato da Abate Fabio il 13 dicembre 2018, il Consiglio federale ha affrontato la questione della gestione dei conflitti di obiettivi. Tra i compiti fondamentali del consiglio di amministrazione (e della direzione) vi è infatti quello di individuare tali conflitti, gestirli e decidere quando coinvolgere il proprietario. Nel corso dei colloqui con il proprietario è possibile discutere con l’impresa la gestione di eventuali conflitti di obiettivi. È fondamentale che tali conflitti siano resi trasparenti, al fine di consentire decisioni che tengano conto di tutti gli aspetti rilevanti e che stabiliscano le priorità in modo consapevole. Il Consiglio federale non prevede inoltre ulteriori misure.

6. La rete radio POLYCOM è interamente di proprietà della Confederazione e dei Cantoni. I mandati nell’ambito dello sviluppo e dell’esercizio della rete vengono assegnati a terzi.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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